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Verso Inter-Juventus, da Calciopoli a Guardie e ladri: storia di una rivalità infinita

Continua la marcia d'avvicinamento a Inter-Juventus che può dire tanto in chiave scudetto: ecco alcuni momenti chiave della rivalità tra i due club

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Luci a San Siro: è tempo di derby d’Italia. Inter e Juventus tornano a contendersi la vetta della classifica in un match che può segnare la corsa scudetto. La partita per antonomasia, quella caratterizzata da una rivalità infinita. E alimentata di recente dalle battute al vetriolo di Max Allegri.

Inter-Juventus, Allegri nel solco di Gianni Agnelli e Prisco

Già, per anni la rivalità tra Inter e Juventus è stata fomentata dalle esternazioni dell’avvocato Gianni Agnelli e quelle di Peppino Prisco, storico dirigente nerazzurro. Tante le battute passate alla storia, come quando Prisco definì “la Juve una malattia che la gente si trascina dall’infanzia”, mentre tra le frecciate più celebri di Agnelli senza dubbio questa: “La vera gara tra noi e le milanesi sarà a chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda”.

Massimiliano Allegri sembra essersi perfettamente calato in questo contesto, alzando il tiro nelle ultime settimane. Battute in serie che l’hanno portato a chiedere scusa per via della “mia livornesità che dà fastidio”. Il tecnico bianconero ha paragonato la Juve a Sinner e l’Inter a Djokovic, ha parlato di “guardie e ladri”, ha richiamato il mondo dell’ippica sostenendo che “ci sono dei cavalli che hanno bisogno dei paraocchi e altri che non ne hanno bisogno”: insomma, il suo derby d’Italia è iniziato già da tempo.

Inter-Juve, rivalità senza tempo: quel rigore non dato a Ronaldo

C’è un derby d’Italia passato alla storia e di cui si parla ogni volta che le strade delle squadre s’incrociano. Ci riferiamo a quello della stagione 1997/98 che si disputò al Delle Alpi di Torino. Anche in quel caso Juventus e Inter si giocavano lo scudetto. L’episodio che scatenò le furibonde proteste nerazzurri è legato alla decisione dell’arbitro Piero Ceccarini di non concedere un rigore all’Inter per il contatto in area tra Iuliano e Ronaldo.

A fine partita il Fenomeno brasiliano esclamò: “È una vergogna da far vedere in tutto il mondo. Non se ne può più di questi arbitraggi a favore della Juve”. I bianconeri si aggiudicarono il derby (e successivamente anche lo scudetto) grazie al gol di Del Piero (che poi sbagliò un rigore concesso alla Juve subito dopo il mancato penalty su Ronaldo).

L’impatto che ha avuto Calciopoli sul derby d’Italia

C’è stato un altro momento decisivo nella storia della rivalità tra Inter e Juventus: Calciopoli. Nel 2006, anno in cui l’Italia di Marcello Lippi conquistò il Mondiale in Germania, l’Italia pallonara fu scossa da un vero e proprio ciclone che portò alla prima retrocessione della Vecchia Signora in Serie B con conseguente scudetto assegnato d’ufficio all’Inter, che si era classificata seconda. I nerazzurri ne approfittarono anche per ‘saccheggiare’ la Juve delle sue stelle: furono infatti ingaggiati Ibrahimovic e Vieira.

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