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Volley femminile, Egonu e coach Gaspari: scintille in Coppa Italia. Domani a Lodz via ai quarti di Champions

L'amaro epilogo della final four di Coppa Italia si fonde con il piccolo caso del diverbio avuto tra Paoletta e l'allenatore durante un timeout in semifinale.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

L’ennesima prova spaziale in una finale non è bastata a Paola Egonu per mettere l’ennesimo trofeo in bacheca. Di più: non è servita per fermare l’inarrestabile ascesa di Conegliano, arrivata a quota 30 vittorie su altrettante gare disputate in stagione, nonché al 15esimo titolo nazionale consecutivo (in pratica si gioca solo per la piazza d’onore), come solo nelle dominazioni più estese che esistono al mondo.

Ma la due giorni triestina di Paola ha raccontato tante cose: due prestazioni da urlo (25 punti contro Scandicci in semifinale, 35 nell’atto conclusivo), l’ennesima dimostrazione di talento e leadership conclamata, ma anche qualche errore nei momenti chiave (i 4 del tiebreak contro Conegliano su tutti) e un po’ di nervosismo affiorato durante un time out per uno scambio di vedute con coach Gaspari, che non ha mancato di alimentare polemiche e ricostruzioni sfociate anche nel mondo della fantasia.

Il diverbio nel time-out: cosa è successo

Il caso di fatto è rimasto tale, nel senso che i diretti interessati non hanno voluto tornarci sopra dopo la partita. E la sensazione è che sia finito tutto lì, anche se poi nessuno può sapere nel dettaglio che cosa abbia prodotto quel piccolo sfogo di Egonu. La quale è stata ripresa dalle telecamere mentre pronunciava una frase piuttosto dura, che tutti hanno interpretato in risposta al suo allenatore: “Non mi devi rispondere, ok?”, si evince dal dialogo, ed è facile capire che quella frase fosse rivolta proprio all’indirizzo di Gaspari, col quale le giocatrici stavano discutendo in una fase abbastanza concitata di una semifinale che s’è risolta soltanto al tie-break, e nella quale Scandicci (in particolar modo Antropova, per stessa ammissione del coach del Vero Volley) ha messo seriamente in difficoltà Egonu e compagne.

Peraltro in quel preciso momento le toscane stavano andando di gran carriera a chiudere il quarto set (erano avanti 20-13) approfittando anche di un calo vistoso di Paola, che nel quarto parziale non ha messo a segno nemmeno un punto (l’unico nel quale è rimasta a secco nei 10 giocati tra le due partite).

Due giorni da protagonista, ma pesano i “dettagli”

L’epilogo della final four ha lasciato tanto amaro in bocca in casa Allianz, perché mai come stavolta Conegliano è sembrata più “umana” del solito. La prestazione fornita da Egonu in finale è stata ancora una volta di uno spessore unico: 72 palloni attacchi, di cui 30 andati a referto, quattro muri e un servizio vincente col quale ha messo a ferro e fuoco la difesa delle Pantere.

Chiaro però che tutti ricorderanno le sbavature commesse nei momenti finali del match: due attacchi fuori misura sull’8-7 grazie ai quali Conegliano ha preso il largo, salendo sul +3, ma soprattutto le due pestate sulla linea dei tre metri che hanno consegnato gli ultimi due punti alle Pantere. De Gregori diceva che non sono questi i particolari da cui si giudica un giocatore, e aveva ragione. Eppure Paola sa perfettamente che una campionessa del suo calibro alla fine finisce per essere giudicata più per i dettagli, che non per tutto quanto di straordinario riesce a offrire in corso d’opera.

Testa alla Champions: domani Milano va a Lodz per i quarti

Col secondo titolo stagionale andato, sempre a causa di Conegliano (che in stagione è a avanti 4-0 nei confronti diretti contro Milano), la stagione del Vero Volley riprenderà già domani con la trasferta in casa di Lodz nella gara d’andata dei quarti di finale di Champions. La miglior medicina per dimenticare una sconfitta è tornare in campo subito e in questo Paola e compagne saranno accontentate.

La Champions rimane un obiettivo al quale Egonu tiene tantissimo: lo scorso anno col VakifBank (che affronterà sempre domani Conegliano) salutò la compagine turca firmando 42 punti nella finale di Torino, battendo l’Eczacibasi (che mercoledì riceverà Scandicci). E considerando che in Champions la finale è in gara secca, visto quanto ammirato anche a Trieste è evidente come sia preferibile andare a sfidare la Prosecco Doc Imoco in una singola partita anziché dover provare a batterla in una serie al meglio delle 5 (cioè il format di un’eventuale finale scudetto). Tra l’altro Milano e Conegliano in Europa potrebbero affrontarsi soltanto in finale, poiché l’eventuale derby italiano di semifinale andrebbe in scena tra le Pantere e Scandicci.

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