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Volley maschile, Supercoppa: Trento scappa ma Perugia la ribalta con un super Ben Tara

Nella prima semifinale di Supercoppa, l'Itas si illude troppo presto prima di subire il ritorno della Sir, che vince 3-1 grazie ai 23 punti del nuovo acquisto tunisino

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Per un set ha prevalso l’emozione, poi però Angelo Lorenzetti ha subito indicato a Perugia la via. E così facendo ha reso amaro il debutto in Supercoppa di Fabio Soli, suo successore sulla panchina dell’Itas Diatec Trentino, battuta in rimonta per 3-1 da una Sir Susa Vim Perugia che ha saputo imparare dai propri errori, alzando le marce nel corso di una semifinale che per un set abbondante è sembrata l’aveva vista faticare a venir fuori. Tanto da costringere il nuovo coach ad attingere alla panchina, pur di provare a ribaltare l’inerzia della sfida.

Proposito che ha trovato terreno fertile grazie anche all’ingresso in pompa magna di Wassim Ben Tara, gettato nella mischia al posto di Wilfredo Leon e capace di incidere tra le pieghe della partita con una facilità d’esecuzione che vale da monito per tutte le rivali. Una mossa (neanche tanto) a sorpresa con la quale Lorenzetti ha sparigliato le carte, con Trento incapace di reggere l’urto contro il talento tunisino (ma con passaporto polacco) che alla prima vera occasione ha mostrato di poterci stare eccome sul palcoscenico della pallavolo italiana.

Avvio shock, poi la Sir va in ufficio

Nessuna sorpresa nei sestetti iniziali, con Perugia che va sull’usato sicuro con Giannelli e Leon opposto, la coppia sudamericana composta da Solè e Flavio al centro e il tandem Herrera-Semeniuk in banda, più Colaci libero.

Anche Soli manda in campo l’artiglieria pesante: Zomaernik e l’ex Podrascanini al centro, Michieletto e Lavia in banda, Sbertoli a innescare l’altro grande ex Rychlicki nel ruolo di opposto, con Laurenzano libero.

E la partenza dai blocchi dell’Itas è quanto di più simile possa somigliare a un bel cazzotto preso in faccia da Perugia, che fino al 9-1 dimostra di essere rimasta negli spogliatoi, incapace di mettere giù un pallone e pasticciona in difesa. Rychlicki parte con le marce alte, costringendo Lorenzetti a mettere subito mano ai cambi, con Plotnytskyi che è il primo a mandare qualche segnale benaugurante nel bel mezzo di un deserto che non accenna però a diminuire i propri contorni.

E quando anche l’ucraino becca un muro in faccia dal Potke (sul 12-4), si capisce che ormai il parziale è bello indirizzato sui binari più desiderati dalla formazione di Soli. L’unica nota lieta per la Sir è l’ingresso di Ben Tara, finalmente libero di mostrare il suo talento e cercato a più riprese da Giannelli, che l’alterna con il sempre affidabile Plotnytskyi.

L’Itas Diatec viaggia col pilota automatico, ma la Sir le toglie in fretta le certezze in un secondo set nel quale sale di nuovo in cattedra il Plot, che mette giù palloni senza sosta alternandosi con un Ben Tara sempre più nel vivo del gioco.

Gli errori in attacco adesso li fa Trento, con Michieletto decisamente in serata no (chiuderà sotto il 44%) e Lavia a sua volta incapace di far cambiare direzione al match. I centrali della Sir fanno il resto, Plotnytskyi chiude con un attacco senza muro un parziale nel quale Perugia ha fatto capire di essersi iscritta ufficialmente alla serata.

La Sir dei tre tenori: Ben Tara, Semeniuk, Leon

L’equilibrio di inizio terzo set lascia intendere che la strada sia ancora lunga, ma Lorenzetti conferma le scelte operate in precedenza, con Herrera e Leon in panchina ma preziosi comunque nei pochi scambi in cui vengono spediti in campo.

Trento però ritrova buone percentuali in attacco e prova a scappare sull’11-8, ma la Sir torna a contatto e nessuno riesce più a prendere il largo, nonostante un nuovo tentativo di allungo dell’Itas sul 20-18, figlio anche della battaglia vinta a muro (5-1).

Un ace di Plotnytskyi e un altro, pesantissimo, di Leon sul 23-22 per i Block Devils (bravo Colaci a convincere la panchina di Perugia a chiamare il challenge, altrimenti Trento avrebbe trovato la parità a 23) indirizzano però la gara dalla parte degli umbri, con Solè che chiude un bel primo tempo finalizzando il 25-23 finale.

Un altro ace del cubano (naturalizzato polacco) a inizio quarto set inaugura la fuga decisiva di Perugia, che pur rimasta orfana di Plotnytskyi (fuori per un problema muscolare) non si volta più indietro, scappando via in fretta grazie anche alla capacità di Ben Tara di trovare sempre gli angoli giusti.

E dopo che Semeniuk drena lo strappo decisivo, il palcoscenico finale è di nuovo tutto di Leon, che firma tre attacchi consecutivi e spedisce Perugia di nuovo in finale, pronta a mettere le mani sulla quinta Supercoppa nelle ultime 7 stagioni.

Per Trento, che s’è illusa troppo presto di poter stare al livello dei perugini, nulla che non abbia confermato qualche titubanza già emersa nelle prime due vittorie (sofferte, entrambe al tiebreak) ottenute in campionato. Una differenza evidente a livello di condizione fisica, con il solo Rychlicki (16 punti) capace di incidere in attacco.

La copertina però è tutta per Ben Tara: 23 punti in uscita dalla panchina, con due muri e un ace. Con un “rincalzo” così, Lorenzetti può dormire sonni tranquilli.

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