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Volley, Paola Egonu chiude l'annata con Milano con pochi sorrisi e tre finali perse che fanno un male cane

L'azzurra non è riuscita a regalare a Milano nessun trofeo nella sua stagione d'esordio. Ma a preoccupare è una condizione apparsa non al massimo

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Una volta le finali erano il pane quotidiano di Paola Egonu. Quest’anno però l’ultimo atto delle competizioni alla quali ha preso parte s’è trasformato puntualmente in un incubo. Con Milano che dopo aver ceduto contro Conegliano sia nelle finali di Supercoppa che di Coppa Italia s’è vista battuta anche nella Super Final di Antalya, quella di Champions League, l’ultimo obiettivo rimasto all’Allianz per evitare una stagione da zero titoli. Che s’è materializzata essenzialmente per due motivi: il primo fa rima con Conegliano, la squadra che in stagione ha lasciato per strada la miseria di due partite sulle 50 disputate, estendendo la propria egemonia anche in campo continentale (evidentemente l’Italia, dove ha vinto anche lo scudetto, le sarà sembrata troppo piccola). Il secondo con la serata no di Egonu, che nella partita più importante della stagione non è riuscita a limitare gli errori.

Una finale non all’altezza delle precedenti

Il campanello d’allarme sulla via che conduce ai prossimi impegni della nazionale è piuttosto evidente: Paola un alibi ce l’ha, dal momento che come tutto il Vero Volley non scendeva in campo da tre settimane (da quando cioè Scandicci aveva buttato fuori le milanesi dalla campagna play-off tricolore), ma certo i numeri fatti registrare ad Antalya stridono paurosamente con quelle che erano le attese.

Non sono bastati 19 punti per evitare che Conegliano facesse sua la coppa: Egonu ha attaccato 59 palloni mettendone a terra appena 16 (cioè il 27% del totale), faticando nei momenti chiave del match, vedi nel tiebreak dove ha faticato tantissimo a trovare ritmo, murata due volte quando la Prosecco Doc ha preso definitivamente il largo. Insomma, nulla a che vedere con i 42 punti della Super Final 2023, quella disputata a Torino, nella quale aveva trascinato il VakifBank al successo nel derby contro l’Eczacibasi.

Le tre finali maledette: Gaspari potrebbe “pagare” per tutte

Al di là di aver perso il confronto diretto con Isabelle Haak (23 punti e il 42% in attacco su 52 palloni attaccati: scontato il premio di MVP di serata), quello che brucia tanto a Paola è il non essere riuscita a portare a Milano alcun trofeo in coda a una stagione che era nata sotto tutta un’altra luce.

Una stagione che nei momenti clou s’è un po’ ritorta contro all’Allianz, battuta in Supercoppa in una partita nella quale sia Egonu che Sylla hanno dovuto fare i conti con le rispettive precarie condizioni fisiche. Forse la grande occasione il Vero Volley l’ha dilapidata in Coppa Italia, pur se il 3-2 finale ha seguito lo stesso andamento della finale di Champions (Conegliano sempre avanti di un set e sempre raggiunta fino all’inevitabile epilogo al tiebreak), con Egonu straripante che chiuse a 35 punti.

Ad Antalya, Paola è sembrata piuttosto accusare la fatica sia fisica che mentale di una stagione che nelle intenzioni avrebbe dovuto portare ben altri dividendi, tanto che a farne le spese dovrebbe essere coach Marco Gaspari.

Ora testa alla nazionale. Ma Antropova non starà a guardare

Al di là della singola prestazione, lontana dai suoi standard abituali, a preoccupare è la condizione psicofisica con la quale Egonu è pronta a unirsi al gruppo di Julio Velasco, in partenza per la prima tappa della VNL. Una tappa cruciale per il destino delle azzurre, che hanno bisogno di partire bene per non rischiare di scivolare lontane dalle prime posizioni nel ranking FIVB, quello che a metà giugno diventerà il giudice supremo per completare il quadro delle qualificate a Parigi 2024.

Per questo Paola dovrà smaltire in fretta la delusione per non essere riuscita a mettere le mani su nessun trofeo, mancando anche il quarto trionfo continentale con la quarta squadra diversa dopo Novara, Conegliano e VakifBank (sarebbe stata la prima giocatrice di sempre a vincere con 4 squadre differenti).

Un proposito che tornerà d’attualità tra un anno, quando l’Allianz proverà nuovamente a mettere in discussione la leadership di Conegliano, che sarà attesa da una profonda ristrutturazione (le Pantere diranno addio a De Kruijf, Robinson-Cook e Plummer) e che pertanto qualcosina sul campo potrebbe lasciare. Ma per tirar via le venete dal piedistallo servirà una Egonu più determinata e continua rispetto a quella che ha chiuso con le pile scariche la stagione di club. E già il dualismo con Kate Antropova è pronto a riversare fiumi di inchiostro.

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