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Champions League, Tuchel e Guardiola: due tecnici pronti ad una notte magica

Le parole dei due tecnici, Guardiola e Tuchel, che domani si sfideranno nella finale di UEFA Champions League allo stadio Do Dragao di Porto.

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Champions League, Tuchel e Guardiola: due tecnici pronti ad una notte magica Fonte: Getty Images

Siamo pronti alla sfida finale. Domani, allo stadio Do Dragão, impianto in cui il Porto gioca le proprie partite casalinghe, Chelsea e Manchester City si affronteranno in un derby tutto inglese per conquistarsi un posto nella storia del Calcio europeo. Perchè la stagione 2020/2021 è forse stata la più lunga e difficile di sempre, perchè i due tecnici sono molto diversi l’uno dall’altro, perchè la Finale di Champions e La Partita, quella che ogni bambino sogna quando inizia a stringersi le scarpette coi 13 tacchetti sotto la suola.

Questo è il terzo anno consecutivo in cui una squadra giocherà per la prima volta una finale di Coppa dei Campioni / Champions League (Tottenham nel 2019, PSG nel 2020 e Manchester City nel 2021). Si tratta della prima volta che succede per tre anni consecutivi dal 1986 al 1988 (Steaua Bucarest, FC Porto e PSV).

Paradossalmente, questo fantastico derby inglese rappresenta quasi una novità in campo Europeo: nelle competizioni europee, infatti, gli unici precedenti tra Chelsea e Manchester City risalgono alla semifinale di Coppa delle Coppe 1970/71: il Chelsea vinse entrambe le gare 1-0 per passare alla finale, dove vinse contro il Real Madrid.

Pep Guardiola – Manchester City

Pep Guardiola proverà a vincere il suo terzo trofeo in Champions League, dopo averlo vinto nel 2009 e nel 2011 con il Barcellona. Potrebbe diventare il terzo allenatore a vincere il titolo tre volte, insieme a Carlo Ancelotti (2003, 2007, 2014) e Zinedine Zidane (2016, 2017, 2018). Queste le parole dell’allenatore catalano prima della finale:

“Cercheremo di fare il nostro miglior gioco, di fare quello che abbiamo fatto durante il tempo insieme. Raggiungere la finale di Champions League è finire una parte del processo che abbiamo iniziato quattro o cinque anni fa. Penso che sarà una bella partita e vincerà la squadra che merita. So esattamente cosa dirò ai giocatori. Non voglio disturbarli troppo. Ai ragazzi che sono ansiosi o nervosi dirò loro che è normale e anche ai ragazzi che sono più rilassati è normale. Ognuno lo gestirà a modo suo”.

Poi una battuta sul tipo di sfida che li attende domani, una sfida in cui sarà difficile dominare il campo come al solito, anche per una questione prettamente emotiva:

“Sono abbastanza sicuro che dovremo soffrire per vincere la finale. La maggior parte delle volte in finale devi soffrire. Devi essere resiliente. Adattati ai brutti momenti che stanno per accadere. Alla fine dobbiamo essere noi stessi e fare un bel gioco.  Contro il Dortmund abbiamo sofferto, nel primo tempo a Parigi e all’Etihad abbiamo sofferto contro il PSG. In quei momenti dobbiamo restare uniti e cercare di ottenere lo slancio e usarlo. Tutto quello che posso dire sono l’uomo più felice in questo momento. È un privilegio. È un onore”.

Infine, un’indiscrezione sul proprio futuro:

Resto al Manchester City, ne sono sicuro – qualunque cosa accada domani. Vincere o perdere la finale non cambierà il mio futuro”.

Thomas Tuchel – Chelsea

Tuchel, arrivato a metà stagione a seguito dell’esonero di Lampard (e del suo stesso esonero al PSG) parla più nello specifico di come è stata vissuta questa vigilia. Dopo aver guidato il PSG alla finale di Champions League nel 2019/20, l’allenatore del Chelsea è il primo allenatore a raggiungere la finale di Coppa dei Campioni / Champions League in stagioni consecutive con due club diversi. Tuchel potrebbe diventare il terzo allenatore a perdere una finale in due stagioni di fila, dopo Marcello Lippi (1997 e 1998, Juventus) e Héctor Cúper (2000 e 2001, Valencia).:

“Siamo molto concentrati. Sento che abbiamo fiducia, che è un buon sentimento per arrivare ad una finale. Ci siamo allenati due vole a Londra ieri, e oggi è l’ultimo allenamento per rifinire gli ultimi particolari e per trovare confidenza con lo stadio e prepararci al meglio all’incontro di domani”.

Una parola anche sulla battaglia tattica con Pep, vera discriminante della sfida di domani:

“La partita è molto più di questo. Non è io contro lui, non è un match di tennis. Pep preparerà il suo team, io il mio. e noi È noi contro oro. Sappiamo quanto dovremo soffrire, e sappiamo con quanto coraggio dobbiamo affrontare alcune parti del match. È sempre difficile giocare contro il Manchester City e contro le squadre di Pep, che vince da sempre e impone sempre una mentalità vincente alle sue squadre. C’è un grande gap tra noi e loro, ma noi lo abbiamo ridotto già in altre occasioni e proveremo a farlo di nuovo”.

Infine, una dichiarazione sulla preparazione a questa partita:

“È la nostra routine avere sessioni tattiche per la difesa e per l’attacco. Siamo a conoscenza che nel calcio  hai sempre la possibilità di colmare il gap con i tuoi avversari, essendo coraggioso e giocando insieme, utilizzando le tue qualità e facendo il massimo possibile in ogni singolo minuto attraverso la cura dei dettagli”.

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