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Che fine ha fatto Gianpiero Marini, la pinna d’oro dell’Inter

Dal pallone alla finanza, che salto per il campione del mondo ‘82

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Che fine ha fatto Gianpiero Marini, la pinna d’oro dell’Inter Fonte: Twitter

Da piccolo sognava di fare il trequartista e come centrocampista offensivo si impose al Varese ma Gianpiero Marini non aveva esattamente i piedi buoni: se nell’Inter lo chiamavano Pinna, un motivo c’era e non ha a che fare con la pesca subacquea. Eppure Marini ha scalato le vette, fino a diventare campione del mondo con l’Italia di Bearzot (fu lui a coniare il soprannome “Zio” al diciasettenne Beppe Bergomi, suo compagno all’Inter e di stanza in ritiro) e si è distinto anche come allenatore, prima di lasciare il calcio e darsi alla finanza. Quando i nerazzurri lo acquistarono faceva preoccupare il patròn Fraizzoli: fu lui stesso a rivelare che il vecchio presidente avrebbe voluto solo giocatori sposati e lontani dalle tentazioni. Marini a 26 anni ancora celibe era un pensiero per Fraizzoli.

SERGENTE BERSELLINI – Sul campo però era difficile trovare qualcuno più professionista di lui. Prelevato dal Varese nel 1975, resterà in nerazzurro per ben undici anni collezionando un totale di 375 presenze e 13 reti e conquistando 1 Scudetto e 2 Coppe Italia, prima della Coppa UEFA 1993/94 vinta da allenatore. A Panorama rivelò: “Ero l’unico negli spogliatoi a leggere Il Sole 24 ore, oltre ai quotidiani sportivi. Fu Bersellini a cambiarmi ruolo, in avanti erano coperti, il mister mi chiese di arretrare per fare schermo alla difesa con compiti di regista basso e interdizione. Bersellini era un duro, peggio di Mourinho, era estremamente rigido, pretendeva tantissimo da tutti i suoi giocatori, curava in maniera maniacale la preparazione fisica. Lui e Ilario Castagner, con cui ho chiuso la carriera, sono stati senza dubbio i migliori tecnici che ho avuto. Castagner tatticamente era avanti dieci anni sugli altri. Ci guidò a due semifinali di Coppa Uefa perse per un soffio con il Real Madrid”.

LA CARRIERA – La Coppa Uefa fu proprio Marini a vincerla come tecnico, nel ‘94, quando fu chiamato a sostituire l’esonerato Bagnoli. Fa l’allenatore ancora un po’: nel dicembre 1996, alla fine del girone d’andata di Serie C1, lo assume il Como in sostituzione di Scanziani, poi va alla Cremonese, ancora a Como, quindi allena l’Under 21 di B nel 2001 ma nel frattempo, diventa un broker finanziario, mettendo a frutto una passione che coltivava già ai tempi della militanza calcistica e cui si dedicherà a pieno dopo l’esperienza in Figc.

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