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Che fine ha fatto Zuniga, il colombiano che fece infuriare De Laurentiis

Il terzino nel Napoli divenne un idolo prima di un infortunio tenuto nascosto, ai Mondiali rischiò di rovinare Neymar

12-08-2022 08:00

Solo a risentire il suo nome Aurelio De Laurentiis cambia colore: Camilo Zuniga è uno dei pochi giocatori del suo Napoli che riuscì a beffarlo in sede di contrattazione ma andiamo con ordine. Esploso in patria, nel Nacional, il terzino colombiano si afferma in Italia col Siena nell’85. Notato dal Napoli viene acquistato per diventare poi un perno del 3-5-2 di Mazzarri. Sulla fascia andava su e giù come un treno, fino a diventare un idolo dei tifosi. Lo nota la Juve che gli fa una corte spietata, partono le trattative per il rinnovo. Tutti aspettano il suo sì.

Zuniga prima rinnova col Napoli poi viene operato

Il sì arriva: Zuniga nel 2013 rinnova col Napoli a cifre blu (oltre 3 milioni all’anno) ma solo dopo rivela di avere un problema al ginocchio e che deve operarsi. Una beffa per il club azzurro. Furiosi De Laurentiis e l’allenatore che aveva preso il posto di Mazzarri, ovvero Benitez che lo affronta a brutto muso negli spogliatoi. Il 21 ottobre del 2013, all’apice della carriera, Zuniga si opera per rimuovere una calcificazione al ginocchio destro.

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Zuniga dopo l’operazione non torna più ai suoi livelli

L’intervento riesce ma Zuniga non è più lo stesso. Finisce ai margini della squadra, non gioca più. Lui ricorda così quel periodo e assicura di non aver imbrogliato: “Dopo un interminabile tira e molla ero felice di aver rinnovato, mi incontrai con De Laurentiis prima della partita di Champions League con l’Arsenal. Ero convinto che dopo la riabilitazione sarei potuto tornare in campo senza problemi, non sapevo invece che sarebbe iniziato un vero e proprio calvario. Passavano i mesi e di miglioramenti al ginocchio neanche l’ombra, dopo un po’ di tempo anche la fiducia è iniziata a calare. Personalmente ho la coscienza più che pulita, ho un ricordo meraviglioso di tutto l’ambiente societario. Mi dispiace molto non aver recuperato da quei problemi”.

Zuniga stava per far chiudere la carriera a Neymar

Nonostante tutto in nazionale continua ad essere chiamato e partecipa ai Mondiali 2014 ma di lui si ricorda soprattutto il bruttissimo intervento su Neymar, in Colombia-Brasile, che ha rischiato di rovinare la carriera al talento del Psg (all’epoca al Barcellona) che solo per miracolo non si ruppe la schiena.

Zuniga passa al Bologna e al Watford, poi torna in Colombia

Quando il calvario al ginocchio sembra alle spalle, per ritrovare campo e ritmo Zuniga – mai considerato da Sarri – accetta due prestiti in 18 mesi. A gennaio 2016 passa al Bologna, nel 2016/2017 ritrova Mazzarri in Premier League dicendo sì al Watford. In Emilia e a Londra gioca con discreta continuità, ma per lui ormai l’avventura in azzurro è al capolinea. Diatribe tra il Napoli e il club gestito dai Pozzo su presunto obbligo di riscatto e mancata acquisizione del cartellino, lo portano a trascorrere la prima metà del 2017/2018 senza mai giocare, finchè il mercato invernale non gli regala la chance di tornare da dov’è partito: all’Atletico Nacional, a Medellin, a casa.

Il 4 luglio 2018 l ad appena 33 anni annuncia il ritiro dall’attività agonistica. Ora Zuniga conduce una nuova vita tra famiglia e le bellezze della natura. A Napoli Magazine rivelò: “Mi sento un colombiano napoletano perché ho tanti bei ricordi che mi legano alla città, tanti amici e poi i tifosi, come fai a dimenticarli, sono sempre nel mio cuore. Il gol più bello in maglia azzurra? Non ne ho fatti tantissimi ma sono tutti belli, sicuramente il più importante fu quello segnato all’Inter che ci diede la possibilità di tornare in Champions dopo tantissimi anni. Il Pocho? Lo sento eccome, mamma mia ma quanto è diventato vecchio, con quella barba sembra Babbo Natale…

“Con Sarri mi sono sentito un po’ un fantasma perché non mi ha mai detto nulla, non ho mai capito cosa sia accaduto. Ho sempre detto che quando avrei lasciato il calcio, l’avrei fatto totalmente e così è stato, in questo modo riesco a dedicare tanto tempo alla mia famiglia, come ho sempre desiderato. Abbiamo una fondazione per dare una possibilità a tanti ragazzi, abbiamo una scuola calcio e mi piace scovare qualche talento, io sono convinto che chi ha avuto di più deve poter fare qualcosa per i più deboli”.

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