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Chi è Filippo Ranocchia, l'uomo che ha cambiato il Palermo di Corini

Il talento cresciuto nel Perugia e lanciato dalla Juventus si è già preso le chiavi del centrocampo del Palermo

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Marco Pino

Marco Pino

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Il calciomercato di gennaio, conosciuto anche e non a caso come “mercato di riparazione”, per le squadre diventa importante per invertire la rotta della stagione con nuovi innesti o perfezionare la rosa per farsi trovare pronti a raggiungere gli obiettivi fissati ad inizio stagione.

Per il Palermo, società sotto il controllo del City Football Group, il calciomercato di inizio 2024 ha rappresentato un’occasione per migliorare ulteriormente la rosa, dopo il già importante mercato estivo, con il fine di inserire nuovi giocatori nel gruppo di Mister Corini e provare a trovare una continuità di risultati mai avuta durante il girone di andata di questa Serie BKT.

I rosanero hanno portato a termine 3 acquisti: due già pronti a fare la differenza sin da subito (Ranocchia e Diakité) più un talento per il futuro come Chaka Traoré, il ragazzo protagonista di qualche presenza tra Serie A e Champions League con il Milan nei primi 6 mesi della stagione.

Se Diakité rappresenta un profilo già consolidato e rodato nel campionato cadetto per via delle 70 presenze collezionate in maglia Ternana, nonostante sia solo un classe 2000, al contrario Filippo Ranocchia è un giocatore dal grande potenziale ad oggi però ancora non del tutto espresso.

Dall’esordio grazie alla fiducia di Sandro Nesta fino allo straordinario impatto con il mondo Palermo, passando per la “delusione” per l’esperienza nella Juventus Next Gen.

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La fiducia di Sandro Nesta

La carriera di Filippo Ranocchi parte nelle giovanili del Perugia. Parliamo di un ragazzo nato nel maggio del 2001 che muove i suoi primi passi con la maglia della squadra della sua città d’origine, proprio Perugia.

Con la maglia del Grifo Ranocchia si fa subito notare quando, all’età di 12 anni, nel 2013 entra a far parte del settore giovanile del Perugia allenato da un altro figlio della città umbra.

Parliamo di Roberto Goretti, allora allenatore delle giovanili del Grifo e oggi direttore sportivo della Reggiana allenata da Mister Alessandro Nesta. Un nome, quello dell’ex Milan, che sarà determinante agli inizi della carriera di Ranocchia. Ma torneremo dopo su questo.

Nelle giovanili del Perugia, Ranocchia si mette in mostra nel cuore del centrocampo dando subito evidenza delle sue abilità in fase di regia e della sua pericolosità al tiro.

Tra il 2017 e il 2018 Ranocchia si attesta come uno dei migliori centrocampisti del campionato giovanile e il 16 luglio 2018 firma il suo promo contratto da professionista con il Perugia.

Abbiamo accennato a Sandro Nesta ed è proprio il Campione del Mondo del 2006 che il 30 marzo 2019 lo fa esordire tra i professionisti nella gara di Serie B tra Perugia e Livorno a soli 17 anni.

Siamo già nel marzo 2019 ma la carriera di Ranocchia aveva già subito una svolta il 31 gennaio dello stesso anno. Durante il mercato di riparazione infatti arriva la chiamata della Juventus che lo acquista dal Perugia per 1,1 milioni di euro cui sommare ulteriori 1,7 milioni nel corso dello scorso esercizio (bonus evidentemente legati al raggiungimento di determinati obiettivi).

L’esperienza nella Juventus Next Gen

La Juventu lo acquista dal Perugia nel gennaio 2019 con l’accordo di lasciarlo in prestito per 18 mesi. Dopo soli 6 mesi, però, i bianconeri lo portano a Torino per seguirne da vicino la crescita e aggregarlo dapprima alla Primavera e dopo all’Under23.

La chiamata della Juventus cambia le prospettive di carriera di Filippo Ranocchia, soprattutto perché parliamo di una società come quella bianconera che nelle ultime stagioni ha fortemente puntato sui giovani della sua seconda squadra.

Se pensiamo a giocatori come Fagioli o Miretti, passati dalla Juve Next Gen alla prima squadra, o ai Soulé, che dalla Next Gen si sono affermati in Serie A, parliamo di giocatori che hanno realmente sfruttato l’esperienza in Lega Pro con la seconda squadra dei bianconeri per dare uno slancio importante alle proprie carriere sin dai primi anni.

Per quanto riguardo Ranocchia l’esperienza all Juventus ha rappresentato una spinta importante al suo percorso ma forse non così d’impulso come si poteva pensare.

Il classe 2001 cresciuto nel Perugia esordisce con la Juve Next Gen il 25 gennaio 2020 nella sfida persa 3-2 contro la Pro Patria. Diventa interessante guardare la rosa su cui poteva contare Fabio Pecchia, attuale allenatore del Parma e allora allenatore della Juventus Under 23.

Nel 4-2-3-1 schierato da Pecchia Ranocchia formava la coppia di centrocampisti insieme a Portanova, sulle fasce Di Pardo e Zanimacchia (il primo oggi al Cagliari e il secondo alla Cremonese), mentre la panchina vedeva presenti Nicolò Fagioli, Idrissa Touré (oggi al Pisa), Gianluca Frabotta (oggi al Cosenza), Marco Olivieri (attaccante del Venezia in questa stagione), oltre a due nomi “pesanti” del calibro di Matteo Brunori (attuale capitano e compagno di squadra al Palermo) e Radu Dragusin (trasferitosi a gennaio dal Genoa al Tottenham).

Guardando a questi nomi possiamo capire come la seconda squadra della Juventus abbia rappresentato per questi giocatori un trampolino di lancio importante, ma nel caso di Filippo Ranocchia forse questo trampolino deve ancora avere lo slancio decisivo.

L’impatto con il Palermo

Dopo le esperienze con il L.R. Vicenza in Serie B nella stagione 2021-2022, le poche presenze con il Monza lo scorso anno e il poco spazio avuto tra le fila dell’Empoli in questa prima parte di stagione, per Filippo Ranocchia le porte del Palermo sembrano essersi aperte nel momento giusto.

L’impatto del neo calciatore rosanero con l’ambiente siciliano è stato da grande giocatore capace di cambiare gli equilibri e il ritmo del gioco di Corini occupando una posizione centrale nel centrocampo.

Nel terzetto di centrocampo, insieme all’equilibratore di turno (uno tra Stulac e Gomes) e all’incursore Segre (sempre pericoloso con i suoi inserimenti in zona offensiva), il gioco di Ranocchia sta risultando decisivo per aggiungere qualità, palleggio e tiro da fuori: caratteristiche forse troppo assenti nella prima parte di stagione tra le fila del Palermo.

Un impatto positivo e decisivo che si traduce in 2 gol segnati nelle prime 3 partite giocate con una precisione nei passaggi del 69%. Dati migliorabili ma già importanti per un giocatore che sta facendo un percorso forse meno “precoce” rispetto ai suoi ex compagni di squadra della Juve Next Gen ma che potrà comunque portarlo a calcare da protagonista il palcoscenico della Serie A.

Con i tifosi del Palermo che lo hanno già eletto ad idolo e che sperano possa farlo già il prossimo anno in maglia rosanero.

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