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Ciclismo, Pogacar ha già la testa al Tour ma "teme" Roglic ed Evenepoel che intanto torna a vincere al Delfinato

Lo sloveno, dopo il trionfo al Giro, mette nel mirino anche il Tour. "Roglie ed Evenepoel rivali pericolosissimi. Vingegaard alla fine verrà e andrà forte". Intanto Remco vince al Delfinato

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Firenze s’avvicina e tutti sembrano voler salire sul carro del (papabile) vincitore. Che risponde al nome di Tadej Pogacar, che dopo aver sbaragliato la concorrenza al Giro d’Italia punta deliberatamente alla doppietta Giro-Tour nella stessa stagione, impresa riuscita l’ultima volta 26 anni fa all’indimenticato Marco Pantani. Firenze da dove partirà il prossimo Tour: pensando a quante gioie l’Italia ha già regalato a Pogacar in questa prima metà della stagione, in casa UAE non si può far altro che pensare positivo. Anche perché davvero Pogi sarà l’uomo da battere.

Tadej sicuro: “Vingegaard verrà al Tour e potrà far bene”

Delle prospettive legate al Tour e agli appuntamenti estivi il fuoriclasse sloveno ha parlato al podcast Watts Occuring, ospite assieme a Geraint Thomas, suo rivale al Giro. “Tutti pensano che per me sarà semplice ambire alla maglia gialla, ma le cose naturalmente non stanno così”, ha subito tenuto a precisare Tadej.

Roglic ed Evenepoel sono finalmente tornati in buona condizione e sono convinto che sapranno andare forte. Remco soprattutto sarà competitivo a partire dalla prima settimana, visto che peraltro sarà al debutto assoluto in una corsa dove potrà divertirsi e far divertire, mentre Primoz andrà in crescendo di condizione e potrà dire la sua nella terza settimana. Le motivazioni non mancheranno: ritengo che saranno entrambi preparati al 100% e pertanto ho motivo di pensare che ci sarà da battagliare con ognuno di loro”.

Anche se poi tutti aspettano il terzo round del duello con Jonas Vingegaard, che pure al Tour non sa ancora se andare o meno. “Io credo e spero che alla fine verrà. È tornato ad allenarsi rapidamente dopo essere stato dimesso dall’ospedale e se dovesse ritrovare il giusto feeling in bici ritengo anche che possa presentarsi in buona forma. Dovrà forse ritrovare il suo perso forma ideale, ma non credo che avrà difficoltà”.

La UAE cala tutti gli assi: “Mai stati così forti”

La strategia dell’UAE Team Emirates in vista della campagna di Francia consisterà in un appoggio abbastanza incondizionato a Pogacar, che potrà contare su “gregari” di lusso. Adam Yates sarà il mio luogotenente, mentre Juan Ayuso e Joao Almeida potranno darmi una grossa mano nelle tappe di montagna. E poi ci saranno anche Marc Soler e Pavel Sivakov, altri due corridori che in salita sanno andare forte ma che anche in pianura possono rendersi assai utili. Infine, Tim Wellens e Nils Politt saranno i due punti di riferimento per le giornate dove il dislivello sarà meno impegnativo.

Onestamente non ho un piano tattico ben definito: la differenza la faranno le gambe e sapere di poter contare su compagni tanto forti è un bel vantaggio. Se anche poi qualcosa dovesse andare storto, il team avrà la possibilità di cambiare piano in corsa. Certo l’avvio sarà tosto: 210 km la prima tappa e il San Luca alla seconda, col Galibier alla quarta”.

Dalla Francia le prime insinuazioni (infondate)

Pogacar al Tour dovrà cercare di battere la concorrenza (e un Vingegaard senza la caduta all’Itzulia sarebbe stato un osso durissimo da superare), ma anche l’ostracismo di qualche francese che nei giorni scorsi ha gettato “ombre” sulle prestazioni del fuoriclasse sloveno.

Philippe Saudè, ex ciclista transalpino, e Antoine Vayer, tecnico in passato alla Festina (squadra spesso invischiata in casi doping), non c’hanno girato intorno: “Quello che ha fatto Pogacar al Giro è stato incredibile, quando andava in salita sorrideva e non sembrava neppure stanco. Gli altri corridori avevano 10-15 watt in meno rispetto alla maglia rosa. Per questo diciamo che, se non saremo complici o intellettualmente disonesti, capiremo fra po’ la portata dell’inganno. Il doping nel ciclismo è sempre esistito, ma i prodotti che si usano oggi non sono quelli che si usavano un tempo e andando avanti saranno sempre più spaventosi”. Accuse (va detto) infondate e che lasciano il tempo che trovano.

Remco torna a vincere: domina la crono al Delfinato

Intanto, a proposito di rivali per il Tour, Remco Evenepoel ha battuto un colpo: a due mesi dalla caduta nella quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi il belga ha vinto la cronometro della quarta frazione del Giro del Delfinato, rifilando distacchi importanti a tutti i maggiori pretendenti alla maglia gialla di leader, finita sulle sue spalle.

Evenepoel ha vinto con 17 secondi di vantaggio su Joshua Tarling (che pure sembrava aver fatto un tempo fuori portata per chiunque) e 39 secondi su Roglic. In top ten anche Ayuso, nono a 1’27”, e Geoghegan Hart, decimo a 1’38”. Migliore degli italiani Matteo Sobrero, 14esimo a 1’54”.

In classifica generale Remco ha 33 secondi di vantaggio su Roglic e 1’04” sull’americano Matteo Jorgenson, al solito migliore Visma in gruppo. Giulio Ciccone, 28esimo a tre minuti, è il migliore degli italiani (Antonio Tiberi si è ritirato dopo una crisi accusata nella seconda tappa).

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