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Coppa Davis, nelle mani di Musetti. "Ecco cosa c'è dietro all'ansia"

Il tennista di Carrara è l'uomo di punta, anche viste le assenze, dell'Italia impegnata in Coppa Davis

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Tempo di Finals anche per la Coppa Davis dell’Italia di Filippo Volandri, impegnata da giovedì 22 contro gli Stati Uniti. Una sfida resa ancora più complessa dall’assenza, per problemi fisici, di Matteo Berrettini e Jannik Sinner. Non rimane così che affidarsi a Lorenzo Musetti che ha parlato a Corriere della Sera.

Il peso della Davis: l’Italia conta su Lorenzo Musetti

Sulla carta e visto il momento il carrarese è quello più in forma della formazione azzurra. Musetti ha così un grande peso sulle spalle, come già successo a Bratislava nel turno preliminare, quando l’Italia eliminò la Slovacchia anche grazie a una sua vittoria all’esordio. «Un momento bellissimo, insieme alla vittoria di Amburgo su Alcaraz il più bello della stagione. Salvare la sfida in calcio d’angolo mi ha fatto maturare tanto». E sulle chance di vincere la competizione, spiega: «È la fine di una stagione per me ottima, in cui sono passato da n.59 a n.23 del mondo: arrivo super carico. Peccato per le assenze, ma io sono contento dei miei miglioramenti. Il salto è stato innanzitutto di testa: ho trovato un equilibrio che si riverbera anche nel tennis. Prima tendevo a portarmi pensieri e problemi in campo: con la mente sgombra, è tutta un’altra cosa».

Lorenzo Musetti e le crisi d’ansia

Nonostante il bel momento, con la vittoria nemmeno un mese fa dell’ATP di Napoli c’è stato spazio anche per un momento di crisi: il ritiro a Firenze per un presunto attacco di panico. Musetti spiega: «Imparare a conoscersi, aiuta. Il blocco del respiro nel petto va prevenuto, è una sensazione che monta a ridosso della gara, mentre sale l’adrenalina, o a partita in corso. Risolverlo lì, davanti al pubblico, è complicato però lo metto in conto: fa parte del gioco». E su cosa possa aver scatenato quella crisi: «Non credo si tratti dei pensieri, è più legato a una sfera emotiva che fatico ad esprimere. Ma meno di un tempo. È che mi coglie alla sprovvista, mi frega. Da lì in poi è più questione di gestire il fisico che la testa».

Il futuro del tennis, il parere di Musetti

Nonostante anche lui sia un Next Gen, Musetti si sbilancia anche sui giovani del panorama tennistico. «Holger Rune, che a 19 anni è già stato top 10, a Parigi Bercy contro Djokovic ha fatto qualcosa di eccezionale. Sono cresciuti moltissimo anche Auger-Aliassime e Alcaraz, n.1 a 19 anni. Insomma, il cambiamento è in corso». E infine, sulla Coppa Davis e gli USA: «Sono gli ultimi giorni di una stagione lunghissima, io credo che vincerà chi è più in forma. Vedo una sfida apertissima. Prometto: darò tutto».

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