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Da Sacchi a Sconcerti, tutte le liti di Allegri

Gli scambi al veleno coi giornalisti, gli sfoghi a bordo campo e in sala stampa: quando è Max a fare il circo

28-04-2019 10:30

Da Sacchi a Sconcerti, tutte le liti di Allegri Fonte: Ansa

Un giorno, infastidito per le critiche al gioco della sua Juventus, disse risentito: “Per me lo spettacolo lo si va a vedere al circo”. Nel circo mediatico, però, c’è finito lui, Max Allegri, e non solo ieri sera, dopo la clamorosa lite in tv con l’opinionista Sky Lele Adani. L’allenatore della Juventus più volte ha sbroccato, davanti alle telecamere o in sala stampa. Un crescendo rossiniano di sfoghi, liti, staffe perse e nervi tesi. Ecco una veloce carrellata.

Contro Sacchi – Tutto è cominciato a ottobre 2014, dopo una sconfitta di misura in casa dell’Atletico Madrid in Champions League. Juve troppo rinunciataria a detta di Arrigo Sacchi, andata in Spagna “a giocare per il pareggio”. Apriti cielo. La reazione di Allegri è infastidita: “Arrigo, io e te non ci troviamo mai d’accordo. O tu guardi un’altra partita o ne guardo un’altra io. Abbiamo due concetti di calcio completamente diversi perché credo che tu ami molto di più l’Atletico Madrid per come gioca e un po’ meno le squadre che hanno tentato di giocare come stasera”. Nuova puntata pochi giorni dopo, al termine di una sfida tra Juve e Roma. Chiarimento? No: “Arrigo tu sei permaloso”, l’affondo di Max. “Porta rispetto, io ho vinto le coppe tu no”, la risposta di Sacchi, quasi in lacrime.

Il circo – Nell’aprile del 2017 la Juventus è in corsa per vincere tutte le competizioni, ma è bersagliata dalle critiche per il suo gioco. Allegri non ci sta e tuona in conferenza stampa: “Juve vincente ma non bella? Non lo so perché lo dicono. Io ho una mia idea, il calcio è semplice ed è fatto da due fasi che bisogna far bene. Poi contano molto i falli fatti e i duelli aerei che si riescono a vincere, l’interpretazione che cambia in ogni gara. Quando non si attacca non bisogna vergognarsi di difendere bene perché l’obiettivo finale è il risultato e bisogna raggiungerlo in qualsiasi modo. Sono contento di quelli che fanno il calcio spettacolo, ma per me lo spettacolo lo si va a vedere al circo”.

Scatole girate – Nuovo sfogo un annetto dopo, in sala stampa. I giornalisti sono delusi per il 2-2 col Tottenham e Max si arrabbia. “La Champions è un sogno e un obiettivo, ma vincerla non è facile. Credo si sia persa un po’ di obiettività. La Juve gioca per vincere, ma non è la favorita. Non si può andare in finale tutti gli anni. Stiamo facendo una grandissima stagione, ma pensare che i ragazzi vincano un ottavo di finale 3-0 ce ne passa. E questa cosa mi fa girare le scatole, non si ha l’idea della dimensione delle altre squadre. Che il risultato di stasera possa deprimere l’ambiente non lo accetto”.

Contro Sconcerti – Anche Mario Sconcerti, pochi giorni dopo la rimonta sul Tottenham, stuzzica Allegri sulla storia del gioco poco brillante. “Questo trionfo della porta intatta quanto vi ha tolto dal punto di vista del gioco?”, chiede l’opinionista passato alla Rai. “Io il calcio lo reputo molto semplice: quando hai la palla devi giocar bene, quando non ce l’hai devi difendere”, taglia corto un infastidito Max, che poi si toglierà qualche sassolino dalla scarpa dopo la vittoria in Coppa Italia.

Contro i presidenti – Ormai gli sfoghi di Allegri sono all’ordine del giorno e a dicembre, dopo un sofferto 2-2 con l’Atalanta, l’allenatore della Juventus tuona ancora. Stavolta ce l’ha con alcuni presidenti. “Mi girano le scatole, ho perso la pazienza. Non parlo degli arbitri, Banti ha arbitrato bene, ma succedono cose strane fuori. Sento responsabili di altre società fare dichiarazioni pesanti verso gli arbitri, i moralizzatori e poi succede questo. Stavolta mi arrabbio anche io. Sono amareggiato”.

L’ultima lite – Infine, la lite con Adani. “Adesso fai parlare me e stai zitto”. “Stai zitto lo dici a tuo fratello”. Ma questa è roba freschissima. Solo l’ultima di una lunga serie di screzi, punzecchiature e sfoghi. Insomma, anche Allegri spesso riesce a dare spettacolo. Almeno, davanti alle telecamere.

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