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Roma-Lazio: De Rossi ripensa a Lecce. Tudor chiede tempo: "Ci vogliono mesi per il mio calcio"

Il punto dei due allenatori su un derby combattuto ma vinto dai giallorossi grazie al gol di Gianluca Mancini. Così la Lupa si avvicina nelle migliori condizioni alla gara contro il Milan di Europa League.

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

E’ la Roma ad aggiudicarsi il derby della capitale. Nel primo confronto in panchina tra Daniele De Rossi e Igor Tudor vince il primo che capitalizza al massimo un colpo di testa di Gianluca Mancini nella prima frazione di gioco. La partita è stata tutto sommato equilibrata, sebbene i giallorossi abbiano fatto qualcosa in più riuscendo a rimanere in corsa per il quarto posto. Resta settima la Lazio che potrebbe essere scavalcata da Napoli e Torino in classifica.

De Rossi, l’emozioni e i terribili minuti finali

L’emozione di Daniele De Rossi è evidente: “Meglio vincere un derby da allenatore o da giocatore? E’ sempre bello vincerlo ma in questo ruolo c’è più tensione emotiva oltre che responsabilità. Gli ultimi minuti sono stati tosti da sopportare. Sono andato sotto la curva perché trascinato ma il momento era dei calciatori, comunque me la sono goduta anche io“. Poi il paragone con Lecce: “Sono io che devo migliorare. Dobbiamo essere sempre questi. Primo tempo giocato bene ma l’atteggiamento è durato 90 minuti. Il mio segreto? Alleno giocatori forti. Non sono mister futuro, sono mister presente“. Infine una carezza ad Abraham: “Ci teneva, è stato fantastico ma è poco che si allena. Ci vorrà tempo per rivedere il vero Tammy“.

Roma-Lazio: le pagelle

La gioia di Mancini che grida Forza Roma

Gianluca Mancini sembra non crederci: “Sono l’uomo più felice del mondo. Non vincevamo da tanto, era il mio decimo derby e non avevo mai segnato. Sono felice per il gol ma l’importante era vincere. Il pantaloncino l’ho dato ai tifosi ma la maglia la terrò sempre con me. Il mio post partita? Festeggio, senza mancare di rispetto a nessuno. Il mio inchino va ai tifosi. Volevo uscire? Ho avuto qualche problemino, all’intervallo però mi hanno sistemato. In queste partite esco solo con una gamba rotta. Ora testa al Milan“. Poi l’urlo nel finale: “Forza Roma” a chiudere definitivamente la sua personale stracittadina.

Il rammarico di Tudor e l’ottimismo per il futuro

Da vincitori ai vinti. Igor Tudor si rammarica per la prestazione offensiva della sua squadra: “Forse in questo momento era troppo questa Roma come terza gara in pochi giorni con così poco lavoro. I cambi a fine primo tempo? Qualche problema fisico, solo in 1 caso era scelta tecnica. Devo ancora conoscere bene la squadra. Dobbiamo migliorare in tutto nell’interpretare questo tipo di calcio sia con i quinti che con gli uomini davanti. Ci vogliono mesi per raggiungere il livello di intensità adeguato ma sono ottimista“.

Scontri prima di Roma-Lazio

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