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F1, Verstappen al veleno: "Siamo diventati un circo, mi sento perso". E svela i piloti del suo team ideale: non c'è Perez

Max Verstappen ha criticato l'attuale F1 e il format dei weekend di gara, in particolare quello relativo alle Sprint Race. E ha svelato i piloti che chiamerebbe se fosse team principal

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Che Max Verstappen sia uno che non la manda a dire è risaputo, e questo già prima che assumesse lo status di campione asfaltatore della concorrenza in F1. L’alfiere della Red Bull in una intervista ha ribadito le sue critiche alla serie motorsportiva più importante al mondo, cannoneggiando il format e anche l’attuale natura stessa di questo sport.

Verstappen: “Mi chiedo quali siano le regole attuali, la F1 è diventata uno show”

Parlando con la testata tedesca Auto und Motor Sport l’olandese triplice conquistatore del Mondiale di F1 ha ribadito una serie di rimostranze già portate avanti in occasione del GP di Las Vegas di qualche mese fa. Nel penultimo appuntamento della stagione ci furono un po’ di discussioni riguardo il côté legato allo show dell’evento, che poi divennero polemiche feroci sull’incidente del tombino che a momenti costò carissimo (fisicamente parlando) a Carlos Sainz. Poi concluso il GP il polverone si posò e molti promossero l’aspetto sportivo relativo alla pista, velocissima e divertente secondo alcuni piloti. Tra cui anche lo stesso Verstappen.

Ma il campione del mondo regnante ha ripreso quel Gran Premio per ribadire oggi il suo punto di vista sull’attuale F1:

“Sono giunto ad un punto in cui mi chiedo quali siano le regole adesso. Mi sento perso, è come un circo. La F1 oggi è al 99% show e solo per l’1% evento sportivo, sembravamo dei clown. Non voglio dire che non provo delle emozioni, ma non mi è piaciuto quello che ho visto. Io sono sempre focalizzato sulle prestazioni in gara e sul circuito, e tutto ciò che c’è intorno non mi piace”.

Le critiche di Verstappen alle Sprint Race: “Toglie magia alla gara”

Andando sui dettagli, Verstappen si è scagliato in particolare sul format delle Sprint Race, già oggetto di dibattito tra i piloti. Il portacolori di Red Bull ad Auto und Motor Sport ha detto di comprendere il lato commerciale della F1, ma ha anche ribadito di avere il punto di vista di “un pilota puro”. A suo avviso la Sprint “toglie della magia” perché, seguendo il suo ragionamento, spoilera quanto avverrà la domenica in pista, “salvo circostanze particolari come il meteo che cambia”. “La Sprint permette di farti capire più o meno cosa avverrà il giorno dopo. […] E questo toglie tensione”.

E ancora, riguardo la possibilità di una qualifica per la Sprint ma con un giro soltanto a disposizione, il pilota ha spiegato: “Io già non apprezzo il format attuale con le gomme medio-medie-morbide, dove non sai cosa fare. Se poi metti un solo giro veloce … O come deve essere, veloce, lento, veloce? Per me è una cosa rischiosa”.

La proposta di Verstappen: “Ecco un cambiamento da fare”

Ma Verstappen è un fiume in piena. A suo avviso, è da rivedere anche la regola per cui non si possano modificare le monoposto dopo la sessione di prove libere del venerdì. “Se sbagli, sei costretto a rimanere intrappolato in quel set-up per tutto il resto del fine settimana”, ha sbottato il pilota. “Uno schifo. L’anno scorso in Brasile ci è successa una cosa del genere, ma neanche negli appuntamenti che sono andati bene quest’anno sono rimasto soddisfatto completamente. Pensando all’altezza da terra ad Austin, non si può dire che Mercedes e Ferrari abbiano abbassato le loro vetture di proposito. Una volta però presa una strada sbagliata, non si può più uscirne. Se si vuole continuare con le Sprint, credo si debbano apportare cambiamenti“. L’olandese, per esempio, introdurrebbe un Parco Chiuso il sabato e poi un altro la domenica.

La frecciata alla Haas sulla gestione delle gomme

Nel resto dell’intervista Verstappen ha svelato i punti di forza della RB19 (“La nostra è una vettura equilibrata: non eccelle nelle curve a media velocità, ma va meglio in quelle veloci, come la McLaren. Ma noi non paghiamo troppo nelle curve lente. […] E siamo abbastanza bravi a gestire le gomme”). E a proposito di pneumatici, il pilota ha preso la Haas come esempio di gestione sbagliata: “Non credo che Nico Hulkenberg e Kevin Magnussen siano degli stupidi, ma se la monoposto sovraccarica le gomme, allora non c’è molto da fare. Come pilota, puoi trovare uno o due decimi di secondo al giro prestando maggiore attenzione alle gomme”. E quindi: “Alcuni scelgono un approccio molto aggressivo. La nostra monoposto, invece, è molto versatile, e non ha picchi di prestazione verso l’alto sul giro secco”.

I piloti che Verstappen prenderebbe nella sua squadra

Infine, Auto und Motor Sport ha proposto un gioco a Verstappen: alla domanda su chi chiamerebbe come pilota se fosse un team principal, l’olandese di Red Bull non ha tentennato:

“Se possibile, prenderei me e Lando [Norris, suo amico tra l’altro, ndr]. Lui è ancora giovane e ha una lunga carriera davanti a sé. Ma è anche davvero veloce. Se dovessi invece chiamare un altro al posto di me stesso, con Lando inserirei Oscar [Piastri]. Da rookie ha dimostrato di essere veloce. Può ancora crescere e migliorare, ovviamente, ad esempio col ritmo di gara, ma da ciò che ho visto lui è molto intelligente, e sono certo che vincerà delle gare”.

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