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Furlani da Cattelan: il record dei 9 metri, la strana sfida a Tortu e Jacobs e i 40 all'ora sfiorati in pedana

Il fresco campione mondiale indoor ospite nel programma Rai: il papà autista, la mamma allenatrice "più fermata di me", il sogno del primato mondiale e il futuro nello sprint.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Dal salto che gli ha regalato l’oro mondiale indoor a quello in tv: Mattia Furlani tra i protagonisti dell’ultima puntata di Stasera c’è Cattelan, il night show di Rai 2 diventato ormai ritrovo abituale per i campioni dello sport. Un’occasione leggera e gradevole per raccontarsi e anche per svelare sogni, ambizioni e programmi. Già, perché il ragazzo di Rieti dopo aver conquistato il mondo vuol balzare dritto nella storia: diventare il primo uomo a superare quota nove metri.

Furlani, la festa e il raffreddore dopo il mondiale

Sfrontato? Macché. Mattia è rimasto il ragazzo di sempre, anche dopo l’exploit di Nanchino. “A Rieti ho fatto una festicciola coi miei amici, mi sono divertito ma mi sono un po’ raffreddato”, svela con la voce nasale tipica di chi s’è preso un bel raffreddore. “Il soprannome Spiderman me l’hanno affibbiato loro. È un supereroe che ha molti multiversi, dicono che assomigli a Miles Morales”. In prima fila a ‘sostenerlo’ c’è mamma Khaty, ex velocista, oggi sua allenatrice: “Parlare 24 ore su 24, avere una persona presente, sempre al tuo fianco e che sa quello che fai in ogni momento della giornata è molto importante. Bugie? Sì, qualche volta gliele ho dette. In strada fermano più lei di me, forse per la sua giovane età, e la cosa mi fa un sacco ridere”.

Futuro da velocista? “Potrei fare i 100 o i 150 metri”

Dopo i festeggiamenti, si torna subito al lavoro: “Venerdì riprendo, tre giorni di stop bastano a perdere l’allenamento di mesi e mesi. I dettagli sono fondamentali, ho vinto i Mondiali di un centimetro e perso gli Europei sempre per un centimetro. Segreti in pedana? Alla fine è tutta una questione di automatismi. Ci sono salti in cui lascio 20 centimetri, altri in cui sono perfetto”. Quindi un dettaglio: “Durante la rincorsa raggiungo normalmente i 38 all’ora, a volte ho toccato i 39.5, sfiorando i 40. Futuro da velocista? Probabilmente correrò i 100 o forse i 150, io sono un tipo ibrido, mi piace il 150, sono quello strano. Sfidare Tortu o Jacobs? Non so, io correrò e parleranno i risultati“.

Il primato di Powell e una famiglia al fianco di Mattia

Ma cosa mangia un campione del mondo? “La mia dieta è quella che sognano tutti: mangiare tanto. Sto cercando di mettere più massa, quindi di mangiare di più. Mangiare sano, naturalmente. Chi mi vede non mi prende neanche per un lunghista, generalmente sono più muscolosi”. L’ambizione di entrare nella storia: “Il record del salto in lungo sono gli 8.95 metri di Mike Powell stabilito nel 1991, uno dei più longevi. Tutti i primati sono raggiungibili, io ho un sogno: essere il primo a superare i 9 metri. Tra i 23 e i 27 anni in genere si ottengono i risultati migliori, ci proverò”. Sempre con la famiglia al suo fianco: “Mamma allenatrice, papà autista, Luca mio fratello mi gestisce i social ed Erika, mia sorella, segue entrate e uscite economiche”.

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