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Gianluca Vialli è morto: il calcio piange un altro campione

Un altro lutto sconvolge il mondo del calcio: a soli 58 anni si è spento a Londra Gianluca Vialli ex attaccante lombardo di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea

06-01-2023 10:42

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Il mondo del calcio non smette di piangere i suoi eroi. Ci ha lasciato anche Gianluca Vialli. Dopo Pelé e Mihajlovic un altro grande lutto per lo sport e per il mondo del football. Nato a Cremona il 9 luglio 1964 il centravanti ex della Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea, si è spento a soli 58 anni a Londra dove era ricoverato da prima di Natale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Da tempo Vialli lottava contro un tumore al pancreas che negli ultimi tempi si era presentato in maniera più aggressiva.

“Io ho paura di morire, eh. Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall’altra parte, ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire” Gianluca Vialli (9/07/1964 – 6/01/2023)

La lunga partita di Vialli è finita, ciao Gianluca

Non è un periodo facile per gli appassionati di calcio. Nel giro di pochi giorni se ne sono andati a cavallo del Natale e di Capodanno, Sinisa Mihajlovic e Pelé. Nel frattempo Gianluca Vialli lottava dal Royal Marsden Hospital di Londra, la clinica che lo seguiva dopo la diagnosi del male. Una fase delicata c’era già stata dal 2017 al 2019. Quindi, la grande avventura con l’amico di sempre Roberto Mancini con l’Italia, culminata nella notte di Wembley con la conquista dell’Europeo. Ma sul finire del 2022 il tumore al pancreas è tornato a farsi vedere in modo forte costringendo Vialli a sospendere la sua attività con la Nazionale. Una lotta dura che siamo sicuri Vialli ha affrontato con la solita grinta, quella che metteva in campo, senza darsi mai per vinto. Alla fine ha ceduto sì ma a testa alta.

Fonte: ANSA

Vialli il messaggio della famiglia conferma la morte

La famiglia di Vialli che nelle ultime settimane era accorsa al capezzale del campione a Londra, ha confermato la morte dell’ex Juve e Samp con una nota dolorosa:

Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori“.

Morte Vialli, la prima battaglia, la seconda fatale

Vialli aveva annunciato di essere malato in un’intervista al Corriere della Sera il 25 novembre 2018. Sembrava tutto si fosse risolto per il meglio dopo il primo ciclo di cure. Ed invece il 14 dicembre scorso Gianluca aveva annunciato di dover sospendere i suoi impegni con la Nazionale azzurra (era capo delegazione) per concentrarsi sulla sua battaglia contro il tumore al pancreas. Il 27 novembre nel corso della presentazione del film ‘La bella stagione’, tanti avevano notato il suo volto scavato. In quei giorni, Vialli si stava sottoponendo a cure sperimentali.

Al capezzale di Vialli c’erano la moglie Cathryn, come sempre al suo fianco. E poi anche la sorella Mila, partita da Cremona per raggiungere Gianluca a Londra. Nei giorni di degenza nella capitale londinese aveva ricevuto le visite di mamma Maria Teresa, del fratello Nino e anche del grande amico di una vita Massimo Mauro.

Vialli con la moglie Cathryn White Cooper Fonte: ANSA

Vialli e la malattia, il coraggio delle sue parole

Dell’ultimo periodo di vita di Gianluca Vialli resta sicuramente quell’abbraccio e quell’urlo liberatorio alla vittoria dell’Europeo dell’Italia, da lui guidata da capo delegazione, in coppia come ai vecchi tempi con il ct Mancini, in quella splendida notte di Wembley, come al primo gol con la Cremonese, allo scudetto con la Samp, alla Champions con la Juve. Ma poi ci sono i messaggi di speranza durante la lotta contro la malattia, sempre affrontata con orgoglio, a testa alta e un pizzico di humor nero all’inglese.

“Io con il cancro non sto facendo una battaglia perché non credo che sarei in grado di vincerla, è un avversario molto più forte di me. Il cancro è un compagno di viaggio indesiderato, però non posso farci niente. È salito sul treno con me e io devo andare avanti, viaggiare a testa bassa, senza mollare mai, sperando che un giorno questo ospite indesiderato si stanchi e mi lasci vivere serenamente ancora per tanti anni, perché ci sono ancora molte cose che voglio fare”.

Carriera di Vialli: scudetto alla Samp, Champions alla Juve, la Premier

Quasi 20 anni di carriera da calciatore, sempre in maniera vincente per Gianluca Vialli che tra Serie A, Premier e coppe europee ha giocato 673 partite, segnando 259 gol. Giovanissimo alla Cremonese il suo esordio in serie A, poi la Sampdoria di Boskov con il gemello del gol Roberto Mancini e una squadra che arriverà a vincere lo scudetto e alla finale di Champions persa col Barcellona.

Champions che era diventato un chiodo fisso per Vialli tanto da accettare le avance della Juventus pur di vincerla. Inizio non facile in bianconero poi una seconda giovinezza con Marcello Lippi in panchina. Arriva un altro scudetto e finalmente la Champions, nella finale di Roma del ’96 vinta ai rigori con l’Ajax. Vialli al momento è stato l’ultimo ad alzare la Champions League da capitano per la Juventus. Chiuderà la carriera da calciatore al Chelsea nella doppia veste di allenatore-giocatore. Si è ritirato il 1° luglio 1999.

Fonte:

L’attaccante della Juventus, Gianluca Vialli, alza la Champions League vinta ai rigori contro l’Ajax allo stadio Olimpico di Roma, 22 maggio 1996

Vittorie in carriera Vialli: due scudetti (Samp e Juve), una Champions League (Juve 1995-96), una Supercoppa Uefa (Chelsea 1998), una Coppa Uefa (Juve 1992-93), due Coppa delle Coppe (Samp 1989-90 e Chelsea 1997-98), una Coppa d’Inghilterra (Chelsea 1996-97), 4 Coppe Italia (Juve e tre con la Samp), 1 Coppa dei Lega inglese e 2 Supercoppe italiane.

In azzurro meno fortunato con il 3° posto ma non da protagonista a Italia 90, un argento e bronzo agli Europei U21 del 1984 e 1986 per un totale di 59 partite con la Nazionale maggiore e 16 reti. Da allenatore per due stagioni al Chelsea dal 98 al 2000, poi la stagione successiva in panchina al Watford.

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