Quell’emozione straripata dalle parole, poche, pronunciate a fine partita dopo aver segnato un gol decisivo ha reso di dominio pubblico il dramma familiare di Jack Grealish, che ha deciso di condividere la tragedia che ha segnato la sua infanzia, i suoi genitori e anche la giornata vissuta per il giocatore e il Manchester City che ha superato per 2-0 il Leicester City.
Grealish ha segnato dopo appena due minuti, regalando alla squadra di Pep Guardiola un inizio perfetto, a 16 mesi di distanza dal suo ultimo gol in Premier League; una celebrazione laica che si consuma nell’anniversario della scomparsa di suo fratello minore, avvenuta in circostanze terribili 25 anni fa.
Il gol dedicato da Grealish
La rete segnata da Grealish costituisce la risposta, sul piano sportivo, alle critiche feroci che lo hanno perseguitato in questi mesi di difficoltà indubbia a cui la rete ha replicato senza possibilità di obiezione. Alla gioia si è accompagnato un gesto eloquente: il giocatore del City ha alzato le dita e gli occhi al cielo rivolgendosi a quel fratellino mai cresciuto.
La sua storia è trattenuta in poche frasi, che Grealish si è sentito di pronunciare ai microfoni quando è stato il momento di spiegare le ragioni di quelle lacrime che hanno appannato momentaneamente il suo sguardo.
“Oggi, 25 anni fa, è mancato il mio fratellino”, ha raccontato alla Premier League Productions, tramite Sky Sports. “Questo giorno è duro per la famiglia, ma sono stato felice di aver segnato. Mia mamma e mio papà erano qui. Questa giornata è sempre difficile in famiglia, quindi segnare e vincere è stato fantastico”.
La morte di Keelan
Jack avrebbe oggi un fratello, Keelan, di 26 anni se non si fosse consumata una autentica sciagura per il calciatore e i suoi genitori nell’ormai lontano 2000 quando anche lui era poco più di un bambino che troppo presto ha imparato a convivere con il lutto della perdita di un affetto, l’apprendere che suo madre e suo padre hanno perso un bambino e che pur essendo sempre con lui nutrivano un dolore incancellabile.
Il fratello minore, Keelan, morì in culla all’età di nove mesi nel lontano 2000, riportano i media britannici in particolare il Daily Mail, che ha ricostruito con delicatezza la perdita insanabile del piccolo da parte della famiglia Grealish del neonato ricordato in una lapide in suo onore.
La sua presenza, il suo ricordo è riaffiorato più e più volte, in precedenza nella carriera sportiva di Jack che aveva rammentato il fratellino quando era in prestito al Notts County nel 2013-14, e ne ha dedicato un altro con l’Aston Villa nel novembre 2018. “Jack è un essere umano incredibile; nei gesti e nei rapporti con le altre persone, è incredibilmente generoso!”, ha dichiarato Pep Guardiola che ha offerto un pensiero di umanità e vicinanza ai familiari: “Non lo sapevo. Non riesco a immaginare quanto possa essere dura per mamma, papà, sorella e tutta la famiglia. È bello in questo giorno ricordarlo, sono abbastanza sicuro che se lo ricordino ogni singolo giorno”.
Le sensazioni dei genitori
I suoi genitori, Kevin e Karen, erano sugli spalti per vedere il figlio segnare il suo primo gol in Premier League in 16 mesi. Suo padre in passato ha parlato apertamente del trauma subito, a seguito della morte di Keelan. “Aveva solo nove mesi, era un piccolo angelo e io ero devastato. Lo eravamo tutti”, ha detto.
“All’epoca Jack era solo un ragazzino, ma ricorda ancora Keelan e pensa ancora a lui per tutto ciò che ha realizzato. Ci manca ancora Keelan e pensiamo ancora a lui: non si supera mai la perdita di un figlio, ma siamo così grati e fortunati di avere la fortuna di avere Jack, suo fratello Kevan e le sue sorelline Holly e Kiera“.
Una gratitudine profonda che convive con la costante ricerca del ricordo e dei frammenti di quei mesi trascorsi con il bambino, il fratello, a cui Grealish ha dedicato il gol della rinascita.
