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Guerra Ucraina, l’ex tennista Dolgopolov si arruola nell’esercito

Aleksandr Dolgopolov, ex numero 12 del ranking ATP, ha deciso di arruolarsi nell'esercito ucraino per difendere il proprio paese dalla guerra.

17-03-2022 14:08

Il terribile conflitto in Ucraina continua a causare morte e distruzione tra la popolazione civile. Grande è l’impegno degli sportivi di tutto il mondo, con atti più o meno concreti in sostegno della pace e soprattutto di tutti i civili coinvolti. Questa volta è il turno dell’ex tennista Aleksandr Dolgopolov di arruolarsi per andare a difendere il proprio paese. Ai microfoni di Eurosport Francia, l’ex numero 13 ATP racconta la sua storia.

Guerra in Ucraina, Dolgopolov si arruola volontario: “È una mia decisione”

L’ex numero 13 del ranking aveva scritto su Instagram nella giornata di ieri “Ciao Kiev. Sono tornato per aiutare come posso a difendere la nostra casa”. Decisione importante la sua, che dopo essere fuggito in Turchia con la famiglia ha deciso di tornare indietro per arruolarsi nell’esercito ucraino:

“È una mia decisione e nessuno può fermarmi. Mio padre è triste. È stata dura lasciarci. Era di certo preoccupato e non voleva che fossi qui, ma alla fine ci sono. È la guerra. Macosa potremmo fare? Sicuramente nessuno dei nostri ragazzi desidera morire o essere coinvolto nel conflitto, ma è casa nostra”.

Il primo pensiero ovviamente è stato per mettere in salvo la sua famiglia portandola fino al confine turco. Tuttavia, quello di tornare è stato percepito da Dolgopolov come un vero e proprio dovere, come lui stesso racconta sempre a Eurosport Francia e riportato dalla versione italiana:

“Credevo che sarei stato più utile fuori dai confini all’inizio, perché ovviamente non sono addestrato. Poi dopo alcuni giorni è passato l’iniziale panico, ho capito le dinamiche del conflitto e ho pensato di tornare indietro. Non sapevo impugnare un’arma, dunque sono andato in cerca di un poligono di tiro e sono stato fortunato di trovare un ex militare che mi ha addestrato per oltre una settimana. Adesso sono a mio agio con le armi. Sono in grado a sparare, certo non perfettamente, ma di sicuro posso colpire una persona se ne vedo una”.

Dai nostri comodi e caldi rifugi in Italia, è impressionante sentire queste testimonianze, che dimostrano la volontà e l’amore di un popolo verso la propria patria. Dolgopolov insiste molto, nel corso dell’intervista, sulle motivazioni che spingono il popolo ucraino a combattere:

“Si sta combattendo, ma i ragazzi devono sapere per cosa stanno combattendo. Se tutti lasciano il Paese, le loro case e c’è una città vuota in cui ci sono solo soldati, non ci sarà motivazione per combattere. Credo sia importante che la gente famosa famosi faccia vedere che gli ucraini sostengono l’esercito. Anche senza combattere, c’è la possibilità di raccogliere soldi, di parlare in t e di portare cibo e materiale medico…”.

Guerra in Ucraina, Dolgopolov e il dovere dello sport russo

Nella giornata di oggi è arrivata l’opposizione del CEO della WTA Steve Simon al bandire gli atleti russi dai tornei. Simon ne fa una questione di principio, ma Dolgopolov non è d’accordo e anzi invoca misure più severe nello sport. 

Attualmente, molte federazioni sportive hanno bandito gli atleti russi dalle competizioni, ma non quella del tennis, che permette ancora a tutti di competere, seppur senza la bandiera della Federazione russa. Per Dolgopolov questo non è assolutamente sufficiente:

“I tennisti russi stanno davvero attenti a quello che dicono. Nessuno si espone dicendo di condannare la guerra e il governo di Putin. Stanno solo dicendo siamo contro la guerra, ma certamente è sufficiente. Il mondo del tennis è stato morbido con loro e troppo neutrale, secondo me. Il calcio si è comportato in maniera diversa, bandendo tutte le loro squadr dalle competizioni. Capisco che non sia colpa degli atleti, ma arrivati a questo e con la quantità di vittime, tutti i russi sono responsabili finché non fermano il suo presidente”.

Guerra in Ucraina, chi è Aleksandr Dolgopolov

Classe 1988, il suo miglior ranking in carriera è il 13° posto ATP raggiunto il 16 gennaio 2012. Con 221 vittorie e 201 sconfitte vanta il 52% di successi in carriera in singolare, e 27 vittorie e 57 sconfitte in doppio. 

Non è mai arrivato però alla conquista dei maggiori tornei del circuito. Questi i suoi risultati negli Slam: Quarti di finale degli Australian Open nel 2011, Terzo turno nel Roland Garros (2010 e 2011) e Wimbledon (2013 e 2014), mentre negli US Open ha raggiunto il quarto turno nel 2011 e nel 2017.

Sono poi tre i successi nei tornei singolari, il Croatia Open Umago nel 2011 contro Cilic, il Citi Open di Washington contro Haas nel 2012 e Buenos Aires nel 2017 contro Nishikori. La vittoria forse più prestigiosa della carriera è però nel doppio a Indian Wells nel 2011, quando ha battuto in finale Federer e Wawrinka

Si è ufficialmente ritirato nel 2021, ma il suo ultimo match ufficiale risaliva al 2018.

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