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Il blackout, la fuga e la squalifica: Marsiglia-Milan 31 anni dopo

Amichevole di prestigio contro i francesi di Tudor: i rossoneri tornano per la prima volta al Velodrome, teatro di una delle notti più buie della loro storia.

31-07-2022 12:21

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Giornalista per vocazione e innamorato di tutti gli sport, ha collaborato con numerose agenzie, quotidiani, radio e tv. Su Virgilio Sport scrive soprattutto di Calcio: esperto scandagliatore del mondo social dei tifosi, è diventato anche un “giudice” accurato delle sviste arbitrali

Qualcuno l’ha definita la notte più buia della storia del Milan, quella in cui i rossoneri oltre alla partita persero faccia e credibilità. I rossoneri tornano al Velodrome di Marsiglia per un’amichevole di lusso contro una delle squadre più amate di Francia a 31 anni di distanza dal “fattaccio” del 20 marzo 1991, quando si rifiutarono di rientrare in campo a tre minuti dal termine dopo che la partita di Coppa Campioni con l’Olympique, che li vedeva perdere 1-0, era stata sospesa per alcuni minuti per un’invasione di campo. Un riflettore spento fu l’appiglio invocato da Galliani per portare i calciatori negli spogliatoi e preannunciare reclamo per “mancanza di sicurezza”. Una figuraccia.

1990-91, il crepuscolo del Milan di Sacchi

Finirà infatti con lo 0-3 a tavolino ai danni dei rossoneri di Sacchi e con la squalifica per un anno dalle coppe europee. Ma come si era arrivati a quella situazione? Il Milan di Sacchi, in quella parte finale di stagione 1990-91, era ormai al crepuscolo del suo ciclo. Lontana dallo scudetto, con la Samp in fuga e l’Inter al suo inseguimento, la formazione rossonera puntava tutto o quasi sulla coppa, di cui aveva vinto le due edizioni precedenti. Ma era un Milan stanco e litigioso quello che il sorteggio abbinò ai francesi di Goethals e dell’ambizioso presidente Tapie, un uomo pronto a tutto pur di sfondare anche nel calcio. Van Basten, in particolare, non ne poteva più dei ferrei metodi del profeta di Fusignano.

Il rosso maledetto di Van Basten col Bruges

Van Basten che, ironia della sorte, contro il Marsiglia sarebbe rimasto fuori per una maxi squalifica (quattro turni, poi ridotti a tre), dopo il rosso rimediato agli ottavi contro il Bruges. All’andata, a San Siro, finì 1-1: a Gullit rispose un futuro rossonero, Papin. Bisognava provare l’impresa al Velodrome, in un ambiente infuocato, senza il ‘Cigno di Utrecht’ e in condizioni psicofisiche tutt’altro che brillanti. Avvelenata, in tutti i sensi, la vigilia. Il Milan, temendo brutte sorprese nel cibo, cambiò all’ultimo momento albergo. Alla rifinitura, poi, i rossoneri trovarono i cancelli chiusi per mezz’ora e rimasero a lungo senza i palloni, spariti.

Waddle fallisce il raddoppio, poi l’invasione 

Poi la partita. In difesa rientra Baresi, in attacco c’è Agostini al posto di Massaro. Ma il Milan non punge e il corso Olmeta, portiere del Marsiglia, non rischia praticamente nulla. Bella squadra i francesi. Pelé è un furetto, Papin uno stoccatore inafferrabile, a centrocampo dominano Fournier e Germain mentre in difesa giganteggiano Boli e Mozer. Quando l’inglese Waddle, altra stella dell‘OM, al 30′ della ripresa fulmina Rossi con un gran tiro al volo, i tifosi rossoneri capiscono che è finita. Proprio Waddle si divora il raddoppio nel finale e l’arbitro svedese Karlsson, subito dopo, sembra fischiare la fine. In realtà mancano ancora 3′ ma l’entusiasmo è troppo, tantissimi tifosi francesi si riversano sul rettangolo verde.

Marsiglia-Milan, Galliani porta via tutti

Entrano in campo pure i fotografi e gli stessi giocatori del Marsiglia festeggiano, mentre quelli del Milan si incamminano a testa bassa verso gli spogliatoi: qualcuno scambia anche le maglie con gli avversari. Irrompe in campo Galliani che, assieme a Ramaccioni, urla: “Mancano ancora tre minuti, tornate in campo”. Nel caos, un riflettore dello stadio si spegne. Il Milan protesta, quelli del Marsiglia fiutano il tentativo di “furbata” e nasce un principio di rissa. Insulti, spintoni, persino qualche sputo. Dopo venti minuti il direttore di gara ordina di riprendere il gioco. Ed è a questo punto che arriva il diktat di Galliani: “Fuori, andiamo via tutti”. Anche chi, come Baresi o Costacurta, avrebbe voluto terminare la partita.

Stangata sul Milan: un anno fuori dalle coppe

Nelle ricostruzioni del dopo Galliani dirà di aver interpretato il (parziale) blackout come un “segnale”, proprio come la nebbia che due anni e mezzo prima aveva salvato il Milan a Belgrado contro la Stella Rossa. Stavolta, però, al Diavolo va male. Il poco edificante show in diretta tv fa infuriare l’Uefa e a poco serve la “lettera di scuse” inoltrata il giorno dopo dal presidente Berlusconi, che sgombrerà subito il campo dai propositi di reclamo, invocando semmai clemenza e buon senso. Ma la mano della Commissione sarà pesante: 0-3 a tavolino e un anno fuori dalle coppe. Due anni dopo Milan e Marsiglia si incontreranno di nuovo, in finale di Coppa Campioni a Monaco: vittoria francese, gol di Boli. Altra serata amarissima per il Milan, anche questa inquinata da polemiche e veleni, con lo scandalo della gara di campionato di qualche giorno prima col Valenciennes “aggiustata” dal fumantino Tapie. Ma questa è un’altra storia.

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