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L'Inter e il verdetto su Lukaku, dopo gli insulti razzisti della curva Juve: la decisione della Corte

L'esito del ricorso dell'Inter su Lukaku, costretto a saltare un turno. Richiesta accolta, invece, per la Juventus

21-04-2023 14:38

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Romelu Lukaku non sarà disponibile per la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juventus. La Corte Sportiva d’Appello ha respinto il ricorso dell’Inter, quindi l’attaccante belga rimarrà non disponibile per la squalifica di una gara inflitta: Simone Inzaghi dovrà ricorrere a una alternativa.

Il ricorso presentato dall’Inter

I nerazzurri si erano opposti alla decisione, sostenendo che la seconda ammonizione per il belga sarebbe arrivata in modo errato per un’esultanza che Rom (vedasi la foto) aveva già messo in scena in una gara con la maglia del Belgio, senza conseguenze disciplinari e senza intenzioni “provocatorie”.

E che, in ogni caso, arrivava in risposta agli insulti razzisti piovuti dagli spalti dell’Allianz Stadium. Ma il cartellino rosso non può non portare ad almeno un turno di stop, per l’attaccante dell’Inter. Da ciò la conferma del turno di stop per Lukaku.

Dopo quella famigerata Juve-Inter di Coppa Italia, inoltre, era stata chiusa la curva bianconera proprio come sanzione visti gli insulti irripetibili ed offensivi rivolti da alcuni pseudo tifosi dagli spalti dell’Allianz al giocatore in occasione dell’andata, lo scorso 4 aprile 2023.

Esito opposto per la Juventus

Contrariamente a quanto avvenuto per l’Inter, la richiesta della Juventus è stata accolta: nel match contro il Napoli, domenica sera, la curva sud dell’Allianz Stadium sarà regolarmente occupata dai tifosi bianconeri. Anche le camere unite, alle quali era stata rimessa la decisione dalla Corte d’appello della Federcalcio, hanno accolto il ricorso bianconero.

Il club reclamava però, contro la decisione del Giudice Sportivo, una maggiore attenzione per la disponibilità mostrata sin da subito nell’individuazione dei tifosi che si erano resi protagonisti dei “buu” contro l’attaccante belga.

Le parole di Calvo

Francesco Calvo aveva, inoltre, pubblicamente sollecitato l’attenzione della società verso la prevenzione e le campagne attive contro ogni forma di discriminazione razziale:

La Juventus è sempre molto attiva sulle campagne contro il razzismo. I cori si sarebbero sentiti dal 35′ del secondo tempo. Siamo rimasti sorpresi del fatto che non siano arrivati segnali per attivare il protocollo anti-razzismo da parte della autorità competenti per sospendere la gara. Inoltre, quella era una gara fuori abbonamento, quindi molti tifosi abbonati per il campionato non erano nemmeno allo stadio. Non penso che punire i tanti che non erano presenti risulti educativo in questo caso.

In ogni caso, pur sollevando la questione un certo clamore sui social tra i tifosi, la giustizia sportiva è convenuta sulle posizioni avanzate dalla Juventus e ha confermato, al contrario la squalifica di Lukaku.

La reazione dell’Inter: “Da vittima a colpevole”

A stretto giro non ha fatto mancare la propria reazione l’Inter, con una nota ufficiale – dalla coda polemica – che recita testuale: “La Corte d’appello nazionale della FIGC ha confermato oggi la squalifica di Romelu Lukaku che non potrà partecipare ala semifinale di Coppa Italia di mercoledì prossimo. FC Internazionale Milano sente di dover rinnovare la vicinanza e il sostengo al proprio calciatore e manifesta il grande dispiacere nel prendere atto che la vittima è diventata l’unico colpevole”.

Anche Roc Nation sbotta: “Sfideremo le autorità su tutti i fronti”

E si è fatta sentire anche Roc Nation, agenzia che cura gli interessi del centravanti belga, e lo ha fatto tramite il presidente Michael Yormark. Anche in questo caso i toni non sono tanto incendiari, quanto comunque molto netti e polemici: “È preoccupante sentire che la Corte d’Appello nazionale della FIGC abbia scelto di confermare la squalifica di Romelu Lukaku. Tutto ciò dimostra che è necessario fare di più da parte di tutti gli organi calcistici per proteggere i giocatori in campo. Questo alimenta ulteriormente la nostra voglia di cambiamento – conclude Yorkmark -. Roc Nation non rinuncerà a questa battaglia. Continueremo a sfidare le autorità su tutti i fronti. Adesso basta”.

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