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Juventus, lo sfogo di un giocatore: “Ci siamo giocati il mister”, la telefonata di Elkann a un senatore

Tutti i retroscena sul clamoroso divorzio con Allegri in casa bianconera, l'intervento del n.1 di Exor e gli scenari sulla risoluzione contrattuale

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sule interviste ai grandi protagonisti

«Taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta». Poco dopo “las cinco de la tarde” è arrivato ieri l’epilogo della telenovela tra la Juventus ed Allegri, una decisione – quella del comunicato diramato dopo la chiusura delle Borse, che chiude una vicenda “triste, solitaria y final” ma cosa è successo prima? Ecco tutti i retroscena che hanno portato al divorzio con l’allenatore livornese.

Lo sfogo di un fedelissimo di Allegri

Il Corriere della sera rivela lo sfogo di uno dei suoi fedelissimi e scrive: «Ci siamo giocati il mister», aveva ammesso, la sera prima, un giocatore. La conclusione era nell’aria, quasi scontata, dopo la sbornia di Roma, tra il furibondo strip-tease sul prato, il gesto poco elegante a Cristiano Giuntoli, un set fotografico preso a calci, la sfuriata al direttore di Tuttosport, pur ricomposta ieri in pausa pranzo.

Elkann ha annunciato la decisione a capitan Danilo

L’esonero era nell’aria ed è arrivato puntuale con la telefonata di John Elkann, alias la proprietà, a Danilo, il capitano, in cui – come scrive il Corriere dello sport – si preannunciavano il ribaltone e i progetti futuri del club. Allegri ha avuto giusto il tempo di guidare per l’ultima volta la squadra in mattinata e salutare i calciatori, alcuni dei quali erano in lacrime e che poi lo hanno salutato con messaggi molto belli sui social personalmente.

Juventus, proposta di transazione

Ora la parola passa però ai legali. Un mezzo paradosso per il club, passare dall’Avvocato agli avvocati. La società è pronta a sostenere il licenziamento per giusta causa, anche se la prima opzione potrebbe essere la proposta di una transazione, tagliando la busta paga dell’ultimo anno di contratto (sui 7 milioni di euro netti più bonus). Ci sarà tempo per parlarne, visto che il tecnico, come quasi tutto lo staff, sono stati «sollevati dall’incarico», non licenziati.

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