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L'Inter si inceppa, Conte è una furia

L'allenatore dei nerazzurri deluso dopo l'inatteso pareggio interno contro lo Slavia Praga al debutto nel girone di Champions League.

Il pareggio tra Borussia Dortmund e Barcellona regala un mezzo sorriso ad Antonio Conte dopo l’inatteso passo falso della sua Inter nella prima partita del gruppo F di Champions League.

L’equilibrio regna sovrano, ma se i catalani non sembrano insuperabili resta la delusione in casa nerazzurra per il pareggio contro lo Slavia Praga, sulla carta la squadra più debole del girone, rivelatosi invece uno scoglio quasi insuperabile se è vero che il pari l’Inter lo ha strappato solo al 92’ grazie al subentrato Barella.

Intervistato da ‘Sky Sport’, Conte non nasconde il proprio disappunto dopo il primo pareggio stagionale che segue le tre vittorie su altrettante partite di campionato, ma si concentra su una pesante autocritica: “Abbiamo fatto fatica, non sono soddisfatto della prestazione. Il primo responsabile sono io, perché non ho inciso come avrei dovuto sia nelle scelte iniziali sia nel far capire che tipo di partita saremmo andati a giocare. Potevamo fare molto di più. Non è questo il calcio per cui noi ci alleniamo. Dobbiamo migliorare anche dal punto di vista della personalità quando abbiamo difficoltà. Quando parlo di percorso di crescita è perché so che tipo di situazione c’è. Oggi siamo stati tutti sotto il livello della sufficienza, io per primo. Anzi, io sono il più asino, da mettere dietro la lavagna”.

Inter in difficoltà di fronte agli alti ritmi imposti dai cechi: “Loro hanno giocato in maniera europea, aggredendo e con alta intensità. Noi non siamo stati bravi a trovare le soluzioni. In altre partite abbiamo trovato squadre che ci hanno aspettato, invece loro ci hanno aggredito”.

“Dovevamo correre più di loro, invece ci hanno battuto in tutto: sull’intensità, sulla cattiveria e nei contrasti – prosegue il tecnico salentino – Noi non abbiamo mostrato niente della nostra idea di gioco, fa parte della crescita. Voi pensate che io arrivo, tocco e diventano cigni. C’è da lavorare tanto. Il livello è alto e bisogna crescere”.

 

SPORTAL.IT | 17-09-2019 23:56

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