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Milan: vendita a RedBird, la Procura di Milano apre nuova inchiesta

Ci sarebbe anche il filone per ostacolo alle funzioni di vigilanza nel fascicolo sul passaggio da Elliott a Cardinale della società rossonera

01-03-2023 19:00

La Procura di Milano, secondo fonti qualificate, avrebbe aperto un altro filone d’inchiesta sulla cessione del Milan da Elliott a RedBird per 1,2 miliardi, concretizzatasi lo scorso 31 agosto. Si parla di ‘ostacolo alle funzioni di vigilanza’. Finora si era a conoscenza del fascicolo contro ignoti per appropriazione indebita. Le indagini adesso si allargano con questa nuova accusa. A occuparsi della vicenda è il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli con i pm Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi.

Milan, cessione a RedBird: ecco cosa dice la legge

Quando a ottobre arrivò in procura l’esposto degli ex soci di minoranza di Elliott nel Milan (Blue Skye di Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo), probabilmente insieme all’appropriazione indebita già venne ipotizzata la violazione dell’articolo 2638 del codice civile. Leggiamo cosa dice: “L’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza viene punito con reclusione da uno a quattro anni e si consuma quando viene nascosta all’Authority la realtà economica, patrimoniale e finanziaria dei soggetti sottoposti al controllo”.

Al momento, va detto, non ci sono indagati, l’autorità di competenza maggiormente coinvolta nella compravendita del Milan è la Figc-Covisoc, a cui è stata mandata la documentazione della transazione nonché l’anagrafe della nuova proprietà. Il soggetto controllato è il Milan e gli obblighi di comunicazione vanno agli amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai dirigenti preposti. Questi rappresentano il club e la proprietà. Poi ci sono professionisti che hanno oneri antiriciclaggio.

Milan: le acquisizioni di documenti a gennaio

Lo scorso 26 gennaio, la Gdf aveva acquisito documenti in vari uffici di professionisti che avevano curato la compravendita, tra loro avvocati e notai. Non era stata la prima volta.

Nell’esposto presentato da Blue Skye si lamenta un danno da poco più di 100 milioni di euro per perdita di garanzia sul finanziamento e opacità nei passaggi societari. Nella vendita a RedBird, in pratica, il vecchio veicolo proprietario del Milan di cui aveva circa il 4 per cento (i lussemburghesi di Project Redblack) aveva rinunciato a un pegno sulle azioni del Milan stesso e a qualsiasi “garanzia di restituzione del finanziamento concesso pur avendo i propri creditori, tra cui anche Blue Skye, da rimborsare”. Da qui la possibile appropriazione indebita.

Nei mesi scorsi, un portavoce di Elliott aveva precisato: “Dopo l’annuncio della vendita di AC Milan a RedBird, Blue Skye ha avviato una serie di contenziosi frivoli e vessatori, nient’altro che un tentativo di estrarre un valore a cui Blue Skye non ha diritto”.

Inchiesta Milan: cosa può succedere sul mercato

La famiglia Cardinale, acquistando il Milan, si sarebbe pesantemente indebitata. Ma a questo problema bisogna sommare proprio quelli relativi alle inchiesta aperte dalla Procura di Milano. E a risentirne potrebbe essere il mercato rossonero. Potrebbe diventare difficile riuscire a rinnovare il contratto di Leao per esempio, il caso più spinoso su cui non sono stati fatti passi avanti concreti nelle ultime settimane. Ma anche altri rinnovi potrebbero essere a rischio, come quello di Giroud, che solo pochi giorni fa sembrava vicinissimo. E, naturalmente, sarebbe molto difficile anche lavorare in entrata, con i sogni Zaniolo e Ziyech destinati a rimanere tali. Insomma, il Milan la prossima estate rischia di non potersi rinforzare e di perdere alcune pedine cardine. Ma molto dipenderà da sostituti procuratori e avvocati.

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