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MotoGP Australia, Bagnaia deluso dal no alla Sprint: Martin voleva correre e Borsoi del team Pramac fa polemica

Niente Sprint Race per il GP d'Australia per la MotoGP è la scelta della direzione di gara a causa delle condizioni meteo a Phillip Island. Concordi i piloti, Bagnaia, Martin, Bezzecchi ma il team Pramac di Jorge voleva correre

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Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Le previsioni meteo stavolta sono state azzeccate. Così come la scelta di anticipare al sabato il Gran Premio d’Australia e in ultimo quella di non far disputare la Sprint Race la domenica. Troppo pericoloso correre in condizioni proibitive di vento e pioggia a Phillip Island. Già le gare di Moto3, disputata per intero, e Moto2 corsa a metà, erano state piene di pericoli per i piloti, alcuni addirittura caduti nel giro di schieramento e di formazione.

Tutti d’accordo o quasi nel paddock, da Bagnaia a Bezzecchi mentre Martin in lotta per il Mondiale MotoGP e in ritardo di 27 punti incassa la decisione a denti stretti lasciando trasparire che avrebbe voluto correre, cosa ribadita dal suo team manager di Pramac, Gino Borsoi che fa polemica.

La classe regina e il Motomondiale si danno quindi appuntamento in Thailandia, da subito, la prossima settimana, senza sosta, per rinnovare la sfida tra Pecco e Jorge ora staccati di 27 punti.

GP Australia, cancellata la Sprint Race: condizioni proibitive

Allerta meteo doveva essere, allerta meteo è stato. Alla fine la MotoGP è stata fermata dalla pioggia e dal vento fortissimi a Phillip Island che hanno impedito la disputa della Sprint Race alle 4 ora italiana come da programma rivisto e corretto durante il week end che aveva consigliato di anticipare, mai decisione è stata più saggia, il Gran Premio d’Australia al sabato.

Niente gara Sprint quindi, cancellata. Mentre si sono disputate in condizioni quasi proibitive tra cadute e interruzioni le gare di Moto3 e Moto2 interrotta dalla bandiera rossa a 13 giri dal termine con la vittoria “a metà” di Tony Arbolino. Il vento forte e il freddo, infatti, non hanno permesso ai piloti di scendere in pista in sicurezza, con la direzione di gara che ha preso la decisione finale dopo essersi riuniti con le scuderie.


In classifica mondiale MotoGP quindi Pecco Bagnaia quindi resta con un vantaggio di 27 punti su Jorge Martin maturato dopo il 2° nella gara di sabato contro il 5° dello spagnolo. Prossima tappa già il prossimo fine settimana di nuovo in Thailandia.

GP Australia, no Sprint Race: da Bagnaia a Martin tutti d’accordo o quasi

La loro sfida per il titolo Mondiale riprenderà tra pochi giorni in Thailandia. Oggi Martin e Bagnaia hanno incrociato le braccia, costretti dal meteo e dalla decisione di non far disputare la Sprint Race per le condizioni non sicure della pista di Phillip Island dovuto al vento, fortissimo, e alla pioggia battente che avevano già messo in difficoltà Moto2 e Moto3. Piloti tutti concordi nella priorità alla sicurezza ma Martin in ritardo nel Mondiale e leggermente avvantaggiato sul bagnato accetta la decisione a denti stretti

Francesco Bagnaia: “A me dispiace sempre non poter correre, avrei lottato per vincere la Sprint, quindi ho dovuto rinunciare a dei punti che mi avrebbero fatto comodo. Adesso però sono contento di passare su due piste dove mi sono sempre trovato bene come Thailandia e Malesia”

Jorge Martin: “Alla fine la direzione gara ha preso la decisione giusta, la pista era pericolosa per tutti. Nel warm up mi ero trovato bene ed ero concentrato sulla Sprint, ma nulla da dire quando si tratta di sicurezza. Spero di mantenere il Mondiale aperto fino a Valencia”

Marco Bezzecchi: “Mi è andata di c..o – ha detto a Sky con riferimento alle sue condizioni non al meglio dopo l’operazione alla spalla – Dispiace non aver corso perché è una pista che adoro, ma per la mia condizione fisica è un vantaggio, così posso riposarmi di più”.

GP Australia, niente Sprint Race: Borsoi del team di Martin fa polemica

Non tutti sulla stessa lunghezza d’onda i vari team manager delle varie scuderie, la maggior parte ha accolto benevolmente la decisione della direzione corsa di non far disputare la Sprint Race MotoGP per le condizioni meteo proibitive. Borsoi della scuderia di Jorge Martin, come lo spagnolo, avrebbe voluto correre.

Guido Tardozzi (Ducati ufficiale, di Bagnaia ndr): “La sicurezza dei piloti viene prima di tutto. Cancellare la Sprint è stata la decisione migliore, la sicurezza viene prima di tutto. Poi c’è chi pensa agli interessi del campionato, ma noi pensiamo prima ai piloti. In questi casi bisogna pensare alla sicurezza dei piloti. Arrivare alla prima curva con quelle raffiche di vento è davvero pericoloso”.

Gino Borsoi (Team Pramac, di Martin ndr): “Una decisione che a noi non va bene. Martin era sicuramente pronto, i nostri piloti volevano correre, ma capisco che la maggior parte dei team avevano deciso di non partecipare. La decisione della Direzione Gara comunque è giusta”.

FrancescoGuidotti (Ktm): “Avrebbe avuto poco senso partire, era davvero troppo rischioso, con questo vento può succedere di tutto, le probabilità di cadere sono altissime, per noi va bene così”.

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