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Olimpiadi Milano-Cortina, perquisizioni nella sede della Fondazione: nel mirino l'appalto per i servizi digitali

La Guardia di Finanza sta vagliando i documenti relativi all'assegnazione dei servizi digitali a Vetrya, cui nei mesi scorsi è subentrata Deloitte. Ci sarebbero già tre indagati.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Non c’è pace per i giochi di Milano-Cortina 2026. Dopo i mesi passati a interrogarsi su quello che sarebbe stato il destino dello Sliding Center, i riflettori tornano ad accendersi per vicende che ancora una volta poco o nulla hanno a che vedere con l’aspetto sportivo. È di pochi minuti fa la notizia che la Guardia di Finanza ha deciso di fare visita presso le sedi della Fondazione Milano-Cortina 2026, allo scopo di analizzare documenti e sistemi informatici dell’Ente che di fatto ha la piena gestione dell’evento a cinque cerchi, anche in riferimento alla costruzione o al rifacimento delle strutture che ospiteranno le discipline nel febbraio del 2026.

Le perquisizioni in tre luoghi differenti

La perquisizione è scattata all’alba, con gli addetti della Finanza che hanno chiesto informazioni e documenti su mandato dei PM di Milano Francesco Cajani e Alessandro Gobbis (e dell’aggiunto Tiziana Siciliano, presente sul posto).

Le indagini non hanno riguardato soltanto la sede milanese della Fondazione, ma si sono allargate anche a una società di Orvieto (provincia di Terni) denominata Vetrya che ha seguito per conto della stessa alcuni servizi digitali e anche agli uffici di Deloitte, il colosso dei servizi e della consulenza (anche informatica), che nelle scorse settimana ha rilevato proprio la società umbra nell’ambito della realizzazione dei servizi digitali in vista dei giochi.

Tre indagati per corruzione e turbativa d’asta

A finire nel mirino degli inquirenti sarebbero state proprio le procedure per l’appalto dello sviluppi dei servizi digitali di Vetrya, che peraltro non collabora più con la Fondazione da qualche mese. Ciò avrebbe portato persino all’accusa di corruzione e turbativa d’asta, tanto che ci sarebbero già tre persone indagate: si tratta di Vincenzo Novari, ex AD della Fondazione Milano-Cortina 2026, di Massimiliano Zuco, ex manager che all’epoca dei fatti faceva capo all’ente creato in vista dei giochi invernali, e di Luca Tomassini, quest’ultimo imprenditore da sempre legato ai prodotti e ai servizi digitali, fondatore di Vetrya.

L’indagine è scattata dopo alcune segnalazioni legate al periodo nel quale Novari era ancora a capo della Fondazione (poi è stato rilevato nel ruolo da Andrea Varnier, attuale AD, nell’estate del 2022). Attualmente circa una decina di agenti del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza stanno eseguendo il decreto di perquisizione, acquisendo documenti relativi alle gare vinte dalla società di servizi informatici e hosting Vetrya, peraltro quotata in borsa dal 2016.

Novari era stato nominato AD della Fondazione nel novembre del 2019, scelto dall’allora Ministro per le Politiche Giovanili e per lo Sport, Vincenzo Spadafora (in quota M5S) con il beneplacito del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, del Sindaco di Milano, Beppe Sala, del suo collega cortinese Gianpietro Ghedina e del Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

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