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Opposizioni contro l'emendamento "anti plusvalenze": è caos in Parlamento

Tra i 23 emendamenti del primo pacchetto allegato al Milleproroghe c'era anche quello volto a stroncare le plusvalenze senza flusso di denaro: il no delle opposizioni non fa arretrare la maggioranza

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Il calcio approda in Parlamento. E, come spesso succede in questi casi, la “temperatura” si alza. In giorni già caratterizzati da un elevato livello di tensione tra maggioranza e opposizione in merito al caso Cospito e al futuro del 41 bis, tra gli emendamenti al decreto Milleproroghe ne è spuntato uno che prevedeva lo stop alla pratica delle plusvalenze fittizie.

Le plusvalenze fanno litigare i politici: no delle opposizioni all’emendamento del Governo

Sull’onda della recente penalizzazione-shock inflitta alla Juventus per le presunte irregolarità amministrative proprio relative alle plusvalenze degli anni, sentenza contro la quale il club bianconero si appellerà al Collegio di Garanzia del Coni, in attesa di un possibile nuovo processo per le cosiddette “partnership opache” che potrebbe coinvolgere altri club, il Governo aveva infatti incluso anche un emendamento “anti plusvalenze fittizie” tra i 23 che componevano il primo pacchetto allegato al decreto Milleproroghe e da porre in esame nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato.

Le valutazioni di ammissibilità sugli emendamenti sono già in corso in Commissione, ma in merito a quello “calcistico” si sono già levate forti proteste da parte delle opposizioni, che considerano la norma proposta dal Governo estranea alla materia.

Plusvalenze fittizie, cosa cambierebbe con l’emendamento

Nel dettaglio, la maggioranza, per volontà del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, punta forte sulla volontà di modificare l’articolo 86 del Tiur (Testo Unito delle Imposte sui Redditi). L’emendamento in questione prevede che attraverso una modifica al testo unico delle imposte sui redditi venga cancellato il regime di favore di cui godevano le società sportive, ovvero la possibilità di spalmare gli effetti delle plusvalenze in cinque anni nel caso in cui il giocatore in questione rimanga in società per un solo anno, facendo quindi rientrare il caso nella condizione valida per tutte le imprese, quella del “possesso” triennale.

Nei casi invece concessi per la ripartizione della plusvalenza su cinque anni, l’emendamento punta a limitare l’ammontare alla sola quota parte proporzionalmente corrispondente al corrispettivo in denaro, modifica sostanziale che mira a limitare le plusvalenze nate da movimenti di giocatori senza flusso di denaro.

Pd e M5S hanno posto in Commissione Bilancio e Affari Costituzionali di Palazzo Madama la questione dell’ammissibilità dell’emendamento, chiedendo l’utilizzo degli stessi criteri usati per gli emendamenti dei parlamentari: qualora l’emendamento venisse dichiarato ammissibile non si sarebbe più davanti a una proroga, bensì a una norma ordinamentale.

L’emendamento in questione porterebbe ad una svolta epocale, facendo venire meno il regime di favore di cui godono i club calcistici al pari delle altre società sportive e facendo sì che gli scambi vadano ad alimentare il reddito dell’esercizio in corso, con le relative tasse da pagare.

Caso plusvalenze, l’appello di Gravina e il nuovo cronoprogramma del Governo

Si tratta insomma di una manovra che punta a favorire le plusvalenze “positive” e a stroncare quelle volte solo ad abbellire i bilanci, determinando, come si legge nella relazione tecnica del Governo, “potenziali effetti positivi in termini di gettito prudenzialmente non quantificato”. La stretta è quindi volta soprattutto a stroncare le operazioni “a flusso zero”, come implicitamente richiesto dal presidente federale Gabriele Gravina.

La maggioranza ha incassato il no delle opposizioni facendo sapere, come si apprende attraverso fonti del Mef, di essere pronta a ripresentare l’emendamento al Milleproroghe sulle plusvalenze in un altro provvedimento legislativo e senza alcuna variazione, avendo la ferma volontà di intervenire sul fenomeno delle plusvalenze fittizie. Il nuovo calendario del provvedimento prevede l’obiettivo dell’approvazione in commissione entro mercoledì 8 febbraio.

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