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Parma, Carra non vuole crederci

"Le richieste della Procura sono assurde, confidiamo nell'obiettività del Tribunale" ha detto l'ad dei crociati dopo la prima giornata del processo che mette a rischio la promozione in A degli emiliani.

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Parma, Carra non vuole crederci Fonte: 123RF

La Procura Federale ha usato la mano pesante nella richiesta di condanna per il Parma nell’ambito del processo relativo ai messaggi WhatsApp mandati da Emanuele Calaiò a due ex compagni dello Spezia alla vigilia dell’ultima giornata di campionato, che ha determinato il ritorno in A dei crociati.

Due punti di penalizzazione da scontare nella classifica dello scorso campionato, che significherebbero permanenza in Serie B, e quattro anni di squalifica per Calaiò, ma c’è anche una seconda richiesta, consistente in sei punti di handicap da scontare nel prossimo campionato di A.

Un’ipotesi, quest’ultima, ovviamente da preferire per gli emiliani, ma l’ad del Parma Luca Carra, intercettato dai microfoni di ‘Sky Sport’, non vuole prendere in esame una possibile condanna: “Le richieste della Procura non mi sembrano credibili, speriamo che il Tribunale sia più obiettivo. Abbiamo guadagnato tre posizioni sul campo nelle ultime giornate e ora tutta questa vicenda sembra voglia offuscare la nostra impresa”.

SPORTAL.IT

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