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Razzismo, iniziativa del Napoli per Juan Jesus fa accapponare la pelle: la squadra si inginocchia

Prima della gara al Maradona con l'Atalanta il club azzurro ha chiamato a raccolta il popolo partenopeo per urlare a gran voce il no a discriminazioni

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

A modo suo. Senza aderire a quella forma un po’ ipocrita della serie A (Keep Racism Out) e senza il patch simbolo sulla maglia, fortemente voluto da Figc e Lega, il Napoli in occasione della gara interna con l’Atalanta ha voluto dare un calcio al razzismo dopo la vicenda Juan Jesus-Acerbi con un’iniziativa originale.

L’appello del Napoli sul web

Ieri la società aveva chiamato tutti i tifosi a raccolta con un appello sul proprio profilo ufficiale: “Crediamo in un mondo dove l’uguaglianza e il rispetto non siano soltanto una vana illusione, ma principi concreti e universalmente riconosciuti – il messaggio del Napoli alla vigilia -. Affinché ciò avvenga non dobbiamo rimanere in silenzio. è l’occasione giusta per alzare la nostra voce e dire tutti insieme NO al razzismo”.

Alle 12.15 l’urlo del Maradona

Ad un quarto d’ora dal via alla partita, alle 12.15, lo speaker ufficiale degli azzurri, Decibel Bellini ha presentato il baby under 15 di colore degli azzurri, classe 2009, Seik e l’attore Marco D’Amore, noto al grande pubblico per la sua partecipazione in “Gomorra”, che al microfono ha detto: “Queste sono parole che vengono da lontano e recitano così. Troppo hanno visto i nostri occhi, troppo hanno udito le nostre orecchie, troppo hanno taciuto le nostre lacrime. Ma non è questo il tempo dell’indifferenza, della non curanza. Napoli, fai sentire la tua voce, senza vergogna e senza paura. Diciamo insieme ‘No al razzismo'”. Lo stadio in coro si è unito nell’invocazione con un boato. E’ la risposta di Napoli al caso Acerbi.

Il ds Meluso spiega la scelta del club

Prima della gara ha parlato anche il ds del Napoli Meluso: “Per scelta non parteciperemo a iniziative istituzionali contro il razzismo, le organizzeremo noi, è una scelta del club, siamo rimasti delusi da questa vicenda. Basterebbe chiedere scusa nella vita, è inevitabile che sia successo qualcosa di particolare”. Lapidario il ct Calzona: ” Juan Jesus? L’ho ritrovato bene. Non si discute la sua professionalità, vorrei averne venti come lui”.

Cartelli pro Juan Jesus sugli spalti

Applausi scroscianti per Juan Jesus al momento del suo ingresso in campo, la squadra azzurra si è inginocchiata sul prato mentre veniva fischiato l’inno della Lega, poi applausi per tutti gli azzurri mentre sugli spalti si sono visti moltissimi cartelli mostrati dai tifosi: “Io sto con Juan Jesus. No razzismo… rispetto!”.

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