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Roland Garros 2024, Sinner batte Moutet, le sue sceneggiate continue e il pubblico francese: la ola supera ogni limite

Sinner accede ai quarti dopo aver superato in quattro set Moutet, idolo del Roland Garros: spalleggiato da un tifo senza precedenti che mette in difficoltà Jannik

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

L’estenuante contrapposizione a Corentin Moutet, idolo del pubblico francese nonché unico professionista capace di rispondere a telefono durante un match, ha consentito che emergessero lucidità e determinazione di Jannik Sinner in un contesto di evidente, sistematico e continuo ricorso a interferenze da parte del pubblico e a un certo gusto per la provocazione. Da parte dei tifosi e dello stesso avversario, ormai un personaggio nel circuito, per ovvi motivi.

Ha vissuto una partita nella partita, Sinner che accede ai quarti con un solo set perso ma proprio durante questo incontro, a tratti davvero esasperante per l’atteggiamento di una parte del pubblico che a Parigi pare sempre meno tennistico e alcuni comportamenti assunti anche dall’avversario, registrati e riportati in tempo reale.

Sinner, le provocazioni del pubblico

Che fosse un match lontano dai precedenti se non unico, qui al Roland Garros, era chiaro anche a Jannik che mentalmente ha tenuto fin quando è riuscito e con risultati ottimi, considerato il risultato finale e l’accesso ai quarti. La sfida a distanza con Novak Djokovic – che non smette mai di stupire – prosegue verso l’obiettivo finale in chiave classifica ATP. L’unica certezza è che ci sarà da divertirsi.

Torniamo a quel che si è visto in campo. Ci soffermiamo su due episodi in particolare, mettendo in secondo piano l’insieme delle frasi rivolte all’arbitro da Moutet (di cui abbiamo riportato in diretta) che pare nel quadro delle singole vicende quasi un aspetto di poco conto.

Una ola inequivocabile: la reazione di Sinner

Nel corso del quarto set e sul punteggio di 2-1 a favore del numero2 del ranking ATP, il pubblico francese (che tifava per il proprio connazionale) si è reso protagonista di un comportamento insolito. Dagli spalti è partita una sorta di ola calcistica – il paragone è dovuto – che non ha permesso a Sinner di poter completare con la dovuta concentrazione la sua battuta.

L’azzurro, come spiega più tardi nell’intervista ai microfoni di Eurosport, non si è scomposto più di tanto (dando prova di enorme concentrazione) non ha fatto una piega e con un invidiabile aplomb è tornato a palleggiare, ritrovando la concentrazione e andando poi a completare il servizio. Altri piccoli casi si sono sommati, ma questo rimane il più insolito, considerato il valore tennistico e la tradizione del Roland Garros.

Analizziamo poi il secondo episodio, ovvero la battuta da sotto che Moutet usa adottare in alcune circostanze con un certo stupore per via dell’anomalia. La cosa, al pari del rispondere a telefono, ha destato già qualche perplessità perché intrinsecamente la questione ha il sapore della polemica, della provocazione soprattutto se contro un rivale del livello di Sinner, seconda testa di serie qui a Parigi e numero 2 del ranking ATP.

Le provocazioni di Moutet verso Jannik

Chi ha seguito il match non ha potuto non notare la cosa, come le frasi rivolte al giudice di sedia ed alcune provocazioni contro Jannik che sono parse davvero disturbanti e superflue. Gesti davvero inusuali e inutili, nel tennis moderno e in un ambito così prestigioso che mal si concilia con la tradizione; come avvenuto per il pubblico anche quanto mostrato dal giocatore transalpino ha inquinato un clima che poteva essere di elevato pregio tennistico.

Ai microfoni di Eurosport, Sinner ha ammesso una sua preparazione a talune situazioni e a certe mosse del francese senza celebrarsi più di tanto, malgrado fosse indubbio quanto possano essere fastidiose simili atti nel corso di una partita così delicata: “Una provocazione? Non lo so, questo dovete chiederlo a lui, Io guardo dalla mia parte, sapevo che oggi poteva succedere un po’ di tutto ed ero preparato mentalmente. Sono stato con un buon atteggiamento in campo”.

Fonte:

Moutet discute con il giudice di sedia

Le parole ai microfoni in diretta

Questo è stato anche il primo incontro in cui ha perso un set, il primo, suscitando un certo timore. “È stato un match complicato, ricco di colpi imprevedibili – prosegue Sinner -. Mi ero preparato mentalmente, sapevo che sarebbero accadute cose diverse, ma nel primo set ho fatto qualche errore di attenzione. Lui ha iniziato molto bene, c’è stata qualche situazione che avrei dovuto gestire meglio ma posso essere contento di come ho reagito. Ero in difficoltà ma ho alzato il livello e questa la considero una lezione importante. Ero in difficoltà, quando perdi il primo set sei subito sotto nel punteggio. Volevo fare delle giocate anche se non mi sono riuscite nel primo. È stata una partita diversa giocata in una bella atmosfera. Abbiamo iniziato il torneo con qualche dubbio e ora siamo nei quarti. Fisicamente mi sento sempre un po’ meglio e spero di alzare ulteriormente il livello per il prossimo match. Sono i piccoli dettagli che fanno la differenza”.

Le parole del coach Popovic

Peter Popovic, coach del transalpino, ha tenuto a far sapere che: Moutet “Ha iniziato molto bene con un set e un break, ma sono rimasto deluso per lui dal fatto che il pubblico non abbia spinto di più”.

Il concetto è stato approfondito con alcuni riferimenti espliciti: “Le sue prime tre partite sono state uno spettacolo e la folla sugli spalti lo ha trascinato. Stavolta in molti erano presenti solo per fare numero: credo che quando giochi sul Lenglen, si vivono partite differenti”.

Sinner ha svoltato in un momento. È il miglior giocatore del mondo da qualche mese, non bisogna nasconderlo. Ma se avesse giocato in un’altra atmosfera, forse non si sarebbe rilassato. L’unica possibilità di batterlo era che 10.000 persone andassero dietro Corentin“. Insomma, il fattore pubblico poteva avere la sua rilevanza, sembra.

Il prossimo avversario di Jannik

Ai quarti troverà Dimitrov, che lo aspetta martedì 4 giugno per una partita che significa tanto nella corsa su Djokovic: “Rispetto al 2020, rispetto alla sfida con Grigor a Roma e al primo quarto a Parigi, è cambiato tutto. Sono maturato, ho maggiore esperienza e capisco molto meglio le situazioni del campo. A prescindere dai precedenti sarà una partita complicata, siamo in uno Slam, siamo nei quarti di finale e ci sarà tensione”.

Inevitabile: la posta in palio è altissima. E Nole non starà a guardare.

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