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Rugby Sei Nazioni Galles-Italia, formazioni. Quesada deve rinunciare a Capuozzo: "Su di noi c'è più pressione"

Sei Nazioni, tre cambi nell'Italia che sfida il Galles a Cardiff inseguendo il terzo risultato utile. Out Capuozzo: la stella azzurra deve operarsi alla mano sinistra.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La storia l’hanno fatta, ma c’è sempre tempo per ripassare sopra i contorni e farla risaltare ancora meglio. Ciò che l’Italia proverà a fare sabato (ore 15,15) a Cardiff, nell’ultimo appuntamento di un’edizione del Sei Nazioni che comunque vada resterà nella storia del rugby azzurro. Ma che potrebbe diventare la migliore di sempre se solo nella tana dei Dragoni dovesse andare in scena il bis di quanto fatto due anni fa, quando la meta segnata nel finale da Capuozzo consentì all’Italia di interrompere una striscia di 36 sconfitte consecutive nel torneo.

Capuozzo ko: ha una frattura al terzo dito della mano sinistra

Capuozzo che sabato a Cardiff non ci sarà, poiché infortunato: come spiegato da Gonzalo Quesada in conferenza stampa,Ange si è fatto male dopo una decina di minuti nel match contro la Scozia, riportando la frattura della falange del dito medio della mano sinistra. Ha resistito fino all’80’ sopportando il dolore, poi in settimana ha provato a utilizzare delle protezioni speciali per allenarsi, ma s’è rivelata una missione fuori portata. Così abbiamo deciso a malincuore di rinunciare alle sue prestazioni, anche perché nel frattempo si sottoporrà a un intervento chirurgico ed è già rientrato in Francia proprio per accelerare i tempi”.

Una tegola non da poco in un contesto che, tenuto conto anche del percorso deficitario effettuato dal Galles nel corso del torneo, vedrà gli azzurri costretti a giocare col coltello fra i denti per provare almeno a difendere la quinta posizione. Anche se la voglia è quella di spingersi oltre, cercando il terzo risultato utile consecutivo (e sarebbe una prima volta assoluta).

Il XV con tre cambi: tornano Varney e Lorenzo Cannone

Al posto di Capuozzo giocherà Lorenzo Pani, che sarà il terminale difensivo del triangolo composto da Monty Ioane e Louis Lynagh. Nel XV scelto dal tecnico argentino ci sono altre due novità rispetto alla formazione che sabato scorso ha battuto la Scozia: Stephen Varney torna a indossare la maglia numero 9, quella di mediano di mischia, mentre Lorenzo Cannone rileva in terza linea Ross Vintcent, comunque portato regolarmente in panchina.

Per il resto Quesada ha confermato tutta la line up già ammirata all’Olimpico: Brex e Menoncello nel ruolo di centro, Paolo Garbisi all’apertura, capitan Lamaro e Negri in terza linea come flanker, Ruzza e Niccolò Cannone in seconda linea, mentre in prima linea solo conferme per Fischetti, Nicotera e Ferrari. Aggressive anche le scelte in panchina, con 6 avanti (Lucchesi, Spagnolo, Zolicchi, Zambonin, Vintcent e Zuliani) e due trequarti (Pare-Relo e Marin).

Quesada spiega le scelte ma ammette: “Sentiamo la pressione”

Sulle scelte operate, Quesada non ha indugiato troppo. Varney all’apertura mi dà determinate garanzie, dato che conosce bene molti dei giocatori che si troverà ad affrontare (gioca a Glouchester). Page-Relo poi è un ottimo calciatore e nell’ultima mezzora potrà darci un’opzione in più dalla piazzola, dunque la staffetta è pensata anche sotto questo punto di vista. Cannone lo ritengo alla stregua di Vintcent ed è una scelta legata unicamente a bilanciare bene le forze”.

Il commissario tecnico, dopo l’euforia per la rimonta operata contro la Scozia, sa bene quante insidie può nascondere una partita del genere. “Il Galles è ultimo e ha sempre perso, ma ha conquistato tre punti di bonus e se l’è sempre giocata fino alla fine con tutte. È una squadra affamata di punti e sarà sospinta da un pubblico che non ne vuol sapere di chiudere in fondo alla classifica.

Per noi questa è una gara trappola: dopo il pari in Francia e la vittoria di sabato scorso, un’eventuale sconfitta indurrebbe molti a pensare che saremmo già tornati al punto di partenza, così che non sarebbe comunque veritiera. Però ormai abbiamo alzato l’asticella e tutti si aspettano da noi un altro segnale forte. Diciamo che avremo più pressione addosso, e dovremo essere bravi a reggerne il peso”.

Gatland carica il Galles: “Per noi questi 80′ valgono tanto”

In casa gallese l’ultimo ko. subito con la Francia (45-24) ha lasciato scorie. Warren Gatland però ha provato a dare una sferzata all’ambiente: “Per noi questa è una partita importante, anche perché non ne vogliamo sapere di arrivare ultimi. Stiamo cercando la migliore prestazione possibile durante tutti gli 80’ e questa è l’occasione giusta per dimostrare quanto valiamo”. L’obiettivo è evitare il whitewash, scomodo nomignolo affibbiato a chi perdere tutte e 5 le gare del torneo. Quella con l’Italia sarà l’ultima gara internazionale di George North, che ha annunciato il suo ritiro dalla nazionale.

La corsa alla vittoria finale: l’Irlanda ha il trofeo già in mano

L’ultima giornata del Sei Nazioni vedrà di scena l’Irlanda capolista, che a Dublino ospita la Scozia alle 17,45: le basterà vincere o anche pareggiare (e quindi persino perdere con due punti di bonus) per garantirsi la vittoria finale del torneo. Anche una sconfitta con un solo punto di bonus lascerebbe la nazionale del trifoglio tranquilla: in tal caso l’Inghilterra alle 21 dovrebbe battere la Francia a Lione con una marea di punti di scarto (al momento 83 la separano dagli irlandesi) per provare a spuntarla per la differenza punti (non valgono gli scontri diretti).

In caso di sconfitta senza bonus, allora l’Inghilterra con una vittoria con bonus metterebbe le mani sul trofeo (in teoria anche la Francia, ma oltre al punto di bonus dovrebbe far tornare i conti con la differenza punti: parte da -76). Anche la Scozia potrebbe farcela, ma deve battere l’Irlanda prendendo il bonus e senza concederne alcuno ai rivali, e poi sperare che l’Inghilterra non vinca con bonus e segni almeno 7 punti in meno (ma anche gli scozzesi partono da -76 sull’Irlanda) e che la Francia vinca con 7 punti in meno (anche se dovesse ottenere il bonus). Insomma… a Dublino sanno di poter dormire sonni molto tranquilli.

Rugby: i risultati del Sei Nazioni

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