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La sfida della campionessa Sara Khadim al-Sharia all'Iran: gioca e rifiuta il velo ai Mondiali

La campionessa di scacchi, 18 anni, appena si è mostrata senza velo in segno di resistenza dopo aver già subito le conseguenze di questa scelta due anni prima. La protesta per la libertà continua

27-12-2022 17:03

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

In queste ore, quelle in cui piangiamo l’ennesima bambina vittima di una repressione ingiustificata oltre che ingiusta, è il gesto di resistenza intellettuale e umana compiuto dalla campionessa di scacchi Sara Khadim al-Sharia, 25 anni, a esprimere quanta sopraffazione iniqua, motivata da una mera questione di genere che nulla ha a che fare con il credo alloggi nel regime iraniano. In Iran dalla morte della giovane 22enne Mahsa Amini sono in atto proteste che attraversano il paese, le classi sociali, le strade e le vie per liberare le donne e gli uomini da una dittatura che impone ignoranza e violenza.

Sara è una campionessa di scacchi, fa parte dell’Iran Chess Team e ha giocato senza velo ai campionati del mondo ad Almaty, in Kazakistan.

L’opposizione di Sara Khadim al-Sharia all’Iran

La campionessa iraniana così si è opposta pubblicamente allo sterminio che continuano a subire le sue coetanee che sono scese in strada, in questi mesi, per ribadire i più elementari diritti come quello all’istruzione, alla libertà di espressione, a costruire senso critico e un’opinione che non sia imposta dalla dittatura teocratica di Khamenei.

E per questa ragione e mille altre che non si riassumono neanche nel più minuzioso degli elenchi vuole rifiutare l’imposizione dell’hijab obbligatorio, rischiando la sua vita e la sua carriera. Una condivisione di lotta, con quanti sono scesi per le strade di Teheran e non solo a seguito della tragica morte di Mahsa Amini, la 22enne uccisa mentre era in stato di fermo per non aver indossato correttamente il velo a dire della polizia morale.

Il precedente: minacce e il sostegno alle proteste

Infatti Sara Khadim al-Sharia, appena due anni fa, era già stata interdetta dalle competizioni per aver rifiutato di indossare quel velo che non la rappresenta e che non permette alle donne iraniane di poter accedere a ciò che dovrebbe essere scontato. Ha ricevuto molte minacce, Sara ma non si è fermata e ha continuato a lottare.

Prima di lei e della nazionale iraniana che si è rifiutata di cantare l’inno ai Mondiali di calcio in Qatar in aperta polemica con il regime teocratico, è stata la campionessa di arrampicata iraniana Elnaz Rekabi, la quale era rimasta vittima anche di un sequestro lampo ed è stata gravemente minacciata.

Rientrata in patria, Rekabi aveva rilasciato delle dichiarazioni a dir poco inquietanti ai media come se quanto accaduto non fosse mai successo.

Rekabi Fonte: ANSA

Le proteste delle donne al regime teocratico in Iran

Come Sara, altre donne, campionesse nelle rispettive discipline e dotate di una onestà intellettuale che hanno reputato più importante anche della propria vita, hanno rischiato di subire gravi conseguenze: Atosa Purkashian oggi campionessa di scacchi sotto bandiera americana, e Shohreh Bayat , famosa arbitra sempre di scacchi che durante il campionato mondiale femminile 2020 è stata accusata dal governo iraniano di non indossare correttamente il velo.

Le dichiarazioni choc del presidente iraniano Ebrahim Raisi

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi, intanto e nonostante la condanna nettissima dell’opinione pubblica internazionale, non arretra e ha dichiarato durante una cerimonia:

“Non mostreremo misericordia al nemico. Le braccia sono aperte a tutti coloro che sono stati ingannati”.

La resistenza delle donne e degli uomini alla violenza del regime

Un nemico che ha anche il volto di bambine, giovanissime donne, condannati a morte per ragioni politiche a tratti ignote e che attendono una soluzione pacifica e la fine alle torture denunciate. e che anche i medici, gli infermieri e i testimoni descrivono atroci in quei pochi interventi sui media esteri, sfuggiti al controllo dei regime.

La sfida della campionessa Sara Khadim al-Sharia all'Iran: gioca e rifiuta il velo ai Mondiali Fonte: Twitter

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