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Scandalo per gli arbitri italiani: il capo procuratore Aia, Rosario D’Onofrio, arrestato per droga

Nuovo scandalo per il mondo degli arbitri italiani: il capo procuratore dell’Aia, Roberto D’Onofrio, è finito in manette insieme ad altre 41 persone per traffico di droga

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Un vero e proprio terremoto che rischia di abbattersi sulla classe arbitrale italiana. Il mondo del calcio rischia un’altra crisi viste le notizie che arrivano dalla Lombardia. Nella giornata di oggi è stato infatti arrestato il procuratore capo dell’Aia (Associazione Arbitri Italiani) Rosario D’Onofrio nell’ambito di una maxi operazione sul traffico di droga condotta dalla guardia di Finanza.

Aia: arrestato il capo procuratore D’Onofrio

La maxi operazione della Guardia di Finanza ha portato all’arresto di 42 persone (italiani, albanesi e spagnoli) che dal 2019 al 2021 avrebbero introdotto in Lombardia oltre 6 tonnellate di marijuana e hashish. Durante la stessa operazione è stata sequestrata quasi mezza tonnellata di droga, e anche mille ricariche per sigarette elettroniche a base di cannabinoidi.

Tra i 42 arrestati c’è anche Rosario D’Onofrio, detto Rambo, procuratore capo dell’Aia e ex ufficiale dell’esercito. Secondo l’accusa degli inquirenti D’Onofrio si occupava della logistica e sarebbe arrivato a farsi prestare la tuta da un collega militare per evitare di essere fermato durante il lockdown. E all’occorrenza era pronto anche alla violenza stando quanto si legge in una chat del gruppo: “Dice che se lo prende lo tortura con la corrente – scrivono due del gruppo facendo riferimento a D’Onofrio – tanto primo o poi lo prediamo. Dovevo ammazzarlo quel giorno invece mi sono fatto prendere dal dispiacere. Mi ha detto Rambo che solo per te si è fermato”.-

Aia, D’Onofrio si dimette dal suo incarico di procuratore capo

Sono arrivate immediatamente le dimissioni di Rosario D’Onofrio dal suo ruolo di procuratore capo. Le dimissioni, atto dovuto, sono state presentate nelle ore immediatamente successive all’operazione della Guardia di Finanza con l’Aia che ora si proclama parte lesa. D’Onofrio era già stato deferito il 28 ottobre scorso agli organi di giustizia sportiva della Federcalcio, per una vicenda riguardante il suo incarico per l’associazione arbitri.

Arrestato D’Onofrio, le parole di sconcerto di Gravina

La notizia dell’arresto del procuratore capo dell’Aia, Rosario D’Onofrio, non hanno lasciato impassibile il presidente della FIGC, Gabriele Gravina che ha commentato la notizia: “Sono sconcertato. Ho subito chiesto riscontro al presidente Trentalange sulle modalità di selezione del Procuratore, in quanto la sua nomina è di esclusiva pertinenza del comitato nazionale su proposta del presidente dell’Aia. Una cosa è certa, la Figc assumerà tutte le decisioni necessarie a tutela della reputazione del mondo del calcio e della stessa classe arbitrale”.

Scandalo per gli arbitri italiani: il capo procuratore Aia, Rosario D’Onofrio, arrestato per droga Fonte: Ansa

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