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Serie A, Allegri loda i suoi per la vittoria nel Derby sul Torino

Massimiliano Allegri finalmente contento a fine gara, dove non risparmia elogi per i giocatori scesi in campo. Locatelli già nelle sue grazie.

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La Juventus si è portata a casa il Derby della Mole grazie ad un gol di Manuel Locatelli al minuto 85. Tutto molto bello, ma la gara della Juve fino a quel momento era stata a due facce. Primo tempo non positivo, secondo giocato a ritmi più alti e con più occasioni. I bianconeri con questo 0-1 hanno tenuto la porta inviolata in una partita di Serie A per la prima volta dallo scorso marzo (3-0 v Spezia. Interrotta una striscia di 20 gare consecutive con almeno un gol subito.

Intervistato da DAZN al termine della gara, il tecnico bianconero Massimiliano Allegri ha analizzato la gara nella sua interezza. Gara particolare di Madama, che non ha effettuato neanche un tiro nello specchio in un primo tempo di Serie A contro il Torino per la prima volta da quando Opta raccoglie questo dato (2004/05):

“C’è da migliorare il palleggio. All’inizio abbiamo perso troppe palle sulle diagonali dove il centravanti oggi doveva essere il regista della squadra. Nel secondo tempo loro sono calati e noi ci siamo mossi di più. Quando giochi con una squadra a uomo più ti muovi più gli togli riferimenti […] Credo che questa squadra nelle ultime settimane abbia trovato lo spirito giusto, la voglia di difendere quando si difendere. Mi sarebbe dispiaciuto non vincere una partita giocata così, forse a parte il primo tempo contro il Milan è stata la migliore”.

Allegri nel corso della conferenza si è soffermato parecchio sui singoli giocatori, ad iniziare dall’autore del gol Manuel Locatelli, che ha segnato in due presenze di fila per la prima volta nella sua carriera in Serie A:

“Si è inserito bene, ha tanti margini di miglioramento. Inizia a vedere un po’ più sul lungo e sulle giocate si mette nella posizione di regista. È bravo, ha tecnica”.

Ma continuando ne ha passati anche molti altri, come per esempio Leo Bonucci oggi in panchina, de Ligt e Moise Kean:

Leonardo è cresciuto molto sotto l’aspetto della tranquillità, della responsabilità nei confronti del gruppo. Prima pensava di più a sé stesso. Questo è un bene ma anche un male perché vuol dire che sta invecchiando (ride) […] de Ligt è un giocatore importante, nonostante abbia 22 anni. Non scordiamoci che viene da un calcio diverso, dove era abituato al riferimento sull’uomo. Deve migliorare la fase di aggressione, di lettura delle situazioni ma ora lo vedo molto più sereno e le prestazioni non possono che migliorare. Lo stesso vale per Kulusevski. Abbiamo giovani validi che devono migliorare individualmente e facendo così migliora la squadra […] Kean è un giocatore che ha fatto bene a parte quelle 2-3 palle che ha perso in situazioni non semplici. Quando la squadra è vicino l’area è devastante, perché attacca bene la porta ora sta lavorando sui controlli e la tecnica individuale. Ma sono contento di lui, circa il cambio alla fine del primo tempo spesso lo faccio per non bruciarmi uno slot”.

Infine, un dibattito che torna ciclicamente in Serie A: è possibile giocare senza una vera e propria punta?

Chiesa nel secondo tempo ha fatto bene il centravanti, è entrato bene Kaio, anche se ha trovato due palloni ma si vede che è un ragazzo sveglio. Ed è entrato bene Kulusevski“.

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