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Lucchese, caos stipendi da ottobre: squadra pronta allo sciopero contro il Pontedera, il cuore non basta più

Altro scossone in Serie C: dopo i casi di Turris e Taranto tocca alla Lucchese. I giocatori del club toscano hanno annunciato uno sciopero per il mancato pagamento degli stipendi

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Luca Di Loreto

Luca Di Loreto

Giornalista

Giornalista pubblicista, appassionato di sport ma calcio e tennis restano un capitolo ineguagliabile. Ho capito che il calcio è una cosa seria quando ho pianto nel giorno in cui Del Piero ha smesso di giocare. Ho scoperto che dopo Federer e Nadal il tennis ha vita ancora lunga quando un giovanissimo italiano fulvo di 19 anni - era il 2019 - esultava a Sofia per la prima volta in carriera

Il libro della Serie C si arricchisce di un altro capitolo. Dopo le esclusioni di Taranto e Turris, l’attenzione si sposta sulla Lucchese. La squadra toscana, guidata da Giorgio Gorgone, infatti, sta dando tutto sul campo in queste ultime partite nel raggruppamento B di Serie C per assicurarsi una salvezza che fino a qualche mese fa sembrava impossibile. La vittoria di cuore, carattere e orgoglio contro l’ex capolista Ternana, infatti, ha ridato fiducia ai rossoneri che occupano il sedicesimo posto in classifica a cinque lunghezze di distanza dall’Ascoli (attualmente salvo).

Eppure la situazione in casa Lucchese è sempre più delicata, con i giocatori che non prendono lo stipendio dallo scorso ottobre. Per i tifosi, inoltre, c’è il pericolo di dover ripartire dall’Eccellenza per la quarta volta negli ultimi diciassette anni.

I giocatori annunciano lo sciopero

Non basta più il contributo del “Mercatino del Pesce”, non bastano più le collette che fino a oggi hanno garantito alla squadra di viaggiare regolarmente in pullman. Il mancato pagamento degli stipendi da parte del numero uno del club Benedetto Mancini (il terzo presidente della stagione) ha suscitato scalpore nei tesserati i quali, dopo essersi rivolti all’Associazione italiani Calciatori (AIC), hanno deciso di scioperare in vista del prossimo impegno contro il Pontedera.

“L’Associazione Italiana Calciatori e i calciatori professionisti, tesserati nella stagione 2024/2025 per la Lucchese 1905, facendo seguito questi ultimi all’invio delle messe in mora e alle richieste di incontro alla nuova proprietà, rimaste tutte prive di riscontro, sono costretti a comunicare quanto di seguito. L’AIC annuncia lo stato di agitazione dei calciatori professionisti tesserati della Lucchese 1905 s.r.l. e indice sin d’ora lo sciopero dei predetti calciatori per il giorno di sabato 5 aprile 2025, auspicando che il Club, posto il preavviso di sciopero, adempia al pagamento delle somme contrattualmente dovute per le mensilità da novembre 2024 sino a febbraio 2025”.

Il tecnico Gorgone sbotta in conferenza stampa

Al termine della netta affermazione sulla quotata Ternana (vittoria per 4-1) ai microfoni in conferenza stampa post-gara ha parlato l’allenatore Giorgio Gorgone, lanciando un segnale inequivocabile alla nuova proprietà.

“O il nuovo proprietario paga, o se ne vada. Di chiacchiere ne abbiamo sentite abbastanza e se trova scuse, meglio che lasci perdere. Non siamo piagnoni, ma siamo una squadra viva con disciplina e professionalità. Non è in discussione solo il nostro presente e il futuro della Lucchese, ma la serietà di tutta la categoria. Oggi capita a noi, ma domani può capitare ad altri: è il momento di una ribellione collettiva. Ho apprezzato le parole di un uomo vero come Silvio Baldini: dovrebbero fermarsi tutti”.

La replica dell’Assessore dello Sport

Il carico da novanta è stato poi messo sul piatto dall’Assessore dello Sport Fabio Barsanti. La Lucchese, infatti, quest’anno spegne 120 candeline, ma il destino di dover ripartire da zero è un’ombra sempre più nitida che sospende ogni proposito: “L’amministrazione comunale è stata presa in giro da Bulgarella e da Lo Faso, malgrado la nostra contrarietà hanno ceduto a gente molto discutibile. Lucca si è stretta intorno alla squadra, ma la classe imprenditoriale è sempre stata distante. A Pisa e Livorno sono arrivate proprietà straniere visto il maggior coinvolgimento dei tifosi, qui dopo tre fallimenti in 17 anni la passione è calata. La città di Lucca, inoltre, è cresciuta sia culturalmente sia turisticamente, ma lo sport è rimasto fermo. Mi auguro che le cose possano cambiare ben presto”.

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