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Simeone e la media-gol da Pallone d’oro, che succede col rientro di Osimhen?

Simeone sta scalando le gerarchie del Napoli rivelandosi decisivo nei momenti chiave. Ma su una conferma da titolare pende il rientro di Osimhen: gli scenari

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Nel momento d’oro che sta vivendo la capolista del campionato, ovvero il Napoli, c’è anche il contributo di un calciatore generalmente sottovalutato e che sta vivendo un momento di grazia, ovvero Giovanni Simeone.

Simeone ancora una volta decisivo per il Napoli

Se i partenopei a Cremona si sono potuti portare a casa i tre punti che sono valsi la vetta della classifica attuale della Serie A, il merito al di là del gruppo e del lavoro di Luciano Spalletti è anche dell’argentino, autore del decisivo 2-1 al 76′ che poi diventerà 4-1 con le reti di Lozano ed Olivera segnate nel recupero (e l’azione del terzo gol è stata proprio innescata dal figlio d’arte).

Stamattina il Cholito (ci perdoni il diretto interessato, sappiamo che questo nomignolo non gli scatena particolari entusiasmi) si è svegliato con i giornali che lo lodavano con voti altissimi (8 sul Corriere dello Sport, 7,5 sulla Gazzetta, per dire), celebrando colui che venne ritenuto a torto una riserva e terzo nelle gerarchie delle punte e che ora è un protagonista del Napoli di Spalletti.

E ancora una volte Simeone è stato decisivo, come lo è stato nello sbloccare il risultato in casa del Milan qualche settimana fa: siamo quindi a quota due gol in campionato, e due in Champions, ma al di là dei freddi numeri va considerato che tre volte su quattro in cui è andato a rete l’attaccante non partiva titolare. Non un primattore, nonostante il suo ruolo, ma un uomo squadra a servizio dei suoi compagni, quindi non viceversa. E questo sin da quando è approdato nel nostro campionato dalla stagione 2016-2017, transitando nel Genoa (14 gol a referto), Fiorentina (dove migliora le sue statistiche con ben 22 reti nel biennio e 8 assist), Cagliari (e qui arriviamo a 18) e poi Verona (quota 17, tra cui un poker contro la Lazio) prima di vestire la maglia del Napoli, arrivando come sostituto di Petagna.

“Ecco perché non schiero Simeone sin dal primo minuto”

In conferenza stampa dopo il match contro la Cremonese Spalletti ha commentato, spiegando i motivi per cui l’argentino non è impiegato come titolare fisso: “Quest’anno si vede che tutti cercano di valorizzare i minuti in cui giocano. Simeone per nazionalità, caratteristiche individuali e entusiasmo e voglia di affermarsi riesce subito a trasferire nel giocato la garra che ha. Lui viene anche penalizzato in alcune scelte, ma se facessi al contrario mi ritroverei con Simeone che gioca 70′ e non ha la forza che ha avuto nel gol del 2-1. Un conto è entrare con la cattiveria che ha lui, una cosa è farlo negli ultimi 20 minuti dopo che ne ha giocati 70′”.

Il metodo avrà un suo perché, se Simeone nel frattempo sta realizzando statistiche impressionanti. La rete alla Cremonese è stata la numero 3.500 nella storia del Napoli in Serie A, come riporta la Gazzetta dello Sport, e l’attaccante ha una media di un gol ogni 69 minuti pur avendone giocato sino ad ora 277. Roba da Pallone d’Oro.

Insomma, parliamo di un attaccante efficace e al tempo stesso generalmente e drammaticamente sottovalutato, che pareva condannato allo status di riservista in mancanza d’altro. Ma la coperta è paradossalmente corta e le gerarchie davanti al Napoli potrebbero mettere in ombra ancora una volta Simeone, attualmente sulla cresta dell’onda ma con la spada di Damocle del rientro di Victor Osimhen, e che pende anche sulla testa di Spalletti (ma avercene di problemi così per un tecnico alle prese con un surplus di punte…).

Osimhen scalpita: cosa potrebbe fare Spalletti

Il nigeriano, convitato di pietra al banchetto partenopeo, è infatti reduce da un infortunio al bicipite femorale, ma i tempi sembrano ormai maturi per il suo rientro in campo. Si pensava potesse essere già pronto per la Cremonese, ma così non è stato (con Simeone che ha potuto raccogliere la gloria in campo), diventando tra l’altro pure padre nel frattempo (auguri). Ma adesso Spalletti, riporta Repubblica, avrà a disposizione Osimhen per il match di Champions di mercoledì contro l’Ajax, dove in palio c’è la qualificazione agli ottavi.

Cosa succederà adesso? Filtra l’ipotesi di un Simeone gratificato con il ruolo di titolare contro i lancieri al centro dell’attacco, mentre il collega e rivale nel ruolo possa essere relegato in panchina, in modo da non precipitare i tempi del suo reingresso nella formazione ed anche per dare l’opportunità all’argentino. A sua volta, il nigeriano ha assistito in queste settimane la crescita in attacco di quest’ultimo e di Raspadori, rendendo complessa la gestione del reparto per Spalletti, che pure si è “quasi scusato” (sempre secondo Repubblica) con i giocatori che hanno avuto minor minutaggio.

Simeone o Osimhen: il web non ha dubbi tra chi scegliere

Intanto, la vox popoli dei social non nutre alcun dubbio nell’incoronare Simeone e preferirlo rispetto ad Osimhen. Su Twitter scrive Onest Cholito Fan: “Solo qui per ricordarvi che Giovanni Simeone ha più goal di Victor James Osimhen partendo una sola volta da titolare. Tutti e tre i goal provengono rispettivamente contro: la finalista della scorsa Champions League, i campioni d’Italia, la vincitrice del campionato olandese”. Napoli Nord commenta: “Il vero upgrade non è Simeone-Petagna, ma Simeone-Osimhen. Poi ne riparleremo a fine anno”. AntoFns è sicuro: “Raspadori e Simeone sono le reincarnazioni di Mertens e Higuain, Osimhen non deve più vedere il campo, vendiamolo a gennaio”. E Daniele confronta i dati: “Simeone 277 minuti in stagione 4 gol ( 1 ogni 69 minuti). Raspadori 464 minuti 4 gol ( 1 ogni ogni 116 minuti). Osimhen 466 minuti 2 gol (1 gol ogni 233 minuti). Ecco come passare da essere titolare ad essere la terza scelta”.

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