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Sinner, il primo giorno da numero 1 non basta: “Ora sogno l’oro a Parigi”, poi la rivelazione su Alcaraz e Zverev

Il primo giorno da numero 1: Jannik Sinner entra oggi ufficialmente nella storia del tennis diventando il 29esimo tennista a occupare la prima posizione del ranking ma la voglia di scalare non è finita

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Il primo giorno del resto della sua vita: Jannik Sinner è il numero 1 del tennis mondiale e vuole restare in cima al mondo il più a lungo possibile. La mezza delusione, con la sconfitta in semifinale contro Alcaraz al Roland Garros, resta lì a far capolino nei pensieri del 22enne tennista altoatesino ma non tanto da rovinare una giornata meravigliosa. Per la prima volta accanto al numero 1 della classifica ATP c’è una bandiera italiana e il merito è di Jannik Sinner.

Sinner pensa già a Parigi 2024

Jannik Sinner ha appena lasciato Parigi ma una parte dei suoi pensieri resta sempre là: “Il sogno è vincere le Olimpiadi ma prima c’è Wimbledon. L’ultima partita che ho giocato è stata proprio sulla terra rossa francese e la prossima volta che ci tornerò sarà per i Giochi che per me sono un appuntamento molto importante”.

La rivelazione su Alcaraz e Zverev

La semifinale persa contro Carlos Alcaraz che ha conquistato il trofeo resta un pensiero anche dopo che Jannik Sinner ha ricevuto il trofeo da numero 1 al mondo dalle mani del presidente dell’ATP, Andrea Gaudenzi: “C’è stato un momento in cui ho pensato a questo numero 1 ma confesso che sto ancora pensando alla semifinale di Parigi. Ho guardato un po’ la finale ma a fatica, perché avrei voluto essere lì. Ovviamente ricevere il trofeo da numero 1 mi fa piacere ma la verità è che domenica non sono riuscito a essere nel posto dove volevo essere e questo mi deve servire da lezione, a farmi capire dove ho sbagliato”.

La voglia di continuare a “scalare”

Jannik Sinner entra nella storia del tennis e dello sport italiano ma il suo atteggiamento non cambia: “La responsabilità c’è sempre stata, quando sei bravo già da giovane hai più pressione e devi imparare a gestirla. Io continuerò a farlo come ho sempre fatto circondandomi di persone oneste. Quando sono diventato numero 1 ho chiesto di nuovi a tutte le persone che mi sono intono di essere sempre oneste come me, perché l’onestà con cui mi hanno trattato mi ha fatto accettare anche cose difficili che mi hanno aiutato a fare un passo avanti. Ora siamo arrivati in cima a una montagna ma già ce n’è un’altra da scalare”.

Tomba e Valentino Rossi: le ispirazioni

Jannik Sinner è un campione schivo, decisamente diverso rispetto ad alcuni grandi nomi dello sport italiano capaci di unire il talento “in campo” all’essere personaggi fuori. Eppure Jannik rivela di avere tratto grande ispirazioni da alcuni di loro: “Io sciavo quindi direi che l’ispirazione arriva da Alberto Tomba ma un altro a cui mi sono ispirato è Valentino Rossi. Sono due che hanno fatto crescere il loro sport e questo deve essere anche il nostro obiettivo, fare crescere sempre di più il tennis. Oggi abbiamo 5 tennisti tra i primi 50 e speriamo di averne di più in futuro. Abbiamo visto quello che è successo al Roland Garros: tre finali e una semifinale. Dobbiamo essere felici ma non soddisfatti”.

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