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Tennis, Volandri pensa già alla Davis: "Con Sinner e gli altri puntiamo al bis per entrare nella storia"

Il capitano di Davis Cup, Filippo Volandri, già pensa all'edizione 2024 che vedrà la Nazionale azzurra partire con i favori del pronostico e sogna il bis a Malaga.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Se vincere è difficile, confermarsi lo è ancora di più. Lo sa bene Filippo Volandri, ma lui di certi cliché se ne cura relativamente: ha in mano la squadra potenzialmente più forte del prossimo decennio di Davis Cup, e allora è giusto che abbia il coraggio e la forza per far sapere al mondo intero che lui nel bis crede davvero. “Non l’abbiamo mai fatto nella storia, perché non dovremmo provarci?”, si chiede a margine di uno dei tanti appuntamenti itineranti in cui l’insalatiera d’argento fa bella mostra di sé. E numeri (e giocatori) alla mano, difficile dargli torto.

L’eredità più bella: “Un grande spirito di squadra”

Volandri da due mesi e mezzo a questa parte è un uomo felice. A Malaga, ma forse sarebbe più giusto dire a Bologna ancor prima che nella fase finale, ha completato un piccolo capolavoro. Di più: ha coronato un sogno inseguito da giocatore, poi diventato non proprio un’ossessione, ma comunque qualcosa per cui valesse la pena spendersi anche da capitano. “Vincere la Davis è un grande traguardo, anche per la storia e il fascino che questa manifestazione mantiene anche a distanza di decenni dalla sua nascita e seppur con formule innovative e un po’ più adeguate ai tempi correnti.

Ma la cosa che mi rende più orgoglioso è aver dato un messaggio positivo a livello di spirito di squadra: è qualcosa che è andata oltre lo sport, perché ha fatto comprendere davvero quanto l’unione possa fare la forza. E direi che è l’eredità più bella che ci portiamo dietro di quei giorni favolosi trascorsi a Malaga”.

Il ruolo di Berrettini, la voglia di concedere il bis

Il concetto espresso da Volandri riguarda soprattutto la presenza di Matteo Berrettini (che ha appena fatto sapere che non sarà a Indian Wells a inizio marzo: i tempi di recupero si allungano, probabile che decida di giocare qualche torneo minore per arrivare preparato alla stagione sull’erba), che seppur infortunato ha deciso di stare accanto alla squadra nel box del capitano. “Matteo per noi ha rappresentato un valore aggiunto sempre. Abbiamo sfiorato la Davis già in alte occasioni, quando sono arrivato era lui il nostro numero uno, poi le cose hanno preso una piega differente ma lui ci è rimasto sempre accanto.

Mi ero dato come obiettivo la conquista del trofeo nell’arco di 5 anni (Volandri è stato nominato capitano alla fine del 2021), ci siamo riusciti al secondo tentativo e questa cosa ci deve rendere orgogliosi. Ma ripeterci anche nel 2024, in una sorta di back to back, sarebbe ancora più bello e sconfinerebbe nella storia più pura”.

Il futuro è roseo: tutti i talenti a disposizione di Volandri

Le ambizioni di Filippo si basano anche sulla consapevolezza di avere a che fare con una squadra giovane e con un grande avvenire davanti. Facile e scontato dire che questo Jannik Sinner è destinato a restare in alto a lungo: seppur la storia di Berrettini insegni che è bene andarci cauti (ma Matteo è arrivato al top in età un po’ più avanzata), Sinner ha tutto per poter dominare la scena per almeno un decennio abbondante.

E dietro di lui non mancano giocatori pronti a spalleggiarlo a dovere: Lorenzo Musetti è la pepita più preziosa, non fosse altro perché è il più giovane del gruppo (compirà 22 anni tra un mese). Lorenzo Sonego, seppur tra alti e bassi, è pur sempre un giocatore esperto ma che deve andare ancora per le 29 primavere, mentre Flavio Cobolli (2002) e Matteo Arnaldi (2001) sono pronti a entrare stabilmente nei primi 50 giocatori al mondo, fornendo altro materiale “sicuro” nel ventaglio di scelta del capitano. Aspettando naturalmente che Berrettini (che di anni ne compirà 28 ad aprile) riesca a ritrovare la continuità perduta tra un infortunio e l’altro.

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