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Alex Zanardi, le condizioni attuali dopo l'incidente in handbike

Le condizioni di salute del campione paralimpico, Alex Zanardi, a seguito del grave schianto contro un camion in Toscana, a Pienza, il 19 giugno 2020

La dedica che i suoi ragazzi gli hanno riservato ha commosso ed emozionato, ma quanto affermato da Ambra Sabatini – neo campionessa olimpica dei 100 m – include l’essenza dell’essere Alex Zanardi, uomo e campione di vita che più di chiunque altro ha saputo aggredire e riappropriarsi dei suoi sogni, delle sue necessità. Oggi sono passati esattamente 20 anni dalla tragedia in pista che gli costò quasi la vita. E che ci ha impartito una prima, straordinaria lezione.

L’anniversario dell’incidente in pista di Zanardi

Il 15 settembre di vent’anni fa, Alex Zanardi rimaneva coinvolto in un incidente spaventoso in pista. Gli rimane in circolo solo un litro di sangue e l’equipe medica che lo soccorre gli amputa entrambe le gambe per salvargli la vita.

“Poi sono state cose belle. C’è un grande privilegio che mi ha regalato la vita: quello di trasformare ciò che mi è accaduto in una grande opportunità”, ha detto più volte, nel corso di questo ventennio Zanardi che il 19 giugno del 2020 per un assurdo incidente in handbike sta affrontando una nuova, difficile prova.

Come ricordano in tanti, oggi, mancavano pochi giri al termine. Zanardi stava uscendo dai box, quando perse il controllo della sua auto, probabilmente per le condizioni della pista, dove pare ci fosse olio mischiato ad acqua. Patrick Carpentier riuscì ad evitarlo, ma non ce la fece Alex Tagliani. Impatto spaventoso, le gambe di Zanardi gli furono subito amputate, situazione davvero drammatica tanto che gli fu data l’estrema unzione, ricordano le cronache. Ma Alex riuscì a superare coma farmacologico, sei settimane di ricovero e quindici operazioni. Con la moglie Daniela sempre al suo fianco, anche a Berlino.

La dedica commovente di Diego Colombari a Alex Zanardi

Diego Colombari, che ai Giochi Paralimpici di Tokyo ha conquistato una medaglia d’oro fantastica, in staffetta con Paolo Cecchetto e Luca Mazzone, nella prova di Team Relay di handbike, ha dedicato ancora una volta il suo successo a Alex Zanardi. Così ha detto il campione alla testata locale Ideaweb.it:

“Sicuramente alla mia famiglia, a mia moglie Giulia e a mio figlio Leandro, ma anche a tutti noi della Nazionale, che abbiamo lottato per conquistare questo oro. E poi, ovviamente, ad Alex Zanardi: il suo esempio mi ha spinto a scegliere questo sport e a lavorare ogni giorno per migliorarmi ancora, sognando un giorno di essere come lui. La sua disavventura ci ha segnati, spingendoci a dare il massimo e, anche se non era con noi in Giappone, lo sentivamo vicino nei mo­menti cruciali della gara

A Tokyo è mancato, eppure Zanardi (che lotta dal quel 19 giugno 2020 per riprendersi dallo spaventoso incidente in handbike) continua a essere una presenza imprescindibile, ingombrante.

“In ospedale, un amico mi fece avere un video che Alex Zanardi aveva fatto per me. Fu importante. Quando ho saputo del suo incidente ho pianto. Ma lui non molla, lo so. Lo ha insegnato a me, a noi tutti”, ha confidato Ambra al Corriere della Sera.

Il tragico impatto di Zanardi in handbike contro il camion

Era il 19 giugno 2020, quando le agenzie iniziarono a ribattere la notizia: Alex Zanardi aveva avuto un nuovo, assurdo, incidente in handbike a poche ore di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo video su Instagram, dove salutava quel giorno e quella nuova promessa con la sua Obiettivo 3 con il suo consueto e rassicurante sorriso. “Questo è il giorno più bello della mia vita”, aveva detto prima dell’impatto contro la pedalina del camion che gli ha procurato interventi, timori e che ha messo a rischio la sua vita.

Zanardi, la moglie Daniela rompe il silenzio: “Come sta Alex”

La moglie Daniela ha rotto il silenzio, a più di un anno da quell’incidente, il 1° luglio 2021 con un’intervista a BMW alla vigilia della partenza della seconda edizione di Obiettivo Tricolore:

“Le condizioni di Alex sono stabili, al momento si trova in una clinica per seguire un programma di riabilitazione guidato da medici, fisioterapisti, neurologi e logopedisti. Tutto questo per facilitare il suo recupero”, ha tenuto a dire. “Abbiamo ricevuto molti messaggi di affetto e supporto, colgo l’occasione per dire ‘grazie’, a nome di Alex, a tutti. La vicinanza degli amici, dei fan e di tutti gli addetti ai lavori del motorsport è stata davvero commovente”. “Dopo aver consultato i dottori, abbiamo ritenuto che questo fosse il momento appropriato per rilasciare delle comunicazioni sulle sue condizioni”, ha commentato.

“Il percorso successivo all’incidente non è stato semplice. Ha dovuto subire molti interventi di neurochirurgia e ci sono state diverse battute d’arresto. Adesso è in grado di seguire programmi di allenamento fisico e psichico. Può comunicare con noi, ma non è ancora in grado di parlare. A seguito del lungo coma, le corde vocali devono riprendere elasticità e sta seguendo delle terapie anche per questo. Possiede ancora una grande forza nelle braccia e si sta allenando intensamente con delle attrezzature specifiche”, ha spiegato Daniela. Non azzarda nulla, su quel che aspetta lei e suo marito: “Si tratta di un lungo percorso e una grande sfida. Non posso prevedere quando Alex possa tornare a casa”.

La seconda edizione di Obiettivo Tricolore

Quel progetto voluto da Zanardi è diventato un docufilm, che include anche le parole pronunciate da Alex alla vigilia dell’incidente di Pienza. A luglio la carovana di Obiettivo Tricolore ha attraversato di nuovo l’Italia, così come avvenuto lo scorso anno quando arrivarono a Santa Maria di Leuca, con e nonostante l’incidente di Zanardi. Barbara Manni, una delle anime di Obiettivo 3 insieme a Pierino Dainese, team manager ha raccontato al Corriere le emozioni della vigilia di questa seconda edizione:

“Abbiamo la missione di far crescere e portare avanti il progetto voluto da Alex. La seconda edizione di questa grande staffetta assume un significato ancora più profondo, quello cioè di resistere e crescere. Quanto accaduto ad Alex non poteva e non doveva spegnere il percorso fatto fino a quel momento. Abbiamo cercato di farlo crescere ancora di più, arricchendolo con nuove iniziative e azioni ancora più forti. Sono certa che sapremo di nuovo emozionare l’Italia”.

I progressi di Zanardi: il recupero a Vicenza

Anche Niccolò, il figlio di Alex e Daniela, aveva lasciato intendere che di miglioramenti ne erano arrivati. “Come sta? Non lo sappiamo. È sempre lì. Nessuna novità, niente di niente. Siamo anche un po’ stressati per questo, non ci sono grandi cambiamenti. Noi non perdiamo le speranze, la fibra è buona”, l’aggiornamento del figlio, in un articolo di Repubblica. Zanardi adesso è ricoverato all’ospedale San Bortolo di Vicenza, Unità gravi cerebrolesioni, dopo essere passato da Le Scotte di Siena, Villa Beretta, il San Raffaele di Milano e Padova; in questo anno e più una lunga sequenza di interventi, circa una decina. Con lui, oltre ai medici che sempre hanno prestato la loro opera di assistenza e di sostegno curando ogni aspetto della sua progressiva riabilitazione, ci sono sempre stati Daniela e Niccolò, che ha confidato con parsimonia sui social i suoi sentimenti, le sue emozioni davanti alla quotidiana lotta del padre contro le conseguenze di quel tragico incidente.

Come sta Zanardi a un anno dall’incidente

Di tutte le operazioni subite da Alex, quattro sono state effettuate nel reparto di neurochirurgia di Padova, il cui direttore è Franco Chioffi, l’uomo che è riuscito a mettere il campione paralimpico seduto:

“Adesso Zanardi è fuori dal letto, l’hanno messo in poltrona”.

Questo significa che da seduto finalmente può fare una riabilitazione più completa, diversa per chi com elui ha subito un impatto così grave e dalla conseguenze così importanti. A Padova non era stata usata solo la medicina convenzionale, ma anche una sperimentazione fatta di musica: le canzoni di Antonello Venditti ad esempio, scelte da Daniela. Una forma di comunicazione si sta plasmando, con il crescente e progressivo supporto dei professionisti che si sono susseguiti nell’ultimo anno accanto a Zanardi, che non ha mai ceduto neanche quando si rese conto di essere ormai privo delle gambe dopo lo spaventoso incidente in pista che impose l’amputazione degli arti inferiori.

L’incidente in handbike di Alex Zanardi il 19 giugno 2020

Sono trascorsi, ormai, 15 mesi dall’incidente in handbike che ha sconvolto la vita di Zanardi e dei suoi familiari. E’ trascorso un anno intenso, molto impegnativo e che ha avuto origine da quello schianto spaventoso. Il campione paralimpico si trovava a San Quirico d’Orcia (in Toscana), durante una delle tappe della staffetta, quando perso il controllo della sua handbike in una curva urtò violentemente il capo contro la pedalina del camion che procedeva in direzione opposta sulla statale, che non era chiusa al traffico se non nella direzione della staffetta. Il pilota e campione paralimpico fu soccorso nell’immediato dalla moglie Daniela e, in elisoccorso, trasferito al nosocomio di Siena “Le Scotte”. Aveva le ossa del cranio e del viso frantumate, letteralmente. Ma ad Alex è riuscita anche questa impresa, impartendoci una lezione di tenacia e di attaccamneto alla vita imparagonabile.

Il trasferimento a Milano, al San Raffaele di Alex Zanardi

A Siena, Zanardi è stato ripetutamente operato e una volta stabilizzato venne deciso il trasferimento in Lombardia, nella clinica specializzata nella riabilitazione Villa Beretta, in provincia di Lecco. Alex lì rimase pochissimo, a causa di un importante peggioramento: portato al San Raffaele di Milano, è rimasto nel reparto di terapia intensiva a lungo ed è stato nuovamente e ripetutamente sottoposto a intervento. Un lungo percorso chirurgico, il suo, determinato dal gravissimo trauma cranico subito e dovuto all’impatto con la pedalina del camion al quale si è aggiunto il parallelo percorso alla ricostruzione facciale.

Zanardi: il ruolo della moglie Daniela e del figlio

Per volere della famiglia, Zanardi è stato trasferito, in sicurezza, all’ospedale di Padova il 21 novembre 2020, dove è stato assistito nel lungo percorso di riabilitazione fisica e cognitiva fino all’aprile scorso. La famiglia ha scelto la via della riservatezza e della discrezione fin da principio e anche oggi, che sembra meno drammatica la situazione che riguarda il campione paralimpico, le dichiarazioni risultano esigue, minime. A La Stampa, nel gennaio scorso, Daniela aveva detto molto poco, rispetto a quanto già noto.

Zanardi: l’iter giudiziario per arrivare alla verità sull’incidente

Altrettanto lungo è l’iter giudiziario, scattato inevitabilmente dopo il grave incidente e che ha avuto quale indagato l’autista del camion contro cui si è scontrato Zanardi e che sta portando a una progressiva ricostruzione dei fatti. Il gip di Siena ha disposto l’archiviazione delle indagini per l’incidente nel quale, il 19 giugno 2020, è rimasto gravemente ferito Alex Zanardi nel Senese. Unico indagato nell’inchiesta era il conducente del camion contro cui andò a urtare l’ex campione di F1.

Per archiviare l’accusa di lesioni colpose nei confronti del camionista il gip ha impiegato quasi due mesi: l’udienza si era svolta il 26 maggio scorso e all’archiviazione si era opposta la famiglia di Zanardi.

VIRGILIO SPORT | 15-09-2021 12:50

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