Virgilio Sport

Alex Zanardi, le condizioni attuali del campione paralimpico a tre anni dall'incidente in handbike e a 22 da Lausitzring

Le condizioni di salute del campione paralimpico, Alex Zanardi, a seguito del grave schianto contro un camion in Toscana, a Pienza, il 19 giugno 2020

Ultimo aggiornamento:

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Sono trascorsi quasi quattro anni da quel 19 giugno 2020 e 22 dal 15 settembre 2001, primo incidente in pista che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Oggi, dopo forse anche la disperazione – privata e protetta -, è tempo di terapie, fatica. Ma anche dimostrazione, senza uguali, di attaccamento alla vita.

Dopo l’incendio che ha interessato la sua villa il 3 agosto 2022, a Noventa Padovana, Alex Zanardi è tornato a casa dopo 76 giorni trascorsi nel vicino centro di riabilitazione di Vicenza casa di quel lungo periodo. L’ennesima avversità, per quest’uomo straordinario e messo ancora una volta alla prova, nella fase di questo lungo e importante percorso che pareva aver scollinato.

Il 23 ottobre 2023, Zanardi ha compiuto 57 anni: ci sentiamo di festeggiarlo, celebrarlo per manifestare la stima nei riguardi del campione, e dell’uomo che ha scelto di proseguire, di raccogliere le sue risorse e condividerle, per sé e chi vuole riconoscersi anche solo in parte in questa storia. Un uomo straordinario, che ha rivendicato le sue passioni, il diritto a essere e che ancora adesso è celebrato e omaggiato sui social.

Zanardi, come sta e che sappiamo delle sue condizioni

Che cosa sappiamo delle condizioni attuali di Zanardi? Quanto la sua famiglia ha deciso fosse reso pubblico, nel rispetto della loro riservatezza. Il suo percorso riabilitativo è costante, continuo e in prossimità del primo, impressionante incidente sulla pista di Lausitzring – avvenuto il 15 settembre 2001, rammentiamo – è normale, ovvio che questo uomo dalle qualità rare sia presente nel ricordo dei tifosi, dei suoi estimatori, che sui social continuano a rendergli omaggio e a dimostrare la stima nei suoi riguardi. Del campione e dell’uomo.

E così anche nel giorno del suo 57esimo compleanno, il 23 ottobre. Perché è un esser umano che ha saputo comunicare la sua essenza, la sua individualità tra gli altri senza porsi a modello: essere Alex Zanardi ispira una riflessione simile, ma senza alcun ricorso all’eccezionale, allo straordinario eppure risultando indomito.

In tempi relativamente recenti, anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport datata 26 maggio 2023 lo ha citato tra i campioni sportivi che più lo hanno colpito, addirittura ispirato:

“Assistere alla recente vittoria di Wembley, con l’Italia campione d’Europa, è stata un’emozione e un motivo di orgoglio. Come anche alcuni trionfi delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi di molte squadre nazionali: nell’atletica, dal nuoto allo sci, dalla scherma alla pallavolo, da Bebe Vio a Paola Egonu. Mi lasci però citare un grande uomo di sport, Alex Zanardi. Una persona che ha sofferto e che ha sempre reagito. Ho presente il suo sorriso, il suo ottimismo. Zanardi ha testimoniato cosa sia davvero lo sport: prima di tutto gioia di vivere. Gli mando un grande saluto”.

Le parole del dottor Costa

A descrivere, in modo cauto e con estrema delicatezza, le reali condizioni di salute in cui versa il campione paralimpico è Claudio Costa, medico e inventore della clinica mobile che ha seguito – nella sua immensa carriera – piloti tra i più noti e famosi.

In un’intervista molto densa di fatti ed esperienze, Costa ha riassunto lo stato di Zanardi con questa risposta: “Sta correndo la gara più bella e importante della sua vita. Solo un corpo forte come il suo può resistere in queste condizioni”.

Sono diversi i passaggi dell’intervista che regalano frammenti di verità condivisa con un uomo unico, come Alex. Costa ha ripercorso il loro primo incontro: “Correva con la Lotus, venne da me per curare delle fratture al piede: “Se sono qui non è per sapere cosa ho, ma perché domenica devo correre a Hockenheim”. Presi la valigia e partii con lui. Un racconto esemplificativo della loro amicizia, oltre il rapporto medico-paziente che pure è stato e che rimane tra le pagine chiare e le pagine scure di un’esistenza segnata da dolori, prove immani per chiunque.

Ha ricordato anche quelle parentesi enormi: “Ricordo la telefonata della moglie. Mi precipitai in macchina e arrivai a Berlino. Alex era in terapia intensiva, lo portarono al pronto soccorso con meno di un litro di sangue in corpo. Seduto vicino al letto, iniziai a parlargli, sapendo che avrebbe sentito la mia voce. A un certo punto, pieno di tubi, iniziò a muovere la mano e a scrivere nell’aria”, lasciando poi alla testimonianza di una caparbietà fuori dall’ordinario il resto.

A Daniela Manni, poi, Costa aveva confidato che ne era sicuro: Alex Zanardi sarebbe tornato, addirittura in pista per vincere ancora. Arduo prevedere tutte quelle medaglie olimpiche, ma gli era risucito anche questo.

L’incendio nella villa di Zanardi: come sta

Quello spirito indomabile si è scontrato con troppi pianeti contro. E non c’è da ricorrere a un alibi relativista: le tormente sono state tante, sarebbero in un numero eccessivo per chiunque. Solo un’estate fa, in una calda serata, fiamme improvvise hanno avvolto la villa del campione: un autentico incendio divampato – sembra – a causa di un problema dell’impianto fotovoltaico da accertare. La dimora, nelle campagne padovane, del campione paralimpico si è trasformata in una trappola.

Zanardi è stato costretto a rimanere nel centro, in cui è stato trasferito, per più di due mesi così da poter essere controllato costantemente, ma è innegabile quanta atrocità si legga in questo ennesimo incidente che lo ha visto coinvolto, a meno di un anno dal ritorno a casa.

“Il paziente è stato stabilizzato”, aveva spiegato allora il primario Giannettore Bertagnoni a Il Giornale di Vicenza che ha riportato per primo la notizia sul rientro del campione nella sua villa di Noventa Padovana, verificate le condizioni post incendio.

Il rientro a casa di Alex Zanardi

Era rientrato nella sua abitazione da poco, Zanardi, quando è divampato l’incendio che ha compromesso una parte della sua residenza veneta. Precisamente è tornato alla vigilia di Natale del 2021, dopo aver superato quel drammatico incidente a Pienza. A ufficializzare il trasferimento del campione paralimpico dall’ospedale – dove era assistito – alla sua villa è stata sua moglie Daniela, attraverso il sito della BMW Italia, in un 20 dicembre 2021 di gioia e speranza che ha colmato di ottimismo quanti lo amano e lo seguono con affetto immutato.

Alex Zanardi è tornato, anche se con notevole impegno, passi da compiere e un primo ciclo di terapie, presso il centro iperbarico di Ravenna, che è divenuto un riferimento importante. Adesso si trova a casa, circondato dall’affetto dei suoi cari, di sua moglie e di suo figlio Niccolò, a due anni di distanza quasi dall’incidente in handbike e alla terza edizione di Obiettivo Tricolore.

Alex Zanardi: le terapie del centro iperbarico

Il campione paralimpico aveva terminato il primo ciclo del percorso di cura al Centro Iperbarico, struttura di eccellenza di Ravenna, dove è stato impegnato per tutto il mese di gennaio in terapie volte al suo recupero. Le cure, stando a quanto trapelato, avrebbero avuto buoni risultati: un secondo ciclo, più breve, è stato programmato per la primavera. Il direttore del centro, Pasquale Longobardi, contattato dal Corriere di Romagna, aveva lasciato trapelare fiducia a ridosso della conclusione del primo ciclo:

“Posso dire che di certo Alessandro è una persona con una carica immensa: l’ha trasmessa lui a me. Si è presentato qui con una grande voglia di lavorare. Si è trattato di un mese impegnativo per noi ma soprattutto per lui, alla fine aveva comprensibilmente voglia di tornare a casa”.

Zanardi, secondo quanto riportato, è stato sottoposto a fisioterapia in camera iperbarica.

“Si tratta di una procedura medica più efficiente della normale fisioterapia – spiega Longobardi – il paziente viene stimolato con una miscela di ossigeno ed elio mentre svolge gli esercizi”. Dei risultati ci sarebbero stati, afferma il direttore del centro senza entrare nel merito.

Fonte: ANSA

Alex Zanardi a bordo della sua handbike

La riabilitazione nel Centro Iperbarico di Ravenna

Il suo ritorno a casa, in occasione delle feste natalizie, si è rivelato un segnale di forte significato. Il 7 gennaio 2022, una nuova, importante notizia aveva spezzato il silenzio seguito allo scontro: il pilota, handbiker e campione paralimpico iniziava a curarsi presso il Centro Iperbarico di Ravenna.

Non sono trapelati altri dettagli, com’è nella volontà della famiglia Zanardi, che ha preferito dopo l’incidente del 19 giugno 2020 adottare una linea di estrema riservatezza. Solo poco prima di Natale, in effetti, la moglie, Daniela Manni, ha annunciato il ritorno di Alex a casa per consentirgli di trascorrere le feste con i suoi cari.

“Alex ha potuto lasciare l’ospedale qualche settimana fa e ora è tornato a casa con noi. Abbiamo aspettato a lungo che ciò accadesse e siamo molto felici che sia stato possibile ora, anche se in futuro ci saranno ancora dei soggiorni temporanei in cliniche speciali per effettuare misure di riabilitazione specifiche sul posto”.

“Dopo il lungo periodo in ospedale è importante per lui tornare dalla sua famiglia. Per un anno e mezzo – ha continuato Daniela -, Alex ha avuto intorno a sé solo persone con mascherine e dispositivi di protezione e le visite erano molto limitate. Ora stiamo con Alex tutto il giorno, lui è nel suo ambiente familiare e quindi può tornare un minimo alla normalità. Questo gli dà ulteriore forza. Siamo molto grati al personale medico delle cliniche in cui è stato curato”, le sue affermazioni su quei momenti.

La speranza che non lo ha mai abbandonato

Alex non è rimasto mai solo, in questi due anni di lotta. Anche la campionessa paralimpica Ambra Sabatini – fulmine dei 100 m – ha saputo commuovere e ispirare cogliendo l’essenza dell’essere Alex Zanardi, uomo e campione di vita che più di chiunque altro ha saputo aggredire e riappropriarsi dei suoi sogni, delle sue necessità.

Anche Gioacchino Fittipaldi, atleta del suo team, superato l’incidente che lo ha coinvolto gli ha dedicato il suo ritorno alla vita vera. “Non mi sono mai dato per vinto”, ha raccontato al Corriere della Sera dopo quel maledetto sinistro in handbike. Ha pensato anche ad Alex, che è e rimarrà la sua ispirazione.

Fonte:

Alex Zanardi con la moglie Daniela in una rara foto insieme

L’anniversario dell’incidente in pista di Zanardi

Un carisma, un esempio che ha dimostrato un talento irripetibile per la vita fin dal suo gravissimo incidente su un circuito. Il 15 settembre di 22 anni fa, Alex Zanardi rimaneva coinvolto in un incidente spaventoso in pista, un anniversario che ricorda il campione e quella prima, terribile prova. Gli rimase in circolo solo un litro di sangue e l’equipe medica decise di amputargli entrambe le gambe, per salvargli la vita.

“Poi sono state cose belle. C’è un grande privilegio che mi ha regalato la vita: quello di trasformare ciò che mi è accaduto in una grande opportunità”, ha detto più volte, nel corso di questo ventennio Zanardi che il 19 giugno del 2020 per un assurdo incidente in handbike sta affrontando una nuova, difficile prova.

Mancavano pochi giri al termine. Zanardi stava uscendo dai box, quando perse il controllo della sua auto, probabilmente per le condizioni della pista, dove pare ci fosse olio mischiato ad acqua. Patrick Carpentier riuscì ad evitarlo, ma non ce la fece Alex Tagliani. Impatto spaventoso, le gambe di Zanardi gli furono subito amputate, situazione davvero drammatica tanto che gli fu data l’estrema unzione, ricordano le cronache. Ma Alex riuscì a superare coma farmacologico, sei settimane di ricovero e quindici operazioni. Con la moglie Daniela sempre al suo fianco, anche a Berlino.

La dedica commovente di Diego Colombari

In questo anno di attesa c’è stato spazio anche per Tokyo 2020. Diego Colombari, che ai Giochi Paralimpici di Tokyo ha conquistato una medaglia d’oro fantastica, in staffetta con Paolo Cecchetto e Luca Mazzone, nella prova di Team Relay di handbike, ha dedicato ancora una volta il suo successo a Alex Zanardi. Così ha detto il campione alla testata locale Ideaweb.it:

“Sicuramente alla mia famiglia, a mia moglie Giulia e a mio figlio Leandro, ma anche a tutti noi della Nazionale, che abbiamo lottato per conquistare questo oro. E poi, ovviamente, ad Alex Zanardi: il suo esempio mi ha spinto a scegliere questo sport e a lavorare ogni giorno per migliorarmi ancora, sognando un giorno di essere come lui. La sua disavventura ci ha segnati, spingendoci a dare il massimo e, anche se non era con noi in Giappone, lo sentivamo vicino nei mo­menti cruciali della gara

A Tokyo è mancato, eppure Zanardi continua a essere una presenza imprescindibile per lo sport e nella vita di quanti lo hanno incontrato:

“In ospedale, un amico mi fece avere un video che Alex Zanardi aveva fatto per me. Fu importante. Quando ho saputo del suo incidente ho pianto. Ma lui non molla, lo so. Lo ha insegnato a me, a noi tutti”, ha confidato Ambra al Corriere della Sera.

Il tragico impatto di Zanardi in handbike

Zanardi è stato ed è una fonte di ispirazione continua, soprattutto dopo il secondo, tragico impatto che ha rischiato di ucciderlo. Era il 19 giugno 2020, quando le agenzie iniziarono a ribattere la notizia: Alex Zanardi aveva avuto un nuovo, assurdo, incidente in handbike a poche ore di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo video su Instagram, dove salutava quel giorno e quella nuova promessa con la sua Obiettivo 3 con il suo consueto e rassicurante sorriso.

“Questo è il giorno più bello della mia vita”, aveva detto prima dell’impatto contro la pedalina del camion.

Era la vigilia di una nuova, insospettabile prova che gli ha procurato interventi, ricoveri continui , timori sulle sue possibilità di recupero per via del quadro clinico scandito da bollettini via via sempre più rari e che ha messo, seriamente e di nuovo, a rischio la sua vita.

Le parole (poche) di sua moglie Daniela

Ad aggiornare, con tempi e modi condivisi con il resto della famiglia, è sempre stata la moglie Daniela. La linea dei suoi cari, dopo le note e drammatiche vicende, è stata quella della discrezione interrotta solo da poche, ma importanti dichiarazioni sui passaggi più importanti. Come avvenuto il 1° luglio 2021, con un’intervista a BMW alla vigilia della partenza della seconda edizione di Obiettivo Tricolore:

“Le condizioni di Alex sono stabili, al momento si trova in una clinica per seguire un programma di riabilitazione guidato da medici, fisioterapisti, neurologi e logopedisti. Tutto questo per facilitare il suo recupero”, ha tenuto a dire. “Abbiamo ricevuto molti messaggi di affetto e supporto, colgo l’occasione per dire ‘grazie’, a nome di Alex, a tutti. La vicinanza degli amici, dei fan e di tutti gli addetti ai lavori del motorsport è stata davvero commovente”. “Dopo aver consultato i dottori, abbiamo ritenuto che questo fosse il momento appropriato per rilasciare delle comunicazioni sulle sue condizioni”, ha commentato.

“Il percorso successivo all’incidente non è stato semplice. Ha dovuto subire molti interventi di neurochirurgia e ci sono state diverse battute d’arresto. Adesso è in grado di seguire programmi di allenamento fisico e psichico. Può comunicare con noi, ma non è ancora in grado di parlare. A seguito del lungo coma, le corde vocali devono riprendere elasticità e sta seguendo delle terapie anche per questo. Possiede ancora una grande forza nelle braccia e si sta allenando intensamente con delle attrezzature specifiche”, ha spiegato Daniela. Non azzarda nulla, su quel che aspetta lei e suo marito: “Si tratta di un lungo percorso e una grande sfida. Non posso prevedere quando Alex possa tornare a casa”.

La seconda edizione di Obiettivo Tricolore

Quel progetto voluto da Zanardi è diventato un docufilm, che include anche le parole pronunciate da Alex alla vigilia dell’incidente di Pienza. A luglio la carovana di Obiettivo Tricolore ha attraversato di nuovo l’Italia, così come avvenuto lo scorso anno quando arrivarono a Santa Maria di Leuca, con e nonostante l’incidente di Zanardi. Barbara Manni, una delle anime di Obiettivo 3 insieme a Pierino Dainese, team manager ha raccontato al Corriere le emozioni della vigilia di questa seconda edizione:

“Abbiamo la missione di far crescere e portare avanti il progetto voluto da Alex. La seconda edizione di questa grande staffetta assume un significato ancora più profondo, quello cioè di resistere e crescere. Quanto accaduto ad Alex non poteva e non doveva spegnere il percorso fatto fino a quel momento. Abbiamo cercato di farlo crescere ancora di più, arricchendolo con nuove iniziative e azioni ancora più forti. Sono certa che sapremo di nuovo emozionare l’Italia”.

I progressi di Zanardi: il recupero a Vicenza

Anche Niccolò, il figlio di Alex e Daniela, ha preferito sempre rimanere nell’ombra, anche sui social. Aveva lasciato intendere che di miglioramenti ne erano arrivati, nei momenti decisivi.

“Come sta? Non lo sappiamo. È sempre lì. Nessuna novità, niente di niente. Siamo anche un po’ stressati per questo, non ci sono grandi cambiamenti. Noi non perdiamo le speranze, la fibra è buona”, l’aggiornamento del figlio, in un articolo di Repubblica.

Zanardi è stato ricoverato all’ospedale San Bortolo di Vicenza, Unità gravi cerebrolesioni, dopo essere passato da Le Scotte di Siena, Villa Beretta, il San Raffaele di Milano e Padova; nel solo primo anno e mezzo una lunga sequenza di interventi, circa una decina.

Con lui, oltre ai medici che sempre hanno prestato la loro opera di assistenza e di sostegno curando ogni aspetto della sua progressiva riabilitazione, ci sono stati Daniela e Niccolò, che ha confidato con parsimonia sui social i suoi sentimenti, le sue emozioni davanti alla quotidiana lotta del padre contro le conseguenze di quel tragico incidente. E ha speso ancor meno parole con i giornalisti.

Di tutte le operazioni subite da Alex, quattro sono state effettuate nel reparto di neurochirurgia di Padova, il cui direttore è Franco Chioffi, l’uomo che è riuscito a mettere il campione paralimpico seduto:

“Adesso Zanardi è fuori dal letto, l’hanno messo in poltrona”.

Questo significa che da seduto, finalmente, può fare una riabilitazione più completa, diversa per chi come lui ha subito un impatto così grave e dalla conseguenze così importanti. A Padova non era stata usata solo la medicina convenzionale, ma anche una sperimentazione fatta di musica: le canzoni di Antonello Venditti ad esempio, scelte da Daniela.

Una forma di comunicazione si sta plasmando, con il crescente e progressivo supporto dei professionisti che si sono susseguiti nell’ultimo anno accanto a Zanardi, che non ha mai ceduto neanche quando si rese conto di essere ormai privo delle gambe dopo lo spaventoso incidente in pista che impose l’amputazione degli arti inferiori.

L’incidente in handbike del 19 giugno 2020

Sono trascorsi, ormai, due anni abbondanti dall’incidente in handbike che ha sconvolto la vita di Zanardi e dei suoi familiari. Il campione paralimpico si trovava a San Quirico d’Orcia (in Toscana), durante una delle tappe della staffetta, quando perso il controllo della sua handbike in una curva urtò violentemente il capo contro la pedalina del camion che procedeva in direzione opposta sulla statale, che non era chiusa al traffico se non nella direzione della staffetta.

Il pilota e campione paralimpico fu soccorso nell’immediato dalla moglie Daniela e, in elisoccorso, trasferito al nosocomio di Siena “Le Scotte”. Aveva le ossa del cranio e del viso frantumate, letteralmente. Ma ad Alex è riuscita anche questa impresa, impartendoci una lezione di tenacia e di attaccamento alla vita imparagonabile.

Il trasferimento a Milano, al San Raffaele di Alex Zanardi

A Siena, Zanardi è stato ripetutamente operato e una volta stabilizzato venne deciso il trasferimento in Lombardia, nella clinica specializzata nella riabilitazione Villa Beretta, in provincia di Lecco. Alex lì rimase pochissimo, a causa di un importante peggioramento: portato al San Raffaele di Milano, è rimasto nel reparto di terapia intensiva a lungo ed è stato nuovamente e ripetutamente sottoposto a intervento.

Un lungo percorso neurochirurgico, il suo, determinato dal gravissimo trauma cranico subito e dovuto all’impatto con la pedalina del camion al quale si è aggiunto il parallelo percorso alla ricostruzione facciale.

Zanardi: il ruolo della moglie Daniela e del figlio

Per volere della famiglia, Zanardi dopo lunghi mesi tra Siena e Milano è stato trasferito, in sicurezza, all’ospedale di Padova il 21 novembre 2020, dove è stato assistito nel percorso di riabilitazione fisica e cognitiva fino all’aprile 2021.

La famiglia ha scelto la via della riservatezza e della discrezione fin da principio e anche oggi, che sembra meno drammatica la situazione che riguarda il campione paralimpico, le dichiarazioni risultano esigue, minime. A La Stampa, nel gennaio scorso, Daniela aveva detto molto poco, rispetto a quanto già noto.

L’iter giudiziario per arrivare alla verità sull’incidente

Altrettanto lungo è l’iter giudiziario, scattato inevitabilmente dopo il grave incidente e che ha avuto quale indagato l’autista del camion contro cui si è scontrato Zanardi e che sta portando a una progressiva ricostruzione dei fatti. Il gip di Siena ha disposto l’archiviazione delle indagini per l’incidente nel quale, il 19 giugno 2020, è rimasto gravemente ferito Alex Zanardi nel Senese. Unico indagato nell’inchiesta era il conducente del camion contro cui andò a urtare l’ex campione di F1.

Per archiviare l’accusa di lesioni colpose nei confronti del camionista il gip ha impiegato quasi due mesi: l’udienza si era svolta il 26 maggio 2021 e all’archiviazione si era opposta la famiglia di Zanardi.

FAQ

Come sta oggi Alex Zanardi?

Alex Zanardi, a seguito dell'incidente in handbike del 19 giugno 2020 e numerosi interventi chirurgici, riesce oggi a muovere gli occhi, a comunicare pur con qualche difficoltà, a riconoscere Daniela, sua moglie, e suo figlio, Niccolò. Da Natale 2021, Zanardi è a casa: un ritorno intervallato dalle necessarie terapie.

Quando è successo l'incidente di Alex Zanardi?

Il 19 giugno 2020: Alex Zanardi era a bordo della sua handbike, lungo la statale nelle vicinanze di Pienza, quando urtò la pedalina del camion che procedeva nel senso di marcia opposto riportando ferite gravissime. La via era stata chiusa al traffico solo nel senso di marcia della staffetta

Come ha perso le gambe Alex Zanardi?

Alex Zanardi ha perso le gambe in un incidente in pista, in Germania il 15 settembre 2001. Zanardi stava uscendo dai box, quando perse il controllo della sua auto, probabilmente per le condizioni della pista, dove pare ci fosse olio mischiato ad acqua. Patrick Carpentier riuscì ad evitarlo, ma non Alex Tagliani che prese in pieno Zanardi. Per salvargli la vita, gli furono amputate le gambe. La situazione era disperata, ma Alex la superò

Quali sono le attività professionali di Alex Zanardi?

Pilota automobilistico, conduttore televisivo e atleta paralimpico vincitore dell'oro olimpico

Quanti anni ha Zanardi?

Alex Zanardi è nato il 23 ottobre 1966.

Leggi anche:

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

SPORT TREND

Etichette per la tua azienda?

Caricamento contenuti...