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Alex Zanardi finalmente a casa dopo l'incendio: il campione paralimpico stabilizzato, come sta adesso

Dopo l'incendio che aveva destato preoccupazione e il ricovero al San Bortolo di Vicenza, la conferma del suo rientro a casa dopo il rogo del 2 agosto scorso

20-09-2022 10:49

Finalmente Alex Zanardi può far ritorno, per la seconda volta, nella sua villa di Noventa Padovana dove vive con la moglie Daniela e il figlio Niccolò e che è tornata a essere la sua casa dopo l’incendio che ha interessato la dimora della famiglia e che ha costretto il campione paralimpico al ricovero nel centro dell’ospedale San Bortolo a Vicenza, dove è rimasto ricoverato per più di un mese.

A riportare la notizia è stato “Il Giornale di Vicenza” che ha contattato il primario del reparto in cui è stato ricoverato Zanardi. “Il paziente è stato stabilizzato”, spiega il Prof. Giannettore Bertagnoni, che lo aveva già seguito nel suo primo ricovero seguito all’incidente in handbike il 19 giugno 2020.

Alex Zanardi in ospedale dopo il rogo

Il suo ricovero, a fini precauzionali e alla luce degli avvenimenti e possibili danni determinati da un incendio domestico, ha consentito a Zanardi di ricevere le attenzioni, le cure e le terapie adeguate in un centro considerato d’eccellenza come quello di Vicenza.

Per questo Daniela Manni, la moglie dell’ex campione di automobilismo e di handbike, e il figlio Niccolò, che già ad aprile del 2021 hanno optato per una soluzione che proteggesse il più possibile un uomo come Alex, deciso e straordinario eppure fragile per via di questo lungo percorso reso ancora più complicato dall’incendio del 2 agosto scorso, quando le fiamme hanno creato danni e preoccupazione. Da qui la decisione dei familiari di trasferirlo al San Bortolo in un reparto “che pure per il futuro – dice il dottor Bertagnoni – resterà il suo punto di riferimento medico”.

Fonte: ANSA

Il secondo ricovero al San Bortolo

Come dicevamo, per Alex Zanardi questo non era il primo ricovero al San Bortolo, centro di riferimento per la neuroriabilitativo che lo aveva assistito prima del rientro definitivo a casa, nel dicembre scorso come la stesa Daniela aveva avuto modo di confermare in una delle sue rarissime dichiarazione in questi anni intensi e anche di grande esempio e forza, da parte di tutta la famiglia oltre al campione.

“In questi mesi – spiega al Giornale di Vicenza Bertagnoni – il nostro principale obiettivo è stato di stabilizzare le condizioni cliniche generali di Zanardi. Ma, contestualmente, abbiamo proseguito il programma riabilitativo seguito durante il primo periodo di degenza”.

Ciò fa intuire che anche per l’immediato futuro, il San Bortolo e il primario saranno i riferimenti per la famiglia Zanardi che il 2 agosto scorso si è dovuta misurare con l’ennesima prova di questi ultimi due anni, il secondo grave incidente dopo quello in pista che portò l’amputazione degli arti inferiori.

Fonte: ANSA

L’incendio nella sua villa di Noventa Padovana

Secondo la ricostruzione dell’ANSA, che per prima riportò la notizia del rogo, le fiamme avevano messo fuori uso l’impianto fotovoltaico al quale sono collegati i macchinari che Alex utilizza per portare avanti il suo percorso, imponendo la decisione alla moglie Daniela il trasferimento al San Bortolo dopo i mesi trascorsi a casa, da Natale 2021.

I tragici incidenti di Zanardi

Un epilogo straordinario, come la vita di Alex Zanardi protagonista di un’esistenza densa di continue e tragiche prove che ha saputo imparare a combattere per riprendersi il suo posto: prima l’incidente del 15 settembre del 2001, quando, a causa di un incidente sul circuito del Lausitzring in Germania, gli dovettero amputare le gambe.

Poi, il 19 giugno del 2020, l’urto fatale contro un camion in una curva sulla strada tra Pienza e San Quirico d’Orcia in Toscana, sulle colline senesi, dove Alex, mentre partecipava al primo evento post lockdown, riportò ferite gravissime alla testa e al volto.

Una lotta che ha interessato la sua famiglia, sua moglie Daniela e suo figlio Niccolò, i suoi cari, i suoi amici e i compagni di Obiettivo 3 oltre al movimento paralimpico che ha sempre manifestato gratitudine, speranza, stima e affetto nei riguardi di un uomo, di un campione unico capace.

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