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Caso-Lukaku, che pasticcio: presidente Aia deve fare dietrofront sui cori razzisti

Secondo il presidente dell’Associazione Arbitri Pacifici il giocatore che reagirà agli insulti a sfondo razzista non dovrà essere ammonito automaticamente: chiesta più attenzione agli arbitri 

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

Non s’è ancora chiuso il caso Lukaku. Dopo la grazia del centravanti dell’Inter da parte del presidente della Figc Gravina, il capo dell’Aia Carlo Pacifici ha chiarito ieri che i giocatori che andranno a zittire il pubblico dopo essere stati insultati continueranno a essere ammoniti. Poi il dietrofront nei casi di razzismo.

La confusione generata dal caso Lukaku

Il caso Lukaku scoppiato nella semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus e Inter con l’espulsione del centravanti nerazzurro dopo l’esultanza davanti ai tifosi bianconeri, alcuni dei quali avevano intonato cori razzisti nei suoi confronti, non è ancora chiuso. La grazia concessa dal presidente della Figc Gravina, che ha dimezzato le giornate di squalifica di Lukaku, passate da due a una, ha indotto ieri l’Aia a una precisazione per bocca del suo presidente Carlo Pacifici.

Caso Lukaku, il primo intervento di Pacifici dell’Aia

Intervenuto a Radio Anch’io Sport, il numero uno dell’Aia ha spiegato che gli arbitri continueranno ad ammonire i giocatori che andranno a zittire il pubblico. “Da parte nostra la grazia non cambia nulla, non è un precedente, continueremo a prendere le decisioni secondo quelle che sono le regole in atto. La decisione sul campo è stata presa, poi la grazia invece è una prerogativa del presidente federale”, ha dichiarato Pacifici. Tuttavia le sue parole, secondo quanto riportato oggi dal Corriere dello Sport, avrebbero spinto la Figc a chiedere un ulteriore chiarimento per ciò che riguarda gli episodi di razzismo. Di qui il dietrofront da parte di Pacifici.

Razzismo, il dietrofront di Pacifici dell’Aia

Secondo il Corriere dello Sport, infatti, l’Aia ha corretto il tiro. Quando un giocatore reagirà a insulti o cori razzisti (ma in maniera non sproporzionata) non verrà ammonito automaticamente, ma sarà l’arbitro a fermare il gioco – come già previsto dal regolamento – e a chiedere alla squadra di casa di dare l’annuncio che la partita rischia la sospensione in caso di reiterazione delle offese.

Per far sì che non si ripeta quanto accaduto durante Juventus-Inter, in cui l’arbitro Massa non aveva percepito gli insulti nei confronti di Lukaku, il designatore Gianluca Rocchi inviterà i direttori di gara a prestare massima attenzione sul tema, chiedendo nel contempo anche ai giocatori di segnalare eventuali insulti a sfondo razzista.

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