Premesso che al posto di Clement Tabur poteva esserci un altro avversario, come Lorenzo Musetti forse, chi è e che sappiamo di questa wild card francese che si appresta all’impresa impossibile di sfidare Jannik Sinner, ad oggi tra i più forti e convincenti sulla terra? Nella classifica ATP, Tabur è il numero 171 del mondo, al primo Roland Garros di rilievo nella sua carriera da pro, dopo la scorsa stagione. Ha ereditato la sua wild card da Stan Wawrinka, che a sua volta ha avuto accesso al tabellone principale liberando quindi un «invito» per il 26enne di Reims che prima di quella di stasera ha giocato ben poco a livello Slam.
- Chi è Clement Tabur
- I timori su Sinner...serale
- Il suo modello è Rafa Nadal
- L'incontro con l'amico coach
Chi è Clement Tabur
Sulla carta, l’opera è improba. Mettere in un angolo Sinner, numero 1 del ranking ATP, ridurre la sua ambizione di migliorarsi sulla terra rossa del Roland Garros, interrompere la sequenza positiva di questa parte della stagione e superare le condizioni meteo che, nonostante il match sia previsto in serata, potrebbe disturbare l’andamento della partita. A Parigi, il caldo afoso di questi giorni, sta mettendo a dura prova la tenuta fisica e mentale dei tennisti e tenniste per via delle temperature elevate, del tutto anomale per il periodo.
Altro elemento su cui riflettere è il presunto livello di concentrazione, e preparazione, di Jannik che secondo Darren Cahill non smetterebbe mai di allenarsi in vista di questo risultato finale, agognato e non ancora raggiunto.
I timori su Sinner…serale
“Ho sognato questo momento per così tanto tempo… Finalmente è successo, possiamo dirlo: è fatta”, aveva esclamato nella zona mista lo scorso anno quando si rese conto dell’impresa che aveva realizzato nel poter giocare contro Moutet. Sinner è un’altra storia, dovrebbe sperare nel ribaltone a suo favore a causa di effetti collaterali non previsti perché i dati non ammettono altra interpretazione.
“Quando ho visto il sorteggio ho provato una sensazione strana. Inizialmente mi sono sentito profondamente deluso: Sinner era l’unico avversario che non volevo incontrare e invece mi è capitato proprio lui”, ha dichiarato. Con la sfida contro Sinner non c’è solo da riflettere sull’esito, ma proprio sulla fine di una esperienza da sogno per il transalpino legata alla sesta partita nel circuito maggiore.
A 26 anni, vuol dire tanto se non tutto la sua presenza al Roland Garros se quella di un anno fa contro Moutet fu la prima, da allora ce ne sono state altre tre a Metz e una la scorsa settimana a Ginevra, dove ha superato le qualificazioni prima di perdere al primo turno da Alexei Popyrin, una delle tante vittime di Sinner al Foro Italico. Era fine stagione, e anche lì Tabur non sapeva se avrebbe avuto accesso al tabellone di qualificazione di Metz: stava prenotando una vacanza con la fidanzata, quando ha dovuto rifare la valigia.
Tabur in carriera ha vinto 11 titoli ITF e lo scorso mese ha festeggiato il primo trionfo in un Challenger, a Tallahassee, in Florida. A Parigi è entrato in tabellone grazie a una wild card, dopo che Stan Wawrinka, campione nel 2015, è entrato direttamente in tabellone per effetto della rinuncia di Lorenzo Musetti. Ex numero 10 del mondo junior nel 2018, il francese è entrato per la prima volta nella Top 500 a novembre 2021, e ha debuttato in Top 200 nel novembre scorso.
Il suo modello è Rafa Nadal
Tabur è nato a Reims il 24 gennaio 2000, ma è cresciuto a Saint-Lambert-la-Potherie, nel dipartimento del Maine-et-Loire, 15 minuti a ovest di Angers ed è qui che ha cominciato a giocare a tennis all’età di 5 anni, sui campi situati di fronte alla casa che la famiglia aveva affittato all’inizio degli anni 2000. Nel paese c’erano due campi veloci e due vecchi campi polifunzionali al coperto, dove si poteva giocare alternativamente a basket, volley, futsal, badminton e tennis.
Il suo idolo, fin da ragazzino, è il maestro sulla terra: Rafa Nadal, appassionato di tutti gli sport, tifoso della squadra di calcio dell’Angers e del ciclista Mathieu van der Poel, ha frequentato strutture federali: prima Poitiers, poi l’INSEP e il CNE di Parigi.
L’incontro con l’amico coach
“È stato spostato da un gruppo all’altro, da un allenatore all’altro”, ha raccontato suo padre Arnaud all’Equipe – prima che la FFT decidesse di interrompere la collaborazione. E per lui è stato complicato fino all’incontro con l’amico coach Arthur Dreillard, preparatore atletico, che gli fa anche da coach.
“Non è stato facile. Alla Federazione tutto è perfetto. Ma era una decisione coerente, perché il ranking non arrivava”, ha svelato rimarcando un legame che va oltre l’amicizia. Ora c’è Sinner dall’altra parte della rete. Tra loro non ci sono precedenti: questa è la prima volta, in assoluto.
