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Corsini (RadioRai): "Tutto il calcio non chiuderà mai, ecco perché piace sempre"

Come Tutto il calcio risponderà alla nuova radio ufficiale della SerieA tra novità, storia e curiosità raccontate dal conduttore Filippo Corsini

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sule interviste ai grandi protagonisti

La storia di ‘Tutto il calcio minuto per minuto‘, di come evolve la radio e la fruizione dei contenuti radiofonici e digitali. Come RAI Radio 1 intenderà fronteggiare la nuova programmazione di RDS, da poco radio ufficiale della SerieA che sembra voler tallonare -non poco- lo storico programma di informazione sportiva. Il patrimonio di Ameri e Ciotti: la nuova radio che vorrebbe e chi vincerà la prossima Serie A. A Virgilio Sport in esclusiva Filippo Corsini, caporedattore redazione sportiva di RAI Radio 1.

E’ dal 1960 che va in onda su Radio 1 “Tutto il calcio minuto per minuto”, cosa è cambiato in tutti questi anni?

“Intanto è cambiato proprio il calcio e il modo di seguirlo. La partita resta comunque di grande attualità e passione per gli italiani, da lì scaturisce tutto. Un tempo c’erano le partite tutte insieme di domenica e tutto il calcio trasmetteva all’inizio solo i secondi tempi perchè all’epoca la Lega calcio temeva che la gente ascoltasse da casa le partite e non andasse allo stadio”.

“Piano piano siamo arrivati alla trasmissione di tutti e 90 minuti e infine allo spezzatino con anticipi e posticipi e modello inglese con partite suddivise tra loro in ogni slot di orario differente e possibile. ‘Tutto il calcio‘ inizia oggi alle 15, che comunque resta l’orario in cui ci sono sempre più partite e aggiornamenti continui su Formula 1 e altri sport da raccontare in quella fascia oraria.”

Gli ascoltatori restano comunque affezionati alla trasmissione nonostante lo spezzatino

“Non sarò di sicuro io a spegnere la sigla del programma. L’anno prossimo compirà 64 anni, ricordo ancora la festa bellissima che facemmo ai 50 anni di trasmissione. Speriamo di farla anche ai 70, anche se sarà difficile…Ma ci proviamo sempre! I radioascoltatori ci scrivono in tanti durante le dirette, anche i centralini impazzano. Ormai però abbiamo preso una strada, quasi obbligata, e indietro non si torna. Bisogna adeguarsi a quelli che sono i tempi e alle necessità”.

Ameri, Ciotti e tanti altri hanno fatto la storia della radio, se indietro non si torna, chi potranno essere i loro giovani eredi del vostro team?

“L’eredità che ci hanno lasciato è immensa, anche al giornale radio a Saxa Rubra abbiamo una sala in memoria di Provenzali. Non credo che ci siano molti colleghi che siano ricordati in maniera così evidente. Sono stati i nostri pionieri. Ad oggi contiamo sugli ottimi Repice, Scaramuzzino, Barchiesi, Bisantis e tanti altri . Questo filone d’oro si sta tuttavia esaurendo perchè ad oggi non c’è una vera scuola di radiocronisti.”

Ci riveli qualche aneddoto: c’è stato un momento in cui si è sentito in difficoltà durante le dirette tra imprevisti e calcio spezzatino.

“Gli aneddoti ci sono e sono tantissimi ma la cosa più importante è mascherare l’imprevisto e tenere anche altre cose pronte per la diretta. Anche se non funziona niente devi cercare di far sentire che funzioni tutto e con mestiere ed esperienza si va avanti…”

La concorrenza delle radio private oggi diventa sempre più forte ma il pubblico resta comunque affezionato a ‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Ci spiega come riuscite a tenere botta?

“Il nostro programma resta istituzionale, il servizio pubblico della RAI. Noi copriamo anche la Serie B e a volte ci chiedono di coprire anche la C e la D che però resta comunque difficilissimo. Il tutto viene reso possibile dai colleghi delle TGR locali che ringrazio tantissimo: Sicilia, Friuli, Sardegna, Puglia, Liguria sono le regioni che noi copriamo soprattutto grazie a loro”

“Riusciamo a coprire anche le partite delle Coppe Europee delle italiane, per noi è stata una grande festa raccontare Inter, Roma e Fiorentina in finale. Sappiamo che la gente ci segue e noi portiamo avanti la mission del servizio pubblico: coprire il più possibile e offrire un ventaglio di proposte, il più ampio possibile. Raggiungiamo anche gli ascoltatori in tutte le parti del mondo, grazie allo streaming.”

Le piacerebbe in futuro lanciare un nuovo format che porti le sue idee e la sua firma?

“La via da percorrere oggi è abbastanza stretta: bisogna tenere il passo stando alle nuove regole e in relazioni alle abitudini del mercato, sempre più diverse. Non si tratta di creare nuovi format ma di riuscire a migliorare il format per seguire tutto ottimizzando nel miglior modo possibile”.

“Ci divertiamo molto nel turno infrasettimanale, dove il programma sembra tornare alle origini, grazie al maggior numero di partite raggruppate tutte insieme in un unico giorno. Dare una classifica definitiva oggi è impossibile, almeno nel turno infrasettimanale diventa possibile (o quasi)…”

Come crede che vada a finire la storia dei diritti radio e tv?

“Fino al 2024 abbiamo i diritti esclusivi delle radiocronache di Serie A in diretta. Auspichiamo a prenderli e rinnovarli per il prossimo triennio, la RAI sa che sono un nostro patrimonio e fiore all’occhiello. Sono molto fiducioso che riusciremo a riaverli per il prossimo triennio. Sui diritti tv invece non mi permetto di esprimermi perchè non è il mio campo.”

La Rai RADIO 1 che vorrei secondo Filippo Corsini…

“La nostra radio conta su firme eccellenti, abbiamo in questo un grande vantaggio anche se Radio 1 nell’ultimo semestre ha perso ascolti. La nostra radio resta istituzionale e non possiamo confrontarci con radio che invece mandano solo musica, anche ottima. Restiamo una radio di servizio, abbiamo un altro tipo di programmazione con approfondimenti unici di politica, cultura, sport e informazione, società”.

“Fare un paragone è molto difficile con altre radio che per quanto eccellenti restano diverse nell’impostazione. Fare radio di servizio comporta questo, anche in futuro sarà così e ai nostri microfoni abbiamo avuto dei giganti del giornalismo. Lavorare per la gente e costruire dei programmi con una particolarità.”

Sugli ascolti: l’amministratore delegato della RAI ha annunciato l’uscita ufficiale di RAI RADIO dal sistema di rilevazione Audi Radio. Adesso come farete per sapere cosa funziona e cosa no?

“Un tempo tutto il calcio faceva anche 23 milioni di radioascoltatori , oggi con la fruizione televisiva dei competitor e con lo streaming siamo scesi molto chiaramente. Quando la RAI faceva buoni ascolti dicevano i competitor che non erano veritieri, oggi che loro li fanno migliori dicono che sono reali i dati che ricevono. La verità sta nel mezzo però noi ci difenderemo con la qualità che da sempre ci ha contraddistinto.”

Ha qualche richiesta in particolare che lei si sente di fare ai vertici RAI?

“Non faccio richieste e non mi permetterei mai. La nostra redazione è composta da tanti giornalisti eccellenti che lavorano di continuo su e giù per il mondo: dalla copertura degli Europei di calcio, Mondiali e Olimpiadi. Ovviamente sempre nell’interesse del pubblico.

Pronostico secco sulla vittoria del prossimo campionato di Serie A

L’Inter?!”

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