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Euro2024, perché Spalletti ce l’aveva con Frattesi: cosa ha urlato in panchina

Il centrocampista dell'Inter è stato il più bersagliato dall'allenatore. Ecco cosa non ha funzionato in campo secondo il Ct

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

L’Italia ha vinto di misura contro l’Albania ma Luciano Spalletti non è apparso completamente soddisfatto dai suoi. Tra i più bersagliati dal nostro Commissario Tecnico c’è stato soprattutto Davide Frattesi, protagonista di una prestazione che non ha convinto appieno l’esigente allenatore di Certaldo. Questione di dettagli, proprio quelli che sono fondamentali per giocare un grande Europeo e fare quanta più strada è possibile. Ma quali sono stati i motivi dei continui richiami all’interista? Andiamo a scoprirli.

Il giudizio di Spalletti su Frattesi

Non sono passate inosservate le urla di Luciano Spalletti nei confronti di Davide Frattesi. Tant’è che al termine della partita vinta dagli azzurri contro l’Albania, nelle consuete interviste Rai una delle domande ha riguardato proprio questo argomento. Ecco la replica del Ct che, come al solito, non si è sottratto: “Un discorso che riguardava anche il secondo tempo. Loro perdevano e volevano fare qualcosa di più e così noi dobbiamo ritagliarci spazio davanti, ma ci ha risucchiato la loro linea difensiva. A volte ci viene di essere un po’ comodi di fare le cose. Invece di interpretare tutto, a volte gestiamo in maniera comoda e non in maniera cattiva, tignosa, per avere il vantaggio che determini il gol“.

Poca cattiveria e margini di miglioramento

Insomma, il Ct avrebbe voluto maggiore determinazione da parte del suo centrocampista. Non è stato apprezzato l’atteggiamento passivo del calciatore che si è lasciato trasportare dalla partita e dagli eventi, senza particolare cattiveria nell’andare a chiudere i giochi in anticipo. Al netto delle urla, chiare ed evidenti, non è la prima volta che Spalletti pungola il suo calciatore. Ecco cosa diceva 6 giorni fa dopo l’ultima amichevole giocata dagli azzurri: “Può fare molto di più, quando ci sono montati addosso e loro hanno preso campo bisogna essere più bravi nel seguire la loro pressione“.

Le urla del Ct e Rimedio che invoca pietà

In realtà è evidente come Luciano Spalletti apprezzi Frattesi e lo ritenga funzionale al suo tipo di calcio. Anche per questa stima di fondo, il tecnico di Certaldo cerca di ottenere sempre qualcosa in più dal suo calciatore. E’ lo stesso sistema che ha sempre usato con tutti i giocatori di talento che ha allenato. Si ricorderà come nell’anno dello scudetto del Napoli l’allora tecnico azzurro bacchettava proprio i suoi campioni più forti, Osimhen e Kvara, sottolineando più i loro errori che le loro prodezze. Per pungolarli e per evitare anche troppa pressione sulle loro spalle. Magari talvolta esagerando, come nel caso di ieri quando dalla telecronaca è intervenuto addirittura il giornalista Alberto Rimedio reclamando pietà per il centrocampista dell’Inter con un laconico: “Ma poverino“. Questione di mentalità vincente, la si ottiene anche così, mettendo un pizzico di pressione in più.

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