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F1, la Ferrari è tornata sulla terra: da Singapore al Giappone, una rondine non fa primavera

Brusco risveglio per la Ferrari al Gran Premio del Giappone dopo il sogno reale vissuto a Singapore. Le rosse a Suzuka hanno fatto fatica e raccolto il massimo confermando i limiti progettuali della SF-23

25-09-2023 08:30

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale che racconta tutto quello che vede, dallo sport allo spettacolo, in qualsiasi formato: radio, tv, web, carta stampata, c’è di tutto nella sua esperienza. Per Virgilio Sport segue i Motori, il Calcio e i suoi protagonisti, sempre con occhio critico e a volte… spietato

Ci sono poco più di 5mila chilometri che separano Singapore dal Giappone. Quasi quanto quelli che Verstappen è tornato a rifilare ai suoi avversari, Ferrari compresa. Suzuka ha normalizzato le prestazioni, forse alterate dalla conformazione atipica di Marina Bay. La rossa si è dunque risvegliata dal sogno comunque reale di una settimana fa con Sainz sul gradino più alto del podio ed è tornata coi piedi per terra a fare i conti con l’altra realtà, quella più amara, che l’ha vista persino dietro le McLaren.

Insomma alti e bassi di una stagione apparentemente indecifrabile per tutta il circus visto che anche la Mercedes è protagonista di continui alti e bassi, che l’Aston Martin ha perso lo smalto della prima parte di stagione e che tutti gli altri lottano per le briciole. Tutto e il contrario di tutto, eccetto ovviamente la Red Bull campione costruttori, anzi eccetto Max Verstappen visto che Perez annaspa nella sua inaspettata fragilità e mediocrità.

Ferrari, l’analisi del GP del Giappone: senza infamia e senza lode

“Ferrari Dignitosamente anonima” ha detto uno dei massimi esperti di Formula 1 e di Maranello nello specifico, Leo Turrini a Sky. Una fotografia perfetta di quello che il cavallino rampante ha fatto a Suzuka. O meglio che non ha fatto. Perchè non è stato quasi mai protagonista. Mai realmente in lotta per il podio nemmeno quando Leclerc ha cercato in tutti i modi, più nella parte iniziale della gara a stare il più vicino possibile alle McLaren.


Dopo il primo pit stop però con le gomme gialle a differenza delle hard montate dalle macchine di Woking, le rosse sono andate in difficoltà rendendosi conto in breve di dover lottare più per tenere le posizioni contro le Mercedes che di poter insidiare Norris e Piastri in ottica podio.

E così in effetti è stato tanto è vero che Carlos Sainz, l’eroe di Singapore, ancor più anonimo di Leclerc ha finito per perdere una posizione rispetto ad Hamilton. Così il week end nipponico si chiude con pochi punti rosicchiati alla Mercedes in ottica corsa al secondo posto costruttori. Poca roba per chi una settimana fa festeggiava stappando la bottiglia più grossa sul podio di Marina Bay.

Ferrari: difetti rimessi a nudo dal GP Giappone

I curvoni veloci in appoggio di Suzuka hanno messo di nuovo a nudo i difetti progettuali della SF-23. Era impossibile che una vittoria, seppur strameritata, conquistata a Singapore, potesse come un colpo di spugna cancellare tutti i limiti della Ferrari di quest’anno. Sicuramente migliorata ma ancora molto incline alle variazioni di tracciato, alle temperature e con l’annoso problema di gestione delle gomme. L’aspetto positivo sottolineato da tutto l’ambiente in rosso è la comprensione della monoposto, ovvero la capacità di poter estrarre al massimo dalla vettura.

Ferrari, manca ancora la reattività ai box

Un’indecisione costata il 5° posto a Carlos Sainz. Non sarebbe cambiato molto ma ancora una volta la Ferrari compie una sbavatura nella lettura della corsa e nella gestione della strategia. Un altro limite troppe volte emerso quest’anno e non solo, quasi tramandato dalla gestione Binotto a quella di Vasseur.

Il muretto Ferrari ha dormito quando al momento del secondo pit stop con una situazione abbastanza lineare, Leclerc ed Hamilton si sono fermati per l’ultimo cambio gomme; a quel punto bisognava assolutamente coprire con Sainz l’undercut provato da Hamilton. Invece lo spagnolo è rimasto in pista per 4 lunghi giri finendo per rientrare anche abbastanza lontano da Lewis, 7-8 secondi che si sono rivelati incolmabili considerando anche che Carlos ha dovuto superare nel frattempo anche Russell che aveva scelto la strada impervia dell’unica sosta.

F1, prossima gara: Gp Qatar, si corre a Losail

Dopo il back to back Singapore-Giappone, la Formula 1 prende un attimo di respiro, si concede una settimana di apparente sosta per spostare il baraccone a Losail dove tra due settimane si correrà il Gran Premio del Qatar. Si torna in Medio Oriente quindi, quarta gara in calendario dopo i Gran Premi di Bahrein, Abu Dhabi e Sakhir, che torna dopo che lo scorso anno non si corse. Unica gara disputata nel 2021 con la vittoria di Hamilton

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