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Euro2024, l'Italia di Spalletti: la scelta che lo uccide, la convocazione di Fagioli e la frecciatina a Scamacca

Scatta il raduno degli azzurri a Coverciano. Spalletti parla del forfait di Acerbi, della vicenda Fagioli e chiede scusa a Bonaventura e Locatelli per l'esclusione

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Scatta l’operazione Euro 2024. L’Italia si ritrova (quasi per intero) a Coverciano e Luciano Spalletti accoglie i suoi ragazzi nel segno dello slogan ‘l’azzurro ci unisce-sempre’, che ricorda il ‘Sarò con te’ lanciato a Napoli nell’anno dello scudetto. Il ct parla del forfait di Acerbi, della convocazione di Fagioli e punzecchia Scamacca.

Italia, Spalletti sul forfait di Acerbi e ‘la scelta che lo uccide’

Subito la premessa di Spalletti: “Se ci facciamo subito il problema di quello che ci manca s’incomincia male. Abbiamo a disposizione tutto quello che ci vuole per far bene – dice -. Acerbi faceva parte di un blocco squadra (quello dell’Inter, ndr) e poteva darci qualcosa: non è detto che siccome è mancato un difensore, escano per forza un centrocampista o un attaccante. Abbiamo voluto due o tre calciatori in più proprio per valutare il fattore sorpresa e abbiamo diversi difensori. Sarà una scelta difficilissima e dolorosissima: lasciare la gente fuori è una roba che mi uccide. Anche Zaniolo out? Quello che ha lui spero di ritrovarlo in altri calciatori”. Sulla scelta del capitano: “Resta Donnarumma”.

Spalletti spiega il motivo della convocazione di Fagioli

Ha destato parecchie polemiche la decisione di Spalletti di inserire Fagioli tra i 30 pre-convocati. “Prima di tutto è una scelta tecnica” chiarisce. Quando gli viene chiesto del paragone con Paolo Rossi risponde così: “Sono due storie differenti”. Quindi torna sulle caratteristiche del calciatore della Juve: “Ha qualità, estro, creatività, caratteristiche che servono per avere il controllo della palla. Poi il campo valuterà se abbiamo fatto la scelta giusta o sbagliata”. Si parla poi della squalifica ricevuta nell’ambito della vicenda scommesse. “Ho avuto possibilità di parlarci in occasione della finale di Coppa Italia a Roma e mi ha fatto una buonissima impressione. Se si valuta quali sono stati i suoi peccati, penso che meriti anche un po’ di comprensione. Ha scommesso perché è stato in preda a un momento di difficoltà: non ce la faceva a difendersi da questa tentazione”.

Sulla rinascita di Scamacca e un rapporto non sempre sereno

Spalletti, che in passato aveva bacchettato Scamacca, non si prende alcun merito in riferimento all’exploit del bomber dell’Atalanta. “Quello che ci ha lavorato è stato Gasperini . dice -. Io ho bisogno di vedere soprattutto quello la cultura del sacrifico con cui siamo stati educati in Italia. Per certi versi non mi era piaciuto e l’ho lasciato fuori. Ora ha fatto vedere crescita, gol, prestazioni e più continuità di quella che mi ha mostrato altre volte. Scamacca è un calciatore che ha tutto, ma è un po’ pigro. Ecco, bisogna che perda un po’ di pigrizia. Magari l’ha persa: in tal caso siamo tutti contenti di quello che ci metterà a disposizione”.

Sulle esclusioni di Bonaventura-Bellingham e Locatelli

Mi piange il cuore aver lasciato fuori Jack – spiega Spalletti, che lo aveva paragonato addirittura a Bellingham -. L’ho visto col fiato tirato e da un punto di vista di composizione della rosa potevo avere bisogno di altro”. Su Locatelli: “Manuel è un altro dispiacere che ho: volevo un po’ più di estro e forse lui è un po’ troppo conservativo rispetto a dove sta andando il ruolo che occupa. Gli chiedo scusa”.

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