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L'Italia sotto processo: Malagò mette un punto, l'analisi impietosa di Tardelli

Dal numero uno dello sport italiano all'opinionista e commentatore Rai, tutti sono unanimi nel ribadire fiducia al ct, ma perplessi sull'anno nero della Nazionale

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

La più bella d’Europa è finita sul banco degli imputati in un processo che di mediatico ha solo le conseguenze, perché a mettere sotto pressione giocatori, tecnico e operato sono i protagonisti del mondo dello sport. A undici mesi dal trionfo di Wembley, la stagione nera dei neo campioni d’Europa si è chiusa con l’umiliante 5-2 con la Germania in Nations League e solo il ‘liberi tutti’ per le vacanze che rimanda i conti da fare al rientro.

In Nations League, dopo la figuraccia della Finalissima contro l’Argentina, si sono spente a Moenchengladbach ma per primo Roberto Mancini è conscio che per la Nazionale incomincia una fase di estrema cautela per lui e ragionevole pressione per i giocatori.

Malagò e Gravina, fiducia a Mancini ma con un limite

“E’ un risultato che parla da solo”, è il giudizio del presidente del Coni, Giovanni Malagò per una sconfitta che ha messo tutti sulla graticola, dal ct a Donnarumma, passando per gli esordienti e i ritenuti punti fermi quali Barella e Bastoni.

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, sostiene Mancini in toto e anche Malagò lo ritiene “la persona più adatta di tutti”. Mancini “deve fare di necessità virtù. Gli è capitato in un modo quasi miracolistico con l’Europeo, poi è successo quello che è successo con i mondiali – ha sottolineato il n.1 dello sport italiano -. Anche quando le cose sono molto negative, o hai la possibilità di rifarti o paradossalmente ti sei già rifatto. Nel giorno in cui il calcio ci ha dato una prestazione decisamente negativa siamo invece molto molto contenti dell’U21”, qualificatasi per l’Europeo 2023.

La sconfitta propone dati e statistiche “inequivocabili”. “Quando tu sperimenti, metti in campo tanti giovani ed esordienti può succedere quello che è accaduto – ha aggiunto Malagò -. E’ chiaro che il percorso passa da momenti nei quali ci sentiamo ritornati in auge a quelli dolorosi come ieri sera”.

Il giudizio di Marco Tardelli

Più tecnica l’opinione di Marco Tardelli, da campione del Mondo dell’82, conosce la pressione delle aspettative, come e quanto un clima di ssospetto possa incidere sulla stabilità emotiva dei giocatori e un ct, come Enzo Bearzot, debba guardare oltre per innescare la reazione oltre le scelte meramente tecniche.

La sua analisi, all’indomani della sconfitta umiliante contro la Germania della giovane Italia vagliata da Roberto Mancini, non concede alibi. A mancare è quel calciatore in grado di fare la differenza in campo:

“L’Italia? Ci manca un fuoriclasse, soprattutto nel reparto avanzato. Un giocatore che riesca a inventare un passaggio, non prettamente il numero 9. Poi, se non fai gol c’è sempre un problema, ma io ho fiducia in Scamacca, l’avevo anche in Immobile ma, se non segni, vieni criticato”.

Mancini, buon lavoro: occorre fuoriclasse

Secondo Tardelli, che ricopre il ruolo di commentatore tecnico per Rai Sport:

“Mancini sta facendo un ottimo lavoro, sta cercando di trovare giovani e l’ha fatto anche bene in alcuni casi. Bisogna avere pazienza e speranza di trovare un fuoriclasse come Totti, come Baggio o come Del Piero. Perché adesso non lo vedo ancora”.

Un giudizio sincero, ma altrettanto impietoso che esclude in questo amalgama una individualità trascinante, potente in grado di conferire a questa Nazionale il salto di qualità auspicato dalle stesse varianti apportate dall’attuale commissario tecnico.

Il flop contro Argentina e Germania secondo Tardelli

E le difficoltà degli Azzurri contro Argentina e Germania, secondo Tardelli, non devono preoccupare:

“L’Argentina è l’Argentina, ha un certo Messi in squadra. Poi, ne ha altri ancora, ci possono stare anche queste partite, soprattutto a fine stagione. La Germania? Bella squadra”.

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