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Juventus, Sarri: "Ho avuto paura. Polemiche? Decido io"

"Qui solo uno è indispensabile. Emre Can? Lo capisco. Higuain sembra quello di tre anni fa".

13-09-2019 13:18

Il tecnico della Juventus Maurizio Sarri ha presentato in conferenza stampa la partita contro la Fiorentina in programma sabato al Franchi, che segna la ripresa del campionato e lo vedrà per la prima volta sulla panchina bianconera dopo lo stop forzato dovuto alla polmonite: “C’è paura? Paura la avevo 20 giorni fa quando non respiravo bene… Sono sempre stato molto coinvolto, non lo reputo il mio esordio, poi i dottori non mi hanno mandato in panchina per non essere stressato ma mi sono sempre sentito coinvolto nella preparazione della partita e di tutto il contorno, anche se la delega nei confronti dello staff era ampia. Tornare in panchina a Firenze a 15 minuti da casa mia mi fa estremamente piacere”.

Le polemiche sulla lista Uefa e lo sfogo di Emre Can: “Quando un giocatore subisce una scelta simile è ovvio che devo tenere conto dell’aspetto emozionale. Bisogna dare al giocatore la possibilità di sfogarsi per poi affrontarlo con serenità. Penso di avere l’età giusta per capire certi tipi di reazione”.

“Io ho parlato di imbarazzo di fronte ad una scelta da dover fare sui giocatori. Avendo una lista di soli 22 giocatori per l’Europa doveva essere fatta una scelta non semplice né gratificante per me, ma era indispensabile. Fa parte del mio mestiere, può essere condivisibile o no ma era da fare. Non mi fa piacere perché sono coinvolti due giocatori importantissimi, ma dimostra anche la forza della nostra rosa. Avere la rosa ampia ci porta a scelte di questo tipo ma è anche una grande fortuna avere una rosa in cui solo un giocatore è indispensabile“.

L’infortunio di Chiellini e le difficoltà di De Ligt: “Abbiamo perso Giorgio che era l’anima della squadra, è stata una perdita pesante anche dal punto di vista mentale. Ora il mio compito è recuperare Rugani e far adattare de Ligt al calcio italiano il più velocemente possibile. Viene da un calcio diverso, è normale sia in difficoltà. Il ragazzo deve migliorare e adeguarsi al nostro tipo di calcio, ma sono anche convinto che tra qualche mese riuscirà ad esprimere cose importanti”.

Le scelte in attacco: “Se Higuain gioca è perché vedo cose importanti in allenamento, mi ha fatto intravedere l’Higuain di due o tre anni fa, ha fatto bene e sta facendo bene, nella scelta non c’è niente di personale. Mandzukic in allenamento mi ha fatto vedere meno e la scelta è andata sull’argentino. É tutto frutto di quello che vedo in allenamento, di una scelta logica e non irrazionale. Poi magari quello che vedi non è vero e sbagli. Prendo 100 decisioni al giorno se ne sbaglio 3-4 la sera dormo contento, anche se un po’ mi girano. Sbagliare scelta fa parte del lavoro”.

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