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La Premier League come la Juventus e le altre di A: plusvalenze fittizie per risolvere la crisi dei club

Everton e Aston Villa hanno concluso scambi di giovani promesse dalle valutazioni sospette, anche il Chelsea sotto osservazione. E le autorità intervengono  

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

Le plusvalenze fittizie non sembrano essere un malcostume solo italiano: alcuni club di Premier League sono stati penalizzati o si trovano sotto osservazione per alcune acrobatiche operazioni di bilancio che ricordano quelle per cui la Juventus è stata condannata ed altre società indagate in serie A.

Premier League, club penalizzati per violazioni al PSR

Il Leicester ha festeggiato la promozione in Premier League lo scorso aprile, ma potrebbe iniziare la prossima stagione con una penalizzazione in classifica. Le Foxes, infatti, sono sotto osservazione per non aver rispettato alcune norme relative del Profitability & Sustainability Rules (PSR), il regolamento in materia di sostenibilità e redditività economica a cui i club della Premier devono sottostare. Il caso del Leicester è solo l’ultimo di una serie di esempi che vedono le società della Premier in crisi dal punto di vista economico-finanziario.

Non solo la Juventus: plusvalenze fittizie anche in Premier League

Nel corso della scorsa stagione, infatti, altre due società di Premier League – Everton e Nottingham Forest – sono state penalizzate per problemi relativi al rispetto del PSR. Problemi di bilancio che permangono tutt’ora, anche in altri club. Alcuni di loro avrebbero provato a risolverli con una soluzione “all’italiana”: le plusvalenze fittizie, generate attraverso la compravendita di giocatori giovani il cui valore sarebbe stato gonfiato. Un artificio contabile per il quale la Juventus è penalizzata di 10 punti nella stagione 2022/23 ed altri club della serie A sono stati ripetutamente indagati.

Plusvalenze fittizie: il caso di Everton e Aston Villa

Nello specifico, Everton e Aston Villa si sono scambiati rispettivamente il 21enne Lewis Dobbin e il 20enne Tim Iroegbunam in due operazioni di compravendita separate, ma entrambe del valore di circa 11 milioni di euro ciascuno. Peccato che il valore indicato da Transfermarkt per entrambi i calciatori al momento del trasferimento fosse di poco più di 900mila euro. E sotto sorveglianza c’è anche il Chelsea, che pochi giorni fa ha concluso dall’Aston Villa l’acquisto del 18enne Omari Kellyman per oltre 22,5 milioni di euro, giocatore valutato dall’autorevole portale tedesco appena un milione.

Plusvalenze fittizie: l’idea del governo inglese

Per tenere sotto controllo la crisi dei club di Premier League, il governo dell’ex premier Rishi Sunak – in carica fino allo scorso 5 luglio – ha introdotto l’introduzione di un ente indipendente, l’IFR, deputato a controllare le operazioni di mercato e i passaggi di proprietà dei cartellini dei giocatori. L’obiettivo è evitare la pratica delle plusvalenze fittizie si diffonda in Inghilterra così come avvenuto in serie A, causando casi di “doping amministrativo” che finirebbero per inficiare il valore delle competizioni sportive, facendo perdere complessivamente valore al brand della Premier League.

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