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Lazio, razzismo su Marcos Antonio: la posizione del club scatena la bufera

Tweet aberrante di un tifoso contro il brasiliano, la società si indigna ma i tifosi chiedono Daspo a vita

22-07-2023 11:20

Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua lunga carriera ha vissuto da inviato importanti eventi come i Giochi Olimpici, i Giochi del Mediterraneo e gli Europei di Calcio. Ha collaborato con importanti agenzie di stampa e quotidiani nazionali. Se fosse un calciatore, sarebbe sicuramente l’uomo d’ordine (e il capitano in pectore). Per Virgilio Sport cura specialmente la sezione dedicata al Calcio

E’ nella lista dei partenti anche se si sta ancora allenando duro con Sarri nel ritiro di Auronzo di Cadore ma Marcos Antonio è diventato un caso nazionale, sia pure per motivi molto meno nobili del mercato. Un utente di twitter che si identifica con l’hashtag della Curva Nord laziale ha postato un messaggio sconcertante: “Con gli ultimi acquisti e la ormai prossima cessione di Marcos Antonio, torneremo ad avere una rosa senza giocatori di colore: buongiorno”. Un post che ha scatenato la bufera.

Marcos Antonio risponde al tweet razzista

Lo stesso centrocampista brasiliano ha prima risposto con l’emoji della sconsolazione, poi con un suo pensiero: “È incredibile e inaccettabile che al giorno d’oggi dobbiamo ancora leggere questo tipo di situazione. Quindi sappi che non mi scuoterai affatto. La mia testa sarà sempre alta e desiderosa di lottare contro queste assurdità“.

La Lazio si schiera contro il razzismo

Anche la Lazio, sull’account ufficiale del club, ha preso le difese del giocatore scrivendo su twitter: “Marcos, la tua battaglia contro il razzismo è la nostra. Tutta la S.S. Lazio è con te. Per quel commento frutto di inciviltà c’è solo una parola: vergogna”.

I tifosi chiedono il Daspo e condannano anche il club

Per i tifosi però non è sufficiente un semplice tweet, fioccano le reazioni sui social: “Ma vi volete svegliare e dare il Daspo a un subumano del genere? Ma ci tenete o no a risollevare il nome della Lazio, che siamo conosciuti da tutti all’estero come una società che supporta ideologie fasciste per colpa di questa gente?”, oppure: “Parole, parole, parole. Servono fatti, ché i tweet se li porta via il vento. Dovete cacciarlo dallo stadio, e avete i mezzi per farlo: si chiama “daspo”. Tutto il resto nn servirà a niente e vi farà passare per struzzi con la testa infilata dentro la sabbia”

C’è chi osserva: “Il tweet fa piacere ma bisogna passare ai fatti: daspo immediato a vita. Liberate un posto allo stadio per chi veramente vuole bene alla Lazio” e anche: “Tante belle parole ma questi personaggi campeggiano in prima fila nella vostra curva. Fin quando non interverrete col pugno duro non cambierà nulla, dovete toccarli nei soldi e nello stadio perché solo quello capiscono” e ancora: “Invece di dargli tutta questa visibilità, che stava cercando, basterebbe chiedere un bel daspo in assoluto silenzio e il tizio sarebbe stato punito a dovere; invece, secondo me, se la sta godendo!”

Il web è scatenato: “C’è solo un’altra parolla: DASPO! Gente simile non deve entrare allo stadio! Avete, nome, account e volto. Cosa altro ci vuole?” e poi: “Ma lo sapete vero che è abbonato e che sta pure lì in ritiro? Pensa riesce anche a lamentarsi perché Marcos Alonso non gli ha firmato la maglia..” e infine: “Basta scrivere un messaggio al questore, allegare le prove che sto furbo dissemina sui social e chiedere il daspo. Lo fanno tutti, noi dormimo… Continuiamo così, siamo sempre più una trattoria.”

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