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La morte di Mattia Giani, il referto e la ricostruzione del Giudice Sportivo: medico e ambulanza assenti, oggi autopsia

Il referto ricostruisce la sequenza dei fatti che sono seguiti al malore di Mattia Giani, in campo domenica 14 aprile. Oggi, venerdì 19 aprile, l'esame autoptico

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Quanto ricostruito dal Giudice Sportivo della Figc – Lega Dilettanti toscana, in base al referto dell’arbitro della partita Lanciotto-Castelfiorentino United, in cui Mattia Giani ha accusato il malore che lo stroncato indica la sequenza dei fatti e le dinamiche che – stando a quel che ha scritto il direttore di gara – si sono susseguiti in quei concitati istanti.

La Procura di Firenze indaga, al momento non ci sono indagati nel fascicolo per omicidio colposo aperto in seguito alla tragica morte del giovane calciatore domenica 14 aprile. A due giorni di distanza, dopo la denuncia ai media, il 16 aprile, negli uffici della Compagnia dei carabinieri di San Miniato è stato sentito Sandro Giani, il padre di Mattia: il verbale è il primo atto dell’inchiesta a cui si aggiunge quanto emerso dal referto. Oggi inizierà l’autopsia.

L’autopsia per chiarire le cause della morte di Mattia Giani

La Procura di Firenze ha chiesto, incaricando il medico legale per l’autopsia, di approfondire e accertare dunque le reali cause della morte di Mattia: oggi, venerdì 19 aprile incomincerà l’esame autoptico sul corpo del 26enne. La famiglia Giani nominerà un suo consulente medico legale.

Il pm Giuseppe Ledda ha disposto l’acquisizione del defibrillatore, delle cartelle cliniche e dei certificati medico sportivi. Intanto, dal referto dell’arbitro – del quale vi daremo conto nel dettaglio – emerge che la prima ambulanza allo stadio di Campi Bisenzio è arrivata a distanza di 17 minuti dal momento in cui sono scattati i soccorsi al calciatore.

La ricostruzione del dramma

Come si evince dal testo, che riportiamo, del comunicato CU 74 del 18-04-2024, a referto è stato riportato l’incastro degli avvenimenti che sono scaturiti dall’improvviso malore accusato al 14′ da Mattia Giani in campo, durante la partita di Campi Bisenzio tra Lancillotto e Castelfiorentino United.

“Il Giudice Sportivo, premesso che dal referto arbitrale ed allegata nota integrativa relativa alla gara in epigrafe è emerso che la partita è stata sospesa al 14º del p.t. per un grave episodio occorso al giocatore dell’A.S.D. Castelfiorentino United, Giani Mattia, il quale si accasciava a terra per un malore; che nella circostanza il calciatore veniva soccorso dal massaggiatore ospite e da un medico presente in tribuna che intervenivano con massaggio cardiaco e l’uso del defibrillatore presente negli spogliatoi; che sopraggiungeva dopo 17 minuti una prima ambulanza che proseguiva le manovre di soccorso coadiuvata da altri volontari giunti dopo pochi minuti con altra ambulanza; che i sanitari si prodigavano nei tentativi di rianimazione per poi provvedere all’urgente accompagnamento del calciatore presso il pronto soccorso del presidio ospedaliero più vicino; che il grave evento aveva provocato uno scoramento generale di tutti i tesserati delle due squadre (manifestato con congiunta dichiarazione scritta) e dello stesso direttore di gara e che pertanto non vi erano state più le condizioni per continuare l’incontro che veniva sospeso sul risultato del momento di 0-0”.

Da quel che si apprende, e che è stato messo a referto dall’arbitro testimone di quel che è accaduto con i familiari e i presenti tutti quella domenica, a prestare i primi soccorsi e a praticare il massaggio cardiaco sono stati il massaggiatore e un medico sceso dagli spalti.

Inoltre, come si sottolinea nel testo, è stato utilizzato il defibrillatore dagli stessi, ma che la prima ambulanza – priva di medico – è arrivata al campo dopo 17 minuti. Sulla seconda ambulanza, giunta in seguito, sarebbe stato presente – tra i sanitari – anche il medico.

Ammenda al Lancillotto

Nel testo del comunicato, inoltre, si sanziona la società che quella domenica giocava in casa chiarendo anche la questione sollevata dal padre di Giani, ovvero la mancanza di un medico o dell’ambulanza.

“SOCIETA’
AMMENDA
Euro 400,00 LANCIOTTO CAMPI V.S.D.
Per mancanza ambulanza e/o medico. ( III Disposizioni generali- Punto 9 su Com. Uff. n.1 della L.N.D. del 1.07.2023). Sanzione commisurata al servizio omesso,tenuto conto del fatto occorso”.

Una versione che, per questo specifico aspetto, collima con quanto affermato da Sandro Giani e che ha ribadito ai carabinieri, da quanto è stato riportato dal Corriere della Sera, subito dopo le sue dichiarazioni.

Secondo il regolamento della FIGC — per partite come Lanciotto-Castelfiorentino — è obbligatorio il defibrillatore e un medico se non c’è un’ambulanza. Una norma introdotta dopo la scomparsa del calciatore Piermario Morosini.

La dedica di Mancini a Mattia Giani

Sandro Giani e sua moglie Deborah, il nonno Loriano erano presenti allo stadio, per sostenere Mattia e celebrare il suo rientro dopo un infortunio: doveva essere una domenica simile a tante altre per la famiglia che seguiva Mattia e suo fratello Elia, che milita nel Legnago Salus in Serie C.

La famiglia Giani abita a Ponte a Egola: il papà ha un’attività che gestisce mentre i suoi ragazzi si sono dedicati al pallone.

Mattia e Elia Giani sono legati da un vincolo di parentela al calciatore della Roma, Gianluca Mancini, e di sua moglie Elisa. Il gol dedicato ieri sera contro il Milan è un gesto concreto per mantenere alta l’attenzione dei media su Mattia, sulla sua morte e sulla mancanza di rispetto di una regola che, forse, potrebbe salvare altre vite.

Il malore: arresto cardiaco in campo

Sandro Giani aveva fornito degli elementi molto specifici, puntuali che il referto conferma per quel che attiene a medico, defibrillatore e ambulanza: “Io so solo che il medico su quel campo non c’era. E che la prima ambulanza del 118 è arrivata senza medico dopo 15 minuti. E che nel frattempo il massaggiatore del Castelfiorentino ha provato a rianimare mio figlio e che poi è scesa una spettatrice dagli spalti che lavora come infermiera per dare una mano. Il defibrillatore c’era ma è stato usato solo dal medico trasportato dalla seconda ambulanza. Si può morire così?”.

Una domanda la cui unica risposta può e deve essere no, non si può morire così dopo il lutto per Piermario Morosini, dopo quanto avvenuto a Christian Eriksen, miracolato, e altri giocatori. La Procura dovrà stabilire, una volta aperta l’inchiesta, se ci sono state responsabilità. Uno sconforto che mette tutti, nessuno escluso, davanti alla domanda – che non troverà forse alcuna risposta – su che sorte sarebbe toccata a Mattia Giani, qualora il medico o l’ambulanza fossero stati lì, dove sarebbe dovuti essere.

Intanto, oggi, incomincerà l’esame autoptico per accertare le cause del decesso e altri elementi utili all’indagine avviata, dopo il malore che ha strappato Mattia alla sua famiglia e alla sua compagna.

La morte di Mattia Giani, il referto e la ricostruzione del Giudice Sportivo: medico e ambulanza assenti, oggi autopsia Fonte: ANSA

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