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MotoGP, dopo Le Mans è batti e ribatti tra Pecco Bagnaia e Hervé Poncharal

Il campione del mondo accusato da Poncharal di volere 'vantaggi' sui team satelliti: "Ogni parola è usata per fare polemica, parlerò solo dello sport che amo".

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Lo sfortunato week-end di Le Mans, che ha regalato al campione in carica il terzo ‘zero’ in stagione e il fiato sul collo di Marco Bezzecchi, ormai a una incollatura nella classifica iridata dopo il colpaccio in Francia, lascia in eredità un polverone di polemiche a Pecco Bagnaia, che provando a spiegare il perché dei numerosi contatti di questo inizio stagione si è attirato le ire di Hervé Poncharal.

MotoGP, Poncharal bacchetta Bagnaia

Il Team Principal GasGas Hervé Poncharal, che è nel contempo portavoce dei team satelliti della MotoGP, ha tuonato contro il campione torinese, travisando in parte le riflessioni sulla sicurezza in pista in una richiesta di ‘limitazioni’ a loro sfavore: “Pecco ha detto una gran stupidaggine, i team satelliti sono in griglia per fare bene e non solo per occupare le caselle. Di solito le sue parole sono equilibrate, per lui ho ammirazione e rispetto: come tutti, arriva da Moto3 e Moto2, e la talentuosa cavalcata verso la moto ufficiale nasce da una moto satellite. Il lavoro finora svolto con Costruttori, Dorna e Fim per comporre una griglia di partenza di valore è ottimo”.

MotoGP, le parole di Bagnaia che hanno acceso la polemica

Pecco Bagnaia aveva in realtà preso alla larga la questione ‘moto satelliti’, provando a correlare l’elevato numero di incidenti in quest’avvio di campionato e il livellamento che ormai queste hanno raggiunto nei confronto dei team ufficiali: “Non ci sono più i 6-7 decimi di un tempo tra moto ufficiali e moto satelliti, quello probabilmente evitava qualche contatto di troppo; adesso il livello è estremo, tutto dal punto di vista aerodinamico arriva al limite e qualche pilota che non ha il mezzo adeguato cerca di sorpassare sei rivali in un giro. Occorrerebbe stabilire una sorta di differenza tra moto ufficiale e moto satellite”.

MotoGP, la puntualizzazione di Bagnaia che smorza la polemica

Il 26enne torinese, che prima di approdare nel 2021 alla Ducati ‘ufficiale’ si è fatto le ossa nella Pramac Racing, si dice stufo di giustificare ogni parola estrapolata dal suo contesto: “Mi è stato chiesto di parlare di sicurezza e delle ragioni dell’aumento degli incidenti e ho semplicemente cercato di fare un’analogia, dicendo che prima non succedeva, perché c’era differenza tra i primi piloti e gli altri. Sono arrivato in MotoGP con la Pramac: come posso suggerire di creare differenze tra le moto ufficiali e i team satelliti?” Dopo Le Mans mi sono scollegato tre giorni e quando mi sono ricollegato mi sono reso conto della polemica generata con Poncharal e ingigantita dal sito ufficiale del campionato. Sono un pilota che vuole lavorare bene con la sua squadre e vincere, godendo delle belle battaglie in pista: non amo la voglia di fare polemica su tutto , da adesso parlerò solo delle dinamiche sportive e lascerò il resto agli altri”.

MotoGP, dopo Le Mans è batti e ribatti tra Pecco Bagnaia e Hervé Poncharal

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